Press release

Tra i giovani aumentano i "mammoni": gesto d'amore o di necessita'?

03/08/2001

"Mamma, non piangere, io non ti lascio" gridava ne I Vitelloni Alberto Sordi alla mamma doppiamente disperata: per la partenza della figlia prediletta e la permanenza in casa del figlio scapestrato che, invece, ad andarsene non ci pensava proprio. Un'immagine, quella del film di Fellini, che sembra ben rappresentare la tendenza sempre più accentuata dei giovani italiani a rimanere con i genitori almeno sino alla soglia dei 30 anni: più mammoni, allora, che vitelloni.

Come fa capire un’indagine condotta dall’Istituto di Psicologia del CNR su un campione di 500 giovani tra i 17 e i 20 anni tra i ragazzi c’è una tendenza molto forte al raggiungimento dell’autonomia e della soddisfazione professionale, economica e sentimentale ma, nello stesso tempo, una scarsa voglia di lasciare la famiglia o di sposarsi e avere figli. L’idea dell’uscita da casa è dunque presente nell’immaginario ma legata effettivamente più ad una fantasia che a un progetto reale.

"Siamo in presenza - spiega Giuseppina Rullo che ha condotto per il CNR questa indagine - di un atteggiamento psicologico che possiamo definire del "giovane adulto", che vive cioè una duplice condizione esistenziale: giovanile per quanto concerne l'annidamento in famiglia, le incertezze e la indefinitezza sui progetti futuri; adulta per ciò che attiene l’autogoverno del proprio tempo, delle proprie idee e delle proprie relazioni extrafamiliari, nonché l’eventuale indipendenza economica."

Questa condizione è frutto di molteplici fattori: da quelli psicologici dei giovani a quelli degli stessi genitori, che tendono alla conservazione del proprio ruolo; a quelli culturali (dilazione del matrimonio, cambiamenti del rapporto tra genitori e figli in senso più paritario); a quelli più propriamente socio-economici (allungamento del percorso di studi, difficoltà di trovare lavoro, crescente flessibilità del mercato del lavoro, mancanza di abitazioni economicamente accessibili).

Tra incertezze sentimentali ed economiche, famiglie spesso tolleranti e condizioni di relativo benessere in casa, le nuove generazioni si apprestano a rimanere con i genitori fino ai 30 anni. L'indipendenza domestica, che sancisce materialmente e simbolicamente il passaggio alla vita adulta, assume così in Italia l'immagine di un atto di coraggio o di necessità per raggiunti limiti d'età a cui si giunge tra mille incertezze e ripensamenti, spesso - come nel passato - al momento di sposarsi.

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