Speech by President

Parte programma Ue da 1 miliardo su tecnologie del futuro

29/10/2018

Da sinistra: Chiara Macchiavello, Donata Fornaciari, Pasqualina Pipino, Mario Siciliani De Cumis, Paolo De Natale, Augusto Smerzi, Francesco Cappelli, Francesco Saverio Cataliotti
Da sinistra: Chiara Macchiavello, Donata Fornaciari, Pasqualina Pipino, Mario Siciliani De Cumis, Paolo De Natale, Augusto Smerzi, Francesco Cappelli, Francesco Saverio Cataliotti

Promette applicazioni rivoluzionarie, dai computer più potenti di sempre, ai sistemi di crittografia a prova di hacker: al via il programma europeo sulle tecnologie quantistiche, che permettono di manipolare il mondo dell'infinitamente piccolo. Finanziato dalla Commissione Europea con un miliardo di euro, prevede dieci anni di lavoro e vede l'Italia in prima fila. L'idea e' infatti stata proposta da un fisico italiano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) coordina la partecipazione del nostro Paese al programma e con il ministero per l'Istruzione, Università e Ricerca (Miur) contribuisce con 1,5 milioni al consorzio ERANet QuantERA, che sosterrà alcuni dei progetti di ricerca. Con il coinvolgimento di 5000 ricercatori europei, di enti e industrie, è una delle più ambiziose iniziative dell'Unione Europea. La prima fase, di 3 anni, si concludera' entro il 2021: prevede 20 progetti che contano su un budget di 132 milioni di euro e che coinvolgono oltre 500 ricercatori. "E' un sogno che si avvera. L'Europa potrà vivere la rivoluzione quantistica da protagonista e restare al passo con Stati Uniti e Cina, che hanno fatto molti progressi in questo campo", ha detto all'ANSA il fisico Tommaso Calarco, che ha proposto il programma e che coordina il progetto che lo lancia. Calarco lavora in Germania dove dirige l'Istituto per il controllo quantistico e insegna all'università di Colonia.
“Abbiamo messo insieme due settori di ricerca di eccellenza dell’Ino, gli atomi ultrafreddi e la fisica dei laser a cascata quantica ed abbiamo proposto una direzione di ricerca del tutto nuova”, continua Paolo De Natale direttore Cnr-Ino. “La simulazione quantistica di laser a semiconduttore già commerciali permetterà di individuarne le potenzialità ancora inesplorate e creare dispositivi di nuova generazione, fortemente innovativi. Abbiamo poi messo insieme i migliori centri di ricerca ed aziende, sia grandi sia start-up, del settore, su scala europea, che hanno creduto in questa inedita unione di ricerca di frontiera e tecnologia: così è nato QOMBS”.
Esprime molta soddisfazione anche il presidente del Cnr, Massimo Inguscio: "la partecipazione italiana ai progetti - ha detto all'Ansa - è molto alta, in alcuni casi è superiore alla media europea". In questo programma, ha aggiunto, l'Italia si sta muovendo in Europa con "una organizzazione strategica" e sta coinvolgendo "nei suoi progetti anche grandi aziende e piccole imprese". Inoltre in Italia, si è investito anche nell'alta formazione: "abbiamo lanciato il dottorato su scienze e tecnologie quantistiche all'università Federico II Napoli". Dal programma si attendono ricadute straordinarie: "con le tecnologie quantistiche - ha rilevato Calarco - a esempio, avremo comunica zioni che non possono essere intercettate", perché quando la chiave per decifrare il messaggio viene intercettata cambia l'orientamento della particella nella quale viaggia e si scopre la violazione. Si punta a ottenere anche sensori ultra-precisi: "come magneti fatti di un solo elettrone in grado di rilevare il campo magnetico di un singolo neurone, che permetteranno di vedere quando si accende e si spegne ogni cellula del cervello". Gli orologi quantistici invece saranno cruciali per la navigazione autonoma: "il Gps conta sugli orologi atomici, con cui navighiamo con una precisione di alcuni metri, ma con gli orologi quantistici la precisione sarà di millimetri: immaginiamo l'impatto sulle auto autonome che se toccano il bordo della strada possono correggersi". Ma forse il progetto più ambizioso è costruire un computer quantistico in grado di elaborare rapidamente calcoli che a un supercomputer richiederebbero un tempo pari a quello dell'età dell'universo.

Per informazioni:
Presidenza Cnr
presidenza@cnr.it

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