Nota stampa

Cooperazione scientifica in Artico: firmato Memorandum of Understanding tra Cnr e Università Artica di Norvegia

05/02/2026

Firma del MoU, a sinistra il Direttore del Cnr-Dsstta Francesco Petracchini, a destra il Vice Rettore dell'Università Artica di Norvegia Jorgen Berge
Firma del MoU, a sinistra il Direttore del Cnr-Dsstta Francesco Petracchini, a destra il Vice Rettore dell'Università Artica di Norvegia Jorgen Berge

Mercoledì 4 febbraio è stato firmato a Tromso (Norvegia) un Memorandum of Understanding (MoU) tra il Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Dsstta) e l’Università Artica di Norvegia volto a rafforzare la cooperazione scientifica sull’Artico e ad avviare un percorso di collaborazione scientifica e istituzionale su temi strategici legati all’Artico.

Il documento è stato firmato dal Direttore del Cnr-Dsstta Francesco Petracchini e dal Vice Rettore dell’Università Artica di Norvegia Jorgen Berge, alla presenza, tra gli altri, dell’Inviato Speciale Italiano per l'Artico Agostino Pinna e della Science project leader di Arctic Ocean 2025 Bodil Bloom. La cornice è stata offerta dalla conferenza internazionale “Arctic Frontiers”, in corso a Tromso fino a oggi 5 febbraio.

L’iniziativa nasce su impulso dell’Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp), che ha promosso il dialogo scientifico e istituzionale alla base dell’accordo con l’obiettivo di consolidare partnership di lungo periodo in un contesto di crescente attenzione internazionale verso le regioni polari.

“La scienza, per sua natura, trae forza dal dialogo aperto e dal confronto, contribuendo con evidenze solide e competenze multidisciplinari ai processi che orientano il futuro dei territori, dell’ambiente e delle comunità. Questa interazione non solo rafforza la qualità delle politiche pubbliche, ma permette anche alla ricerca di crescere, ricevere stimoli, interpretare meglio i bisogni emergenti. In questo quadro, diventa essenziale sviluppare una strategia coordinata che valorizzi le competenze diffuse negli Istituti, favorisca l’integrazione delle attività e rafforzi la presenza nei contesti nazionali e internazionali, cogliendo opportunità quali, ad esempio, iniziative di ampio respiro come Arctic Ocean 2050, che pongono l’Artico al centro di una riflessione globale sui cambiamenti climatici, sulla tutela degli ecosistemi e sulle conseguenze socioeconomiche”, ha affermato il Direttore del Cnr-Dsstta Francesco Petracchini.

Il MoU si inserisce in modo coerente nel percorso che conduce al prossimo Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue, il forum internazionale promosso nell’ambito delle attività dell’Arctic Circle, che avrà luogo nei giorni 3-4 marzo 2026 presso la sede centrale del Cnr di Roma. Il Forum rappresenterà una piattaforma chiave per rafforzare il confronto internazionale su scienza, politica e società, e per valorizzare il ruolo dell’Italia e del Cnr nella ricerca polare globale.

Tra le prime linee di collaborazione previste dal Memorandum of Understanding rientra il contributo congiunto ai programmi strategici in fase di definizione, in particolare Polar Ocean 2050, orientato allo sviluppo di actionable knowledge: conoscenze scientifiche operative, utili a supportare decisioni informate e politiche pubbliche efficaci. Un’attenzione specifica sarà dedicata anche alla preparedness scientifica, con l’obiettivo di prepararsi a scenari inattesi e a processi non lineari che caratterizzano i sistemi artici, rafforzando la capacità di risposta della comunità scientifica e delle istituzioni.

“Il Memorandum rappresenta un passo concreto verso una cooperazione rafforzata, fondata sull’eccellenza scientifica, sulla formazione delle nuove generazioni e su una visione forward-looking della ricerca polare, capace di integrare conoscenza, governance e responsabilità globale”, ha aggiunto la Direttrice del Cnr-Isp Giuliana Panieri, presente all’evento anche in qualità di panelist ad una tavola rotonda alla Science Reception organizzata dal Norwegian Polar Institute al Fram Centre, nella quale ha rappresentato la posizione dell’Italia nella ricerca in Artico e illustrato la recente strategia italiana per l’Artico. “Una missione che come Istituto di scienze polari del Cnr portiamo avanti anche con il Working Group dedicato alla preparazione del 5° International Polar Year che si terrà nel biennio 2032–33, una straordinaria occasione di cooperazione scientifica internazionale per approfondire la conoscenza delle regioni polari, il loro ambiente e il loro ruolo cruciale negli equilibri climatici globali”.

Ufficio stampa:
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Ufficio stampa Cnr
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