Scienze bio-agroalimentari

Contesto

Macroarea tematica

Il settore agricolo, alimentare e forestale rappresenta un pilastro dell'economia nazionale, contribuendo in modo significativo al PIL e all'occupazione. La sua trasformazione è essenziale per garantire competitività, sostenibilità e resilienza, soprattutto alla luce delle sfide ambientali come cambiamento climatico, degrado del suolo e perdita di biodiversità, particolarmente rilevanti nell'area mediterranea. In linea con il Piano Nazionale della Ricerca (PNR) 2021-2027 e il Green Deal europeo, la transizione ecologica e digitale del settore è una priorità strategica.

In questo contesto, il Dipartimento Scienze Bio-Agroalimentari (DiSBA) del CNR svolge un ruolo centrale nel promuovere ricerca e innovazione lungo l'intera filiera agroalimentare e forestale. Attraverso una presenza diffusa sul territorio e collaborazioni con il sistema produttivo, il Dipartimento contribuisce allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e scientifiche per migliorare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

Le attività del DiSBA sono organizzate in tre Aree Strategiche: Agricoltura, Foreste e Ambiente; Biologia, Biotecnologie e Biorisorse; Produzioni alimentari e Alimentazione. Questa struttura consente di integrare ricerca di base e applicata e di coprire l'intera filiera produttiva. Complessivamente, il 97% delle attività è coerente con le priorità del PNR.

L'Area Agricoltura, Foreste e Ambiente rappresenta circa il 49% delle attività ed è focalizzata su gestione sostenibile delle risorse naturali, agroecologia, biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici e tecnologie digitali per l'agricoltura di precisione.
L'Area Biologia, Biotecnologie e Biorisorse (23%) integra approcci molecolari e biotecnologici per la valorizzazione delle biorisorse, il miglioramento genetico e lo sviluppo di processi sostenibili.
L'Area Produzioni alimentari e Alimentazione (25%) si concentra su qualità e sicurezza alimentare, alimenti innovativi, nutrizione e digitalizzazione delle filiere.

Nel complesso, le attività si distribuiscono principalmente nell'ambito "Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente" (46%), affiancato da ambiti complementari quali Salute (16%), Digitale (16%), Clima ed energia (14%) e dimensione socio-culturale (5%). Una quota residuale (3%) riguarda attività conto terzi e consulenze.

L'impatto del DiSBA è rilevante su più livelli. Sul piano scientifico, rafforza il ruolo della ricerca pubblica e l'integrazione nelle reti europee. Sul piano economico, sostiene la competitività del sistema agroalimentare attraverso innovazione tecnologica e modelli sostenibili. Dal punto di vista ambientale, promuove sistemi produttivi rigenerativi e la tutela delle risorse naturali. In ambito sanitario, contribuisce a migliorare la qualità nutrizionale e la prevenzione delle malattie. Infine, sul piano sociale, favorisce lo sviluppo territoriale, la valorizzazione delle tradizioni e l'inclusione delle aree rurali.

Nel complesso, il DiSBA si configura come attore strategico nella transizione ecologica e digitale del sistema agroalimentare e forestale, supportando politiche pubbliche basate su evidenze scientifiche e contribuendo allo sviluppo sostenibile del Paese.

Contesto nazionale

Le attività del Dipartimento Scienze Bio-Agroalimentari (DiSBA) del CNR si collocano in ambiti che presentano affinità con quelli di altri attori nazionali - in particolare CREA, ENEA, Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), Fondazione Edmund Mach (FEM), Istituto Superiore di Sanità (ISS), per le competenze nel settore alimentare e, in parte, ISPRA. Tali affinità riflettono la natura multidimensionale delle sfide agricole, ambientali e alimentari e non costituiscono sovrapposizioni, ma spazi di intersezione e collaborazione nei quali il DiSBA apporta contributi scientifici specifici, operando in una logica di complementarità e integrazione. La tabella seguente riassume le corrispondenze tematiche tra le Aree Strategiche in cui operano gli Istituti afferenti al DiSBA e le attività sviluppate dagli altri Enti con cui il Dipartimento collabora.

Rispetto agli Enti sopra indicati, che operano sulla base di mandati istituzionali definiti in ambiti specifici (agricolo, energetico, ambientale, sanitario), il CNR si distingue per la sua natura multidisciplinare e non vincolata a un mandato settoriale. Inoltre, mentre CREA, ENEA, ISPRA e ISS ricevono finanziamenti ministeriali finalizzati e direttamente collegati alle politiche dei rispettivi settori di riferimento, il CNR non dispone di risorse tematiche dedicate. L'Ente opera, infatti, principalmente attraverso il Fondo Ordinario per gli Enti e le Istituzioni di Ricerca (FOE) del MUR, che sostiene le attività istituzionali e infrastrutturali di base, e grazie alla capacità di attrarre fondi competitivi nazionali e internazionali, oltre a progetti conto terzi.
In questo contesto, il DiSBA svolge la propria attività nel settore bio-agroalimentare, traducendo la flessibilità scientifica e tematica del CNR in programmi di ricerca integrati e multidisciplinari. Il Dipartimento unisce la produzione di conoscenza di base con l'innovazione applicata e la valorizzazione dei risultati scientifici e opera grazie a una forte capacità progettuale e relazionale, orientata alla partecipazione a bandi competitivi e alla costruzione di reti di collaborazione con altri enti e attori del sistema nazionale della ricerca.
Il contributo del DiSBA si distingue per la capacità di integrare ricerca, innovazione e approcci sistemici, lungo un continuum che va dalla generazione di conoscenza fondamentale alla realizzazione di strumenti avanzati per l'intera filiera bio-agroalimentare. Anche il CREA si rivolge prevalentemente alle filiere, concentrando tuttavia le proprie attività in maggior misura sulla ricerca agronomica e forestale applicata, sulla qualità nutrizionale e compositiva degli alimenti e sul trasferimento tecnico-scientifico a supporto delle politiche pubbliche. Anche l'ENEA, come diversi Istituti del DiSBA, sviluppa tecnologie per l'agricoltura di precisione, ma con un più marcato focus sulla sostenibilità dei processi produttivi e l'efficienza energetica, con una spiccata vocazione industriale e innovativa. Mentre al DiSBA le attività di monitoraggio coinvolgono ecosistemi agricoli e forestali e le loro risposte agli stress ambientali e ai cambiamenti climatici, all'ISPRA sono attribuiti compiti di monitoraggio sullo stato dell'ambiente, sul consumo del suolo e sulle risorse ambientali a supporto della definizione e implementazione delle politiche ambientali. La Stazione Zoologica Anton Dohrn rappresenta un'eccellenza nel campo della biologia e biotecnologia marina, con contributi fondamentali per la bioeconomia blu e la conoscenza degli ecosistemi acquatici, offrendo prospettive biologiche complementari. La Fondazione Edmund Mach integra ricerca, formazione e trasferimento tecnologico per la sostenibilità dei sistemi agricoli, forestali e alimentari, con forte radicamento territoriale. Infine, l'Istituto Superiore di Sanità, limitatamente al comparto alimentare, costituisce un interlocutore rilevante per gli aspetti di sicurezza e qualità degli alimenti, in particolare nella valutazione del rischio, nella contaminazione microbiologica e chimica e nei profili nutrizionali, ambiti nei quali si registrano convergenze e sinergie con le attività del DiSBA orientate alla sicurezza e alla qualità delle produzioni agroalimentari. In questo quadro, il DiSBA si configura come nodo scientifico e infrastrutturale del sistema pubblico della ricerca bio-agroalimentare, capace di integrare ricerca di base, innovazione e sviluppo tecnologico. La complementarità con gli altri Enti contribuisce al rafforzamento dell'efficacia e della capacità di impatto del sistema nazionale della ricerca, in piena coerenza con il Green Deal europeo e le priorità del PNR.

Contesto internazionale

Per comprendere come il CNR si posizioni a livello nazionale e internazionale nelle aree di ricerca di competenza del DiSBA, è stato utilizzato il portale SCImago Institutions Rankings (SIR). Tale strumento permette di confrontare la performance delle Istituzioni attraverso diversi indicatori: da quelli bibliometrici, che misurano la produzione e l'impatto delle pubblicazioni scientifiche, fino alle dimensioni legate all'innovazione e all'impatto sociale. L'area SCImago che meglio rappresenta l'insieme delle attività scientifiche del Dipartimento è Agricultural and Biological Sciences, articolata in sottocategorie che riflettono la varietà e l'ampiezza dei temi affrontati dal DiSBA nell'ambito delle scienze bio-agroalimentari. Tra queste figurano Animal Science and Zoology, Ecology, Evolution, Behavior and Systematics, Food Science, Forestry, Plant Science e Soil Science. Come mostrato nella tabella che segue, il CNR è primo in Italia e mostra performance molto competitive tra gli enti governativi a livello internazionale, con posizionamenti solidi nelle diverse aree geografiche considerate (mondo, Europa occidentale, UE-27 e Paesi OCSE). In tutte le sottocategorie tematiche, il CNR risulta al primo posto a livello nazionale, evidenziando la rilevanza del contributo del Dipartimento alle scienze bio-agroalimentari e la solidità delle sue attività di ricerca. La competitività del CNR nelle aree di competenza del DiSBA risulta ulteriormente confermata da alcuni indicatori relativi alla produzione scientifica degli Istituti afferenti al Dipartimento. Secondo le stime del portale InCites Benchmarking & Analytics (Clarivate), nel triennio 2022-2024 il DiSBA ha prodotto quasi 2500 pubblicazioni scientifiche all'anno, tra articoli e review, mantenendo una produttività scientifica stabile nel tempo. Di questi 3 sono Hot Papers, 35 sono Highly Cited Papers, 41 sono Documents in Top 1% e 322 in Documents in Top 10%. Tra gli indicatori più significativi si colloca il Category Normalized Citation Impact (CNCI), una misura bibliometrica che valuta l'impatto delle citazioni normalizzandolo per categoria disciplinare, anno di pubblicazione e tipologia di documento, consentendo un confronto equo con lo standard internazionale. Nel periodo considerato, il CNCI del DiSBA ha registrato valori superiori a 1 in tutti gli anni esaminati, indicando che le pubblicazioni del Dipartimento hanno ricevuto complessivamente un numero di citazioni superiore alla media mondiale per lavori analoghi. Questi risultati testimoniano la qualità, la visibilità e la rilevanza internazionale della produzione scientifica del DiSBA, confermando il contributo significativo del Dipartimento all'avanzamento delle conoscenze nel settore bio-agroalimentarei e al rafforzamento della posizione del CNR nel panorama della ricerca globale.
A ciò si affianca un sistema di collaborazioni scientifiche solido e ben strutturato, ricavato dalle analisi InCites attraverso le co-autorship delle pubblicazioni indicizzate in Web of Science. A livello internazionale, il DiSBA collabora con alcune delle istituzioni più rilevanti nel panorama europeo e mondiale, tra cui INRAE (Francia), CSIC (Spagna), CNRS (Francia), la Helmholtz Association (Germania) e la Ghent University (Belgio). Questi partenariati evidenziano la capacità del Dipartimento di inserirsi nelle reti di ricerca più competitive e di partecipare a iniziative ad alto impatto scientifico all'interno dello Spazio Europeo della Ricerca.