28/01/2026
Le malattie cardiovascolari si manifestano clinicamente in età adulta, ma le prime alterazioni dei vasi arteriosi che porteranno allo sviluppo delle placche aterosclerotiche, responsabili di infarti e ictus, possono essere presenti già in età pediatrica, in particolare in presenza di obesità. Proprio nei bambini e adolescenti con obesità molti fattori di rischio cardiovascolare, come l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, i disturbi del metabolismo glucidico, possono già manifestarsi. Inoltre, tra gli adolescenti sono sempre più frequenti comportamenti a rischio, quali il fumo di tabacco e il consumo di alcool. Nelle nuove generazioni, è anche sempre più diffuso il consumo di cibi spazzatura e ultraprocessati. A tal riguardo va ricordato che l’effetto di un fattore di rischio è proporzionale anche al tempo di esposizione che, nel caso di bambini e adolescenti, può essere molto lungo. Per questo la presenza di fattori di rischio cardiovascolare in età giovanile è particolarmente preoccupante. Sarebbe quindi auspicabile che la prevenzione cominci il prima possibile. Tuttavia, seppur siano stati messi in atto alcuni interventi di sensibilizzazione nelle scuole, l’allarme per il diffondersi dell’eccesso ponderale tra bambini e adolescenti italiani non è seguito da atti concreti. In particolare questo si verifica sia a livello medico ma, soprattutto, legislativo per mancanza di scelte politiche e provvedimenti che rendano attuabili raccomandazioni ad hoc.
Sulla base di queste riflessioni, la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), la Società Italiana della Ipertensione Arteriosa (SIIA) e la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA) hanno deciso di dare vita alla Consulta Inter-societaria per la Cardio Prevenzione Pediatrica e Adolescenziale (‘’CiKappa’’).
"La CiKappa", afferma la prof.ssa Simonetta Genovesi dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Istituto Auxologico Italiano, coordinatrice, con il collega pediatra Marco Giussani, della Consulta - ha lo scopo di promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari su base aterosclerotica nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, con interventi sia individuali che di popolazione".
I primi interlocutori della CiKappa sono tutti i medici che a qualunque titolo seguono bambini, adolescenti e giovani adulti. "In particolare", sottolinea Giussani, "i Medici e i Pediatri di Famiglia dovrebbero impegnarsi a ricercare nei loro assistiti quelli a maggior rischio cardiovascolare sulla base dell’anamnesi familiare e personale e di eventuali esami mirati. A questo scopo dovrebbero essere definiti dei percorsi diagnostici adatti alle diverse età e ai diversi setting di intervento. Per i casi più complessi, dovrebbero essere identificati dei riferimenti specialistici, come ad esempio centri di secondo livello".
"Ma anche altre specialità mediche dovrebbero essere investite dalla consapevolezza del problema", continua Giussani. "Un esempio è l’ostetricia, per l’importanza delle precocissime influenze epigenetiche. Un altro è la medicina dello sport, per l’evidente ricaduta positiva della pratica sportiva a cui avviare tutti i ragazzi".
"Un altro interlocutore privilegiato è rappresentato dagli insegnanti", interviene il dott. Roberto Volpe del Cnr di Roma, che ha partecipato alla Consulta come rappresentante della SIPREC, "non solo per la possibilità di trasmettere i principi base della prevenzione cardiovascolare ai loro allievi con linguaggi adatti alla loro età, ma anche per l’opportunità di mettere in pratica questi principi durante le ore scolastiche, favorendo la pratica di una corretta alimentazione e di una adeguata attività fisica, attraverso il gioco di movimento per i più piccoli e lo sport per i più grandi".
In questo processo di cambiamento, i mass media sono fondamentali per spiegare e diffondere questi passaggi e lo sono anche i decisori politici. "La politica", continua Volpe, "dovrebbe comprendere che l’investimento sulla prevenzione nei bambini e negli adolescenti comporterà un importante vantaggio sia in termini di salute che di risparmio di risorse economiche, anche se questi vantaggi non sono spendibili in un immediato consenso".
Infine, interlocutori fondamentali sono le famiglie che, come ricorda Genovesi: "rappresentano la chiave di volta per la riuscita di interventi preventivi. È soprattutto attraverso il loro coinvolgimento, la loro consapevolezza e spinta al cambiamento che dipenderà la salute dei nostri bambini".
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