Area progettuale

Diagnosi, intervento e conservazione del patrimonio culturale (DUS.AD015)

Dipartimento

Scienze umane e sociali, patrimonio culturale

Il rilievo

L'Area Progettuale rappresenta un asse di ricerca fondamentale per il forte impatto che esercita in termini di capacità di intervento sul patrimonio archeologico, architettonico, demo-etno-antropologico e storico-artistico. I beni culturali, infatti, sono soggetti a un naturale e continuo degrado e subiscono un costante impatto erosivo e distruttivo da parte di fattori climatici, di agenti atmosferici e industriali, di elementi naturali (ad esempio sismici e vulcanici), dei moderni sistemi infrastrutturali e antropici che, con un fattore di incremento esponenziale, rappresentano un problema e una sfida che la ricerca deve affrontare attraverso progettualità e azioni di intervento.
Le attività di diagnostica e conservazione sul patrimonio, contraddistinte da una forte connotazione multidisciplinare, hanno un necessario presupposto nella conoscenza delle caratteristiche dei materiali costituenti, del loro stato di conservazione e del contesto topografico e ambientale in cui si trovano, attraverso cui possono essere individuati fattori e condizioni di rischio, nonché necessità di intervento. In tal senso, il loro fondamentale ruolo ha permesso di sviluppare nel corso degli anni attività di ricerca che hanno un forte impatto nella determinazione delle cause e dei meccanismi di degrado di diversi materiali e manufatti, sia mobili che immobili, e nella programmazione e realizzazione dei più idonei interventi di conservazione. L'uso dei metodi diagnostici e dei sistemi di monitoraggio dei beni culturali, insieme alla sperimentazione di procedure, prodotti e materiali, rappresentano una avanguardia importante con ricadute evidenti sul piano della conservazione e della fruizione.

Obiettivi

L'Area Progettuale ha come obiettivi primari la conoscenza delle caratteristiche materiali costituenti i manufatti, mobili e immobili, e l'analisi del contesto topografico e ambientale di riferimento. Prima valutare lo stato di conservazione poi individuare fattori e condizioni di rischio e infine programmare le più efficaci strategie di intervento ed effettuare la scelta delle più idonee soluzioni conservative. In quest'ottica, si intendono mettere a punto e validare nuovi metodi diagnostici e tecnologie affidabili che permettano di effettuare misure fisiche, chimiche, meccaniche, minero-petrografiche e geofisiche in tempi sempre più rapidi e con costi bassi. Si ritiene inoltre fondamentale la creazione di banche dati, di modelli di riferimento e procedurali che permettano di migliorare l'analisi e il confronto dei dati e degli interventi al fine di realizzare progetti, programmi e azioni sempre più affidabili. Un ulteriore obiettivo specifico è costituito dallo sviluppo di sistemi di monitoraggio, anche dopo l'intervento sul bene, al fine di verificare la validità delle azioni e di migliorare le tecniche e i materiali. Un obiettivo fondamentale è costituito dalla progettazione, realizzazione e utilizzo di nuovi prodotti e materiali compatibili con le componenti materiche del bene da preservare, utili all'intervento e alla conservazione del patrimonio culturale, ponendo particolare attenzione al contesto storico e paesaggistico e alle caratteristiche originali e culturali dell'area di riferimento. Infine, l'obiettivo su scala più ampia è lo sviluppo di metodologie integrate a supporto della conoscenza attraverso sistemi di monitoraggio e di diagnostica su scala territoriale, con particolare attenzione ai diversi metodi di telerilevamento e remote sensing da satellite, da aereo, drone e da terra (metodi geofisici).

Il quadro delle ricerche in ambito internazionale

Il concetto di conservazione di bene culturale ha subìto una profonda evoluzione, tanto da superare la tendenza a preservarne la funzione originaria prediligendo, invece, il recupero del suo ruolo di testimonianza di una civiltà. È così che il restauro, da semplice intervento di ripristino funzionale, diventa un restauro conservativo, ovvero un'azione che preserva, oltre l'integrità del manufatto, il suo contenuto storico-artistico di memoria collettiva. È noto che ogni manufatto è soggetto a invecchiamento naturale, continuo e inarrestabile, causato da processi fisico-chimici e biologici d'interazione con l'ambiente in cui viene conservato. Oggi appare chiaro che l'obiettivo da porsi non è più bloccare il degrado, azione spesso irrealizzabile, ma rallentarlo il più possibile, intervenendo sui meccanismi che lo alimentano. La conservazione non va più intesa come opera di mantenimento, ma come opera preventiva, ossia un'azione continua per contrastare il deterioramento, anche solo naturale, del bene. Contestualmente le moderne strategie conservative hanno rinnovato anche il concetto di degrado, inteso ora come qualsiasi tipo di alterazione irreversibile, molecolare o microstrutturale, dei materiali che costituiscono il bene. Valutare il degrado, dunque, significa anche analizzare in modo oggettivo l'integrità dei materiali e descriverne in modo quantitativo e qualitativo, attraverso analisi strumentali, l'evoluzione delle proprietà fisico-chimiche, creando in tal modo le condizioni contestuali più idonee alla salvaguardia stessa del bene. La base per la conservazione e il restauro è, pertanto, la conoscenza del bene, non più intesa come un sapere empirico ma piuttosto come un processo di acquisizione di dati e informazioni che l'attuale ricerca permette di raggiungere attraverso innovativi sistemi tecnologici di diagnostica. Tali conoscenze permettono di scegliere gli approcci di restauro più opportuni e definire protocolli per la conservazione preventiva.

Il quadro delle ricerche in ambito nazionale

Sempre più, nelle ricerche sui beni culturali, si è andata affermando la necessità di un sapere integrato. Tale sapere integrato ha un carattere multi e interdisciplinare e richiama competenze e tecnologie dei diversi ambiti disciplinari. Esso è il necessario presupposto sia per la conoscenza e quindi per il riconoscimento del valore culturale dei beni, e dunque per la loro valorizzazione, sia per la scelta delle soluzioni conservative più idonee. Nelle attività sui beni culturali infatti si rende necessario realizzare una base conoscitiva che, oltre a costituire il presupposto per interventi di salvaguardia e valorizzazione, individui aspetti tecnici e criticità su cui impostare i necessari interventi di conservazione. Da un lato le attività sui beni culturali hanno avuto un crescente ampliamento a seguito dell'allargamento dei confini del patrimonio culturale a tutti quei beni ritenuti testimonianze di civiltà, tra i quali l'edilizia storica minore e il patrimonio dell'archeologia industriale, dall'altro si è resa sempre più evidente la consapevolezza che le attività di conoscenza e conservazione del patrimonio culturale possono essere maggiormente qualificate attraverso l'apporto di tecnologie. Queste aumentano le potenzialità di conoscenza e di indagine sui beni coinvolgendone anche gli aspetti materici e contribuendo a dare risposte sia in relazione alle istanze di conoscenza storica e culturale sia in relazione alle necessità di conoscenza preliminari alla scelta degli interventi e, dunque, per la ricerca delle migliori soluzioni tecnologiche in termini di prodotti e di prassi tecnico-operative.

Il posizonamento del Cnr

La rete degli Istituti CNR articola la propria attività attraverso diverse competenze in un dominio ampio che include non solo gli aspetti della diagnostica intesa come sviluppo tecnologico di metodiche sempre più informative e meno invasive, e dell'intervento, concepito come ottimizzazione dei metodi di restauro, prima ancora che dei materiali, ma considera anche la valutazione e il monitoraggio quali strumenti cruciali per la programmazione della conservazione nelle sue varie azioni (restauro, manutenzione programmata, conservazione preventiva). Gli interventi implicano l'adozione di un approccio al bene sempre contestualizzato al proprio ambiente di conservazione, o addirittura fa di quest'ultimo, piuttosto che del bene singolo, l'oggetto degli studi, delle ricerche, delle azioni. Sulla base di questi presupposti, gli obiettivi degli Istituti CNR che si occupano di diagnostica, conservazione e restauro sono diretti alla configurazione di soluzioni innovative per la gestione di un sistema di interazioni tra diverse tipologie di processi mediante azioni coordinate di ricerca, nonché dalla formazione, sperimentazione e diffusione dei risultati, basate su un insieme integrato di tecnologie abilitanti, di carattere innovativo rispetto allo stato dell'arte su standard di livello internazionale. La vocazione interdisciplinare, la capacità di porsi come modelli e interlocutori privilegiati per scienziati, amministrazioni pubbliche, università, centri di ricerca e di formazione, rappresentativi del panorama nazionale e non solo, hanno specializzato le complesse e diversificate attività degli Istituti in ambiti che vanno dal territorio all'architettura, dal singolo reperto alla caratterizzazione materica dei beni, dall'archeologia al museo. La rete CNR campione e propulsore di innovazione, è in grado di mettere a disposizione da subito i risultati, le applicazioni e le buone pratiche delle più avanzate ricerche.

Le principali attvità svolte

Le ricerche hanno avuto come azioni principali:
- Sviluppo di metodologie integrate di diagnostica per la conservazione dei beni archeologici e architettonici
- Ricerche archeometriche sui materiali
- Interventi di diagnostica e sviluppo e progettazione di prodotti e procedure per la conservazione e il restauro di manufatti e beni archeologici e architettonici
- Studio del contesto storico e paesaggistico in cui si trovano inseriti i beni culturali, da recuperare anche come memoria storica
- Sviluppo di metodologie e tecniche d'intervento per la conoscenza, la conservazione e il restauro del patrimonio storico architettonico in aree a forte rischio ambientale, sismico, vulcanico e climatico
- Sviluppo di metodologie remote sensing e indagini su scala territoriale.

Le attività previste

Le ricerche avranno come azioni principali:
- Sviluppo di metodologie integrate di diagnostica per la conservazione dei beni archeologici e architettonici
- Ricerche archeometriche sui materiali
- Ricerche storico-geografiche sui beni culturali
- Interventi di diagnostica e sviluppo e progettazione di prodotti e procedure per la conservazione e il restauro di manufatti e beni archeologici e architettonici
- Sviluppo di metodologie e tecniche d'intervento per la conoscenza, la conservazione e il restauro del patrimonio storico architettonico in aree a forte rischio ambientale, sismico, vulcanico e climatico
- Sviluppo di metodologie remote sensing e indagini su scala territoriale.

Area tematica

Scienze umane e sociali, patrimonio culturale

Parole chiave

Diagnosi, Conservazione, Patrimonio Culturale

Progetti

Ultimo aggiornamento: 17/04/2024