Scienze umane e sociali, patrimonio culturale
Le ricerche del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale (Dsu) abbracciano il complesso delle scienze umane e sociali assieme al patrimonio culturale materiale e immateriale. L’attività è focalizzata in quattro macroaree disciplinari: studi culturali, giurisprudenza, scienze sociali, ricerca cognitiva e linguistica; saperi molto diversi tra loro, ma uniti dalla comune esigenza di contribuire alla conoscenza, conservazione, valorizzazione e fruizione dell’identità e del patrimonio culturale.
Tra le principali tematiche: tecnologie dell’informazione e della comunicazione, valutazione della ricerca e indicatori, e-publishing, Smart Cities, innovazione, creatività e PMI nella società della conoscenza, democrazia e diritti, analisi delle istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, migrazioni e trasmissione della cultura, multilinguismo, tecnologie didattiche, sicurezza delle comunicazioni, coesione sociale e modelli di competitività, scienze cognitive, linguistica computazionale, storia della lingua e lessicografia, storia della filosofia e della scienza, storia del Mediterraneo antico e moderno, recupero, archiviazione, rilievo e rappresentazione dei beni culturali, diagnostica, conservazione e restauro, archeologia e valorizzazione del patrimonio culturale.
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Cultraro nominato socio corrispondente Accademia delle Scienze di Torino
Massimo Cultraro, archeologo, dirigente di ricerca dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche,, è stato nominato socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, nella Classe di Scienze morali, storiche e filologiche. A Cultraro, che in passato era stato invitato a presentare le proprie ricerche nella sede torinese, si deve lo studio e la riscoperta di uno dei soci dell’Accademia, lo scienziato torinese Angelo Mosso (1846-1910), uno dei padri della fisiologia clinica in Italia, il quale aveva coniugato le scienze naturali con la nascente archeologia
"Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri"
Inaugurata presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri la mostra: “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Vincenzo Bellelli, direttore Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT), Dirigente di ricerca in aspettativa del Cnr-Ispc, e da Patrizio Fileri, l’iniziativa coinvolge prestigiosi partner nazionali e internazionali, quali il Louvre, il British Museum, i Musei Vaticani, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. L'esposizione visitabile fino al 31 ottobre 2026, raccoglie anche produzione architettoniche, di cui molte delle testimonianze provengono dagli scavi nell'era urbana condotti dal Consiglio nazionale delle ricerche nel Santuario della Vigna Parrocchiale e nelle aree limitrofe delle cosiddetto tempio di Hera
Siglato accordo con la casa editrice cinese FLTRP per l'accesso a risorse linguistiche e filosofiche cinesi nelle infrastrutture europee di ricerca
Il Cnr-Iliesi ha firmato un accordo di cooperazione con la casa editrice cinese Foreign Language Teaching and Research Press (FLTRP), che dispone dell’infrastruttura digitale Key Concepts in Chinese Thought and Culture, un’ampia raccolta dedicata alla terminologia di cultura cinese, analoga all’infrastruttura attivata dall'Istituto per la terminologia di cultura europea. L’intesa punta a integrare, per la prima volta, risorse linguistiche e filosofiche cinesi nelle infrastrutture europee di ricerca coordinate dal network europeo CLARIN
Cusco: nuove evidenze archeologiche riscrivono le origini della città inca
Un progetto diretto dall’Università di Varsavia e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, grazie all’impiego di tecnologie avanzate di telerilevamento e prospezione geofisica, ha portato alla luce nuove testimonianze del complesso monumentale di Sacsayhuamán nascoste sotto una fitta vegetazione. La scoperta contribuisce a ridefinire la nascita della città precolombiana
Operativo il cluster di infrastrutture per le scienze umane e il patrimonio culturale
La ricerca nel settore del patrimonio culturale e delle scienze umane e sociali ha un nuovo alleato: H2IOSC, Humanities and cultural Heritage Italian Open Science Cloud, un ecosistema digitale, che integra e fa dialogare, quattro nodi italiani di infrastrutture di ricerca europee: CLARIN-IT, DARIAH-IT, E-RIHS.it e OPERAS-IT, per lo studio e le indagini in tali ambiti
Aree archeologiche santuari della biodiversità
La rivista People and Nature ha pubblicato la più ampia review attualmente disponibile sul rapporto tra archeologia e biodiversità: sono oltre 240 gli studi sull’argomento, condotto su oltre 1400 siti archeologici internazionali. Il lavoro, realizzato da un team multidisciplinare del Cnr, evidenzia come le aree archeologiche possano assumere un ruolo attivo nei processi di tutela della biodiversità
Un'artista sonora dà voce alla scienza
L' Area Territoriale di Ricerca di Torino, sede degli istituti Cnr-Ircres, Cnr-Ipsp, Cnr-Irpi e Cnr-Stems, accoglierà un'opera site-specific selezionata nell'ambito della call "Residenze d'Artista Mirafiori dopo il Mito", promossa da Fondazione Mirafiori
Il Cnr è advanced partner di GreenHer, Centro di eccellenza per una scienza del patrimonio sostenibile
Con il coordinamento dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche, l'Ente ( team istituti Ispc, Isac e Ipcb) è advanced partner di GreenHer Centre of Excellence in Green Heritage Science, uno dei 12 soli progetti selezionati nel competitivo bando europeo "Teaming for Excellence" del 2023. In progetto ha lo scopo di realizzare un Centro di eccellenza europeo per le scienze del patrimonio culturale orientate alla sostenibilità ambientale
Operativo il primo archivio italiano open per le scienze sociali
DASSI è la prima infrastruttura italiana per la cura, la conservazione e valorizzazione nel lungo periodo dei dati della ricerca sociale. Nata da una collaborazione tra Cnr e Università di Milano-Bicocca, offre la possibilità di consultare dati di ricerche su temi che spaziano dalla demografia alla sanità, dall’economia alla mobilità e molto altro ancora
Il senso del restauro
Sul numero del web magazine dell'Ente dedicato a "Riparare", la ricercatrice dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale Loredana Luvidi spiega come la portata semantica del termine "restauro" è ben più ampia delle aspettative comuni
Nasce la Consulta degli Enti Pubblici di Ricerca per l'Archeologia (CEPRA)
Si è costituita, su iniziativa di un gruppo di archeologhe/i in servizio al CNR, la Consulta degli Enti Pubblici di Ricerca per l’Archeologia (CEPRA), un’associazione culturale che ha come obiettivo l’elaborazione, la promozione, lo sviluppo e il coordinamento di iniziative scientifiche e culturali legate all’archeologia, intesa nel suo senso più ampio quale studio del passato attraverso l’analisi di fonti storiche e di cultura materiale, nonché alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico.
Il Progetto Archeologico a Oued Beht premiato con il Field Discovery Award 2025 allo Shanghai World Archaeology Forum
Il progetto archeologico a Oued Beht ha ricevuto il Field Discovery Award 2025 dallo Shanghai Archaeology Forum (SAF), una delle più prestigiose piattaforme internazionali dedicate alla ricerca archeologica, istituita dall’Istituto di Archeologia dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali. Il team internazionale del progetto è co-diretto da Giulio Lucarini dell'Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR e ISMEO, Cyprian Broodbank (Università di Cambridge) e Youssef Bokbot (INSAP)
Impronte rupestri: un racconto lungo 40.000 anni
Il significato, i rituali e i misteri delle impronte rupestri, un gesto che attraversa continenti - dalle grotte europee al Sahara, dalle Americhe all’Australia - e millenni