Press release

INQUINAMENTO: MOSTARDA INDIANA, GIRASOLE E MAIS PER SCONFIGGERE IL PIOMBO

27/07/2001

COMUNICATO N. 81/2001

 

INQUINAMENTO: MOSTARDA INDIANA, GIRASOLE

E MAIS PER SCONFIGGERE IL PIOMBO

 

L'Istituto di Cibernetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova ha avviato un progetto pilota di fitodecontaminazione: grazie a piante vegetali come la mostarda indiana, il girasole e il mais sarà possibile ridurre sensibilmente il livello di inquinamento di terreni inquinati da metalli pesanti, tra cui il piombo, che rientra tra i primi 10 elementi più pericolosi dell'elenco redatto dall'Usepa (Environment Protection Agency)

 

Mostarda indiana, girasole e mais. Grazie a questi tre ingredienti naturali la lotta all'inquinamento si arricchisce di una nuova arma ambientale per combattere gli effetti nocivi di alcuni metalli pesanti, primo fra tutti il piombo, che rientra tra i primi 10 elementi più pericolosi dell'elenco redatto dall'Usepa (Environment Protection Agency).

Il progetto, coordinato dall'Istituto di Cibernetica e Biofisica (ICB) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova con il contributo dell'Università di Milano e il finanziamento dell'Ue, prevede il recupero di terreni inquinati da metalli a seguito di processi industriali, stoccaggio e incenerimento di rifiuti, pratiche agrarie intensive, consumo di combustibili fossili ecc.

La metodica si basa sull'uso di piante in grado di assorbire dal terreno elevate concentrazioni di metalli che vengono trasferite nella parte aerea della pianta e, rispetto alle tecniche di decontaminazione sin qui adottate (trattamento con sostanze acide, elettro-osmosi, vetrificazione ecc.), presenta il vantaggio di essere eco-compatibile e, una volta standardizzata, particolarmente economica.

"La sperimentazione avviata nel comune di Arcola (SP) - spiega Franco Gambale, Direttore dell'ICB-CNR di Genova - si propone di verificare la trasferibilità della fitodecontaminazione, basata soprattutto su piante brassicacee, formidabili accumulatrici di metalli pesanti, dalla fase di laboratorio a quella di campo. La metodica viene applicata in una zona inquinata da piombo originato dalle scorie di una fabbrica che riciclava batterie esauste di automobili impiegando appunto girasole, mais e mostarda indiana, piante in grado di produrre molta biomassa. Una volta raggiunto lo stadio di massima produzione di biomassa, l'aggiunta di chelanti al terreno in condizioni controllate consente di aumentare la frazione di piombo biodisponibile nel suolo e quindi l'assorbimento da parte delle piante".

Piante che, a questo punto, vengono raccolte, essiccate e quindi incenerite a bassa temperatura (evitando così immissioni inquinanti in atmosfera), allo scopo di aumentare la concentrazione di piombo nel residuo e diminuire i volumi da smaltire.

Questa metodica, che opera ad energia solare, ha un impatto ambientale molto positivo in quanto l'inquinamento da metalli pesanti può avere gravi conseguenze sulla salute degli animali e dell'uomo: il piombo, ad esempio, agisce sugli apparati riproduttivo, scheletrico, muscolare ed ematopoietico con effetti particolarmente dannosi soprattutto sui bambini in età prescolare.

Roma, 27 luglio 2001

Per ulteriori informazioni: Franco Gambale 335-5403294



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