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Pompei, la seconda rivoluzione quantistica illustra le applicazioni per il monitoraggio vulcanologico e la chiave crittografica quantistica

17/11/2025

Il convegno Quantum Nexus - Timeless  Entanglement - 14 novembre 2025 - Auditorium del Parco Archeologico di Pompei
Il convegno Quantum Nexus - Timeless Entanglement - 14 novembre 2025 - Auditorium del Parco Archeologico di Pompei

Nell’antico cuore del passato, Pompei, si progetta il futuro.  I nuovi scenari scientifici per la vulcanologia, la finanza e le comunicazioni, prefigurati dalla Seconda rivoluzione della fisica quantistica, sono stati tra i temi principali del convegno Quantum Nexus – Timeless  Entanglement, che si è svolto all'Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, organizzato dall’Associazione Eudora presieduta dai fisici Berardo Ruggiero (Cnr-Isasi) e Paolo Silvestrini (Università della Campania Luigi Vanvitelli) e da Francesco Sangiovanni − in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.

Il convegno, che ha visto la partecipazione di 100 scienziati e ricercatori, è stato preceduto dal video messaggio della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Oggi celebriamo l’idea che scienza e patrimonio culturale possano parlare la stessa lingua, la fisica quantistica ci mostra che le relazioni possono essere più forti della distanza e del tempo – ha detto l’onorevole Bernini -.  La cultura scientifica è parte integrante della nostra identità culturale, scegliere Pompei come sede, davanti a un patrimonio che racconta Roma e il Mediterraneo, rende questo messaggio ancora più forte”.

L'evento ha rappresentato l’occasione per illustrare le basi teoriche e gli esperimenti che hanno portato alla fisica quantistica macroscopica odierna, e le nuove tecnologie che costituiscono il cuore della seconda rivoluzione quantistica, tra queste: il computer quantistico, le applicazioni su piattaforme fotoniche, e il gravimetro quantistico, che vede l’Italia come luogo di grande tradizione riconosciuto a livello internazionale.

“Che cosa sia veramente il tempo viene raramente chiesto nelle discipline storiche che analizzano il tempo passato, sperando di ricavarne anche qualcosa di utile per affrontare il presente e il futuro. S. Agostino diceva che la nostra percezione del tempo è basata su un’illusione, e recenti studi quantistici arrivano a conclusioni sorprendentemente simili” ha dichiarato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, in apertura dei lavori.

Particolare attenzione ha destato l’intervento del professor Stefano Branca dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia INGV, in merito al gravimetro, strumento che sfrutta i principi della meccanica quantistica, per il monitoraggio vulcanologico. “I movimenti delle masse possono essere superficiali, come quelle degli acquiferi, oppure dei corpi magmatici che dal profondo si spostano verso la superficie e quindi variano i volumi all'interno della crosta terrestre. Il gravimetro quantistico, che ha una precisione elevatissima, riesce a vedere anche masse piccole, permettendo di vedere nel tempo e nello spazio gli spostamenti di queste masse”.

Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, 4 premi Nobel per la Fisica, intervenuti da remoto: Anthony J. Leggett (2003), John Michael Kosterlitz (2016), Giorgio Parisi (2021) e Michel Devoret (2025). Significativo, durante il dibattito, il confronto tra Devoret, Leggett, Pascazio, Ruggiero, Tafuri e Silvestrini, con una discussione sullo stato dell'arte e le prospettive delle tecnologie quantistiche per piattaforme superconduttive ribadendo il ruolo della scuola napoletana di Superconduttività nel settore.

Altro passaggio interessante quello sulla chiave crittografica che garantisce la segretezza dei flussi di dati, impedendo ogni intercettazione o tentativo di hackeraggio  “La tecnologia della comunicazione di chiavi crittografiche o QKD, Quantum Key Distribution, - ha affermato il professor Francesco Cataliotti, referente del Cnr-Ino di Firenze per i sistemi applicativi quantistici -  permette di trasmettere delle chiavi che poi possono essere usate per criptare qualunque tipo di dato, dalla finanza alla salute, alle trasmissioni collegate per esempio allo Stato o a qualunque altra applicazione”.

Il Cnr ha contribuito all'organizzazione con e partecipato con rappresentanti del Cnr-Dsftm e degli Istituti Cnr-Isasi, Cnr-Spin, Cnr-Ino e Cnr-Icar. 

Il direttore del Cnr-Dsftm Stefano Fabris, impossibilitato a partecipare in presenza, ha mandato un messaggio ad hoc: "L’evento di Pompei rappresenta un momento di grande valore simbolico e scientifico per il sistema della ricerca italiana. L’iniziativa di oggi si inserisce nel contesto dell’Anno Internazionale delle Tecnologie Quantistiche e permette di sottolineare la visione strategica con cui il nostro Paese, anche attraverso le iniziative del PNRR, sta investendo nello sviluppo delle competenze e delle infrastrutture necessarie per la seconda rivoluzione quantistica. È particolarmente significativo che l’evento si svolga proprio a Napoli, luogo in cui è attiva una vivace scuola di superconduttività riconosciuta a livello internazionale, che ha contribuito in modo determinante alla crescita delle competenze italiane nel campo della fisica quantistica. L’evento testimonia anche come il CNR abbia consolidato un ruolo da protagonista nel settore delle tecnologie quantistiche, che unisce scienza e innovazione, rafforzando la presenza dell’Italia nella rete europea e globale di eccellenze”. 

Berardo Ruggiero (Cnr-Isasi e Associazione Eudora), tra gli ideatori ed organizzatori dell'evento ha aggiunto che "L'evento di Pompei 'Timeless Entanglement: time, memory and quantum reality' ha rappresentato un significativo momento di confronto e integrazione tra le basi concettuali fel progresso tecnologico quantistico e la cultura classica. Autorevoli personalità con i loro contributi hanno messo in evidenza come la seconda rivoluzione quantistica stia cambiando radicalmente concetti come tra gli altri la percezione del tempo e dello spazio, la filosofia e l'arte. Alla presenza di oltre 100 scienziati, abbiamo avuto l’occasione per illustrare le basi teoriche e gli esperimenti che hanno portato alla fisica quantistica di seconda generazione e alle nuove tecnologie quantistiche: tra queste, il computer quantistico, le applicazioni su piattaforme fotoniche, strumentazione quantistica per la vulcanologia, che vede l’Italia come luogo di grande tradizione riconosciuto a livello internazionale. Particolarmente significativi anche gli interventi da remoto  dei quattro premi Nobel per la Fisica: Leggett, Kosterlitz, Parisi e Devoret, nonchè la tavola rotonda 'ristretta' che ha ribadito il ruolo della scuola napoletana di Superconduttività nel settore, e discussolo stato dell’arte e le prospettive delle tecnologie quantistiche per piattaforme superconduttive". 

 Il convegno ha segnato l’ultimo importante appuntamento dell'Anno internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica, promosso nel 2025 dall’Unesco insieme alle Nazioni Unite, per promuovere la consapevolezza sull'impatto della fisica quantistica nella tecnologia e nella vita quotidiana. 

Per informazioni:
Berardo Ruggiero
Cnr-Isasi