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Il Progetto WAESS (West Arm Exchange Enhancement System) per il risanamento del Primo Bacino del Lago di Como

Il progetto WAEES si propone di predisporre un sistema di miscelazione che favorisca il ricambio delle acque superficiali della porzione più meridionale del bacino occidentale del Lago di Como, il così detto Primo Bacino del lago, caratterizzato da elevati tempi di ricambio delle acque dovuti dall'assenza di un emissario naturale.
La prima fase di studio (2006-2007) ha visto collaborare l'IRSA-CNR e il Centre for Water Research (CWR), University of Western Australia, con il Centro di Cultura Scientifica A. Volta di Como, che ha curato la gestione del progetto.
WAEES si avvale di un sofisticato sistema di misurazione in continuo ad elevato livello tecnologico, costituito da tre stazioni limnologiche flottanti (Lake Dyagnostic System) per la misura dei principali driver meteorologici e della struttura termica del lago. Il sistema di misura è attualmente completato da due misuratori di portata delle acque in entrata al lago, collocati sui due principali immissari del bacino occidentale: i torrenti Cosia e Breggia.
Il sistema di misurazione in continuo trasmette le informazioni in remoto e fornisce i dati di input per un modello idrodinamico-ecologico (ELCOM-CAEDYM) sviluppato dal CWR e messo a punto e gestito per il Lago di Como congiuntamente dalle due istituzioni scientifiche. Nel corso della prima fase del progetto i dati forniti dai misuratori in continuo sono stati inoltre integrati con i dati forniti da un esperimento pilota e da una campagna di misura intensivi condotti rispettivamente nell'Ottobre 2006 e nell'Ottobre-Novembre 2007.
Il primo esperimento è stato svolto congiuntamente dal CWR e dall'IRSA-CNR, con il supporto del Centro Volta, nella baia di Como per verificare la dinamica del funzionamento di un miscelatore pilota, costituito da un'elica del diametro di 2,5, m posizionata sotto il pelo dell'acqua e alimentata da un motore elettrico. Una volta attivato, il miscelatore richiama l'acqua superficiale e la spinge verso il salto termico dove il flusso discendente genera un'intrusione orizzontale. L'effetto complessivo dell'azione del miscelatore è quindi di richiamare le acque superficiali, ricche di nutrienti, della baia di Como e di spingerle in profondità disperdendole nel corpo lacustre, sfruttando in questo modo la capacità assimilativa del'intero ecosistema. In tal modo si otterrà una mitigazione dell'eccessivo carico di nutrienti che grava sul Primo Bacino favorendo la ricettività nel corpo lacustre in attesa del completamento degli interventi di collettamento previsti dal Piano Regionale di Tutela ed Uso delle Acque.
L'esperimento ha dimostrato l'elevata capacità del miscelatore nel ricambiare le acque superficiali, producendo un flusso a livello del salto termico tra i 25 e i 30 m3 s-1, circa 30 volte la portata del Cosia e 10 volte quella del Breggia. Uno studio modellistico ha dimostrato inoltre che un numero di 6 miscelatori, opportunamente distribuiti nella baia di Como, porterebbe al dimezzamento del tempo di ricambio delle acque superficiali, aumentando enormemente la naturale capacità di assimilazione del corpo lacustre.
La seconda campagna intensiva, condotta dall'IRSA-CNR nel 2008, ha avuto invece l'obbiettivo di definire la distribuzione di nutrienti e dei popolamenti algali nel ramo occidentale. La campagna ha confermato, definendolo con un'accuratezza senza precedenti, l'esistenza del marcato gradiente di nutrienti, che sta alla base di una maggiore produttività algale del Primo Bacino e che causa periodiche fioriture algali. Tra le specie fitoplanctoniche è stata confermata la presenza consistente del cianobatterio potenzialmente tossico Planktothrix rubescens, in grado di influire negativamente anche sull'uso balneare e potabile delle acque.
I dati raccolti durante la campagna intensiva 2008, uniti a quelli provenienti dal monitoraggio per i controlli di legge (D.lgs 152/2006) condotto dall'ARPA Lombardia, sono attualmente utilizzati per la calibrazione del modello ecologico-idrodinamico che verrà utilizzato per la gestione del sistema e per guidare le politiche di riduzione dei carichi. Da questo punto di vista l'analisi delle sorgenti puntiformi e diffuse di nutrienti distribuite nel bacino occidentale ha mostrato che i maggiori risultati delle azioni di risanamento in corso saranno ottenuti solo a partire dal 2016. Ciò conferma la validità del Progetto WAEES e la bontà dell'approccio gestionale intrapreso dalle autorità competenti, che integra azioni strutturali sul lungo periodo ad un'azione di mitigazione dei carichi inquinanti residui.
Attualmente è in corso di definizione una proposta di ricerca per la seconda fase due progetto, che prevede l'installazione del sistema di miscelazione nella primavera del 2009.