Come richiedere un codice DOI

Solo per il personale Cnr

La Sezione Editoria dell’Unità Comunicazione e Relazioni con il Pubblico dal 2016 offre alla rete il servizio di registrazione dei codici DOI (Digital Object Identifier). Grazie ad un accordo sottoscritto dall’Unità con Ediser - la Società di servizi dell’Associazione Italiana Editori – i Dipartimenti/Istituti che ne fanno richiesta posso accedere al portale mEDRA e gestire in piena autonomia la registrazione dei propri codici DOI per tutte le pubblicazioni commerciali e open access edite dalla rete scientifica del Cnr.

L’elenco di Dipartimenti e Istituti che hanno aderito all’accordo è disponibile in calce.

Sottoscrivendo l'apposito modulo, e inviandolo a doi@cnr.it, i Dipartimenti/Istituti che ne fanno richiesta hanno la possibilità di registrare un numero di codici DOI illimitato. Ogni Dipartimento/Istituto avrà un suo specifico “referente” nazionale al quale verrà assegnato un prefisso numerico (che identifica la struttura) e le credenziali (username e password) che gli permetteranno di gestire in piena autonomia le registrazioni.

L’accordo sottoscritto con Ediser viene rinnovato ogni anno e garantisce ai diversi Dipartimenti/istituti che in passato hanno già registrato codici DOI con mEDRA di mantenere i prefissi già in uso e i DOI già registrati, garantendo il proseguimento delle attività senza ulteriori formalità amministrative e contabili.

Il contratto prevede altresì la possibilità per i referenti di partecipare a giornate di formazione gratuite, organizzate periodicamente da Ediser/mEDRA presso le sedi di Roma e Milano. A carico dei partecipanti rimangono le eventuali spese di missione.

Per ulteriori informazioni contatta Tiziana Ciciotti  (Sezione Editoria)  al numero 06/49932556 o via email: doi@cnr.it

Il codice DOI
(informazioni tratte dal sito www.medra.org)

Il Digital Object Identifier è uno standard che consente di identificare persistentemente, all'interno di una rete digitale, qualsiasi oggetto di proprietà intellettuale e di associarvi i relativi dati di riferimento, i metadati, secondo uno schema strutturato ed estensibile.

Il DOI è stato definito 'il codice a barre per la proprietà intellettuale': analogamente ai codici a barre dei prodotti fisici, l'utilizzo dei DOI costituisce un valore aggiunto e consente il risparmio di risorse lungo l'intera catena produttiva e commerciale.

Tale codice si distingue dai comuni indicatori internet come gli URL in quanto identifica un oggetto direttamente, quale entità di prima classe, e non semplicemente attraverso qualche suo attributo come il luogo dove l'oggetto è collocato. Si distingue, inoltre, dai comuni identificatori di proprietà intellettuale come quelli legati agli standard bibliografici (ISBN, ISRC, ecc.) in quanto immediatamente azionabile in rete e utilizzabile per lo sviluppo di servizi specifici, quali motori di ricerca, certificazioni di autenticità ecc.

Cosa può essere identificato da un DOI

Un DOI può essere registrato su qualunque forma di proprietà intellettuale espressa in qualsiasi ambiente digitale. La proprietà intellettuale include tanto contenuti digitali che contenuti pubblicati su supporti fisici: i DOI possono essere utilizzati per identificare testi, immagini, risorse audio o video, software, ecc.

Un oggetto può essere arbitrariamente identificato a qualunque livello di granularità: ciò significa che, ad esempio, si può registrare un DOI sulla testata di una rivista, sul suo singolo numero, sul singolo articolo di un dato numero, sulla singola tabella di un dato articolo. 

La struttura del DOI

Il DOI è costituito da un'univoca stringa di caratteri alfanumerici divisa in due parti: un prefisso e un suffisso. Per esempio, un DOI completo è 10.1392/roma081203 dove: 10.1392 è il prefisso, a sua volta composto da una parte che identifica la stringa come DOI (10) e una parte che identifica il registrante (1392); roma081203 è il suffisso, che identifica il singolo oggetto.

Il prefisso è assegnato da un'Agenzia di Registrazione DOI a uno specifico registrante.

Il suffisso è assegnato dal registrante e deve essere unico per il prefisso in questione. Il suffisso può calcare o comprendere altri identificatori già in uso, quali l'ISBN o l'ISSN.

Il DOI è case insensitive, ovvero indifferente all'uso di maiuscole o minuscole (10.1392/roma081203 è lo stesso di 10.1392/ROMA081203), ed è considerato una stringa opaca: nulla può essere dedotto dalla stringa rispetto al suo utilizzo all'interno del Sistema DOI.

Risoluzione del DOI

La risoluzione, in termini generali, è il processo attraverso cui si sottopone un identificatore a un servizio di rete e si ricevono in cambio una o più informazioni relative all'entità identificata. Ad esempio, nel caso del Domain Name System (DNS), la risoluzione avviene da un nome di dominio, come www.doi.org, ad un singolo indirizzo IP, come 132.151.1.146, che viene poi utilizzato per comunicare con quel sito.

La risoluzione DOI avviene da un DOI a una o più pagine web con contenuti stabiliti dal registrante: esemplari dell'oggetto, campi di metadati, servizi quali l'e-mail, ecc.

“Ciò che il DOI identifica” e “ciò cui il DOI risolve” sono due concetti differenti: è possibile che un DOI non risolva all'oggetto identificato, ma semplicemente alle relative informazioni stabilite dall'editore. La risoluzione DOI è resa possibile grazie alla tecnologia Handle System, sviluppata dal CNRI (Corporation for National Research Initiatives), ed è liberamente attuabile da qualunque utente che incontri un DOI.

Per risolvere un DOI, basta digitare nella barra indirizzi di qualunque browser la stringa "http://dx.medra.org/" seguita dal DOI. Per esempio, per risolvere il DOI 10.1392/dironix, si copi nel proprio browser: http://dx.medra.org/10.1392/dironix. In alternativa, è possibile contattare il server Medra.

Metadati 

Ad ogni DOI è associata una serie di metadati, vale a dire informazioni bibliografiche e commerciali relative al contenuto (titolo, autore, data di pubblicazione, copyright, prezzo, ecc.) e alla sua collocazione nel contesto dell'offerta editoriale complessiva del registrante (l'appartenenza di un titolo ad una collana, di un articolo ad una pubblicazione seriale, la disponibilità dello stesso contenuto in più formati e supporti, ecc.). Attraverso i metadati, il DOI si configura non solo come stringa identificativa, ma come un potente e inequivocabile strumento per la conservazione e la condivisione di dati. I metadati, analogamente al DOI, rimangono indissolubilmente legati all'oggetto che descrivono e possono essere facilmente trasmessi ad altri soggetti della catena produttiva e commerciale, incrementando le opportunità di commercio elettronico per ogni produttore di contenuti.

Inoltre, i metadati rappresentano la chiave per lo sviluppo di servizi basati sul DOI, quali banche dati internazionali e motori di ricerca per specifiche tipologie di contenuti. Affermare che i metadati sono persistenti non significa dire che siano immodificabili: i registranti hanno facoltà di aggiornare i metadati delle proprie pubblicazioni in qualunque momento, mantenendo il controllo su un flusso di informazioni costantemente aggiornato.

Perchè utilizzare il Codice DOI  

Ci sono tre caratteristiche fondamentali che conferiscono valore all'utilizzo del DOI:

  • Identificazione persistente: ogni DOI identifica in maniera univoca e immodificabile nel tempo l'oggetto cui è associato
  • Azionabilità in rete: grazie alla tecnologia dell'Handle System, ogni DOI risolve a una o più pagine web stabilite dall'editore
  • Interoperabilità semantica: i metadati consentono di comunicare senza ambiguità in qualunque luogo, da parte di qualsiasi utente, ad ogni livello della filiera, le caratteristiche dei contenuti registrati, evidenziando allo stesso tempo le relazioni gerarchiche che tra questi intercorrono.

 

Informazioni a cura di: Sezione Editoria - Unità Comunicazione e Relazioni con il Pubblico

Ultimo aggiornamento: 17/06/2020