Press release

NUBI INQUINATE E RAFFREDDAMENTO DEL CLIMA

14/06/2001

COMUNICATO N. 66/2001

 

NUBI INQUINATE E RAFFREDDAMENTO DEL CLIMA

Un gruppo internazionale di ricercatori, del quale fa parte l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e dell'Oceano del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, ha presentato uno studio pubblicato da Science che dimostra come l'inquinamento possa contribuire a contrastare, in certe aree del globo, il riscaldamento climatico dovuto ai "gas serra"

L'inquinamento atmosferico, responsabile del riscaldamento del clima della Terra, può però in certi casi avere anche un effetto contrario. Questa affermazione, apparentemente paradossale, viene confermata da un articolo pubblicato sul numero del 15 giugno 2001 della rivista scientifica Science, che evidenzia i risultati di uno studio internazionale effettuato da un gruppo di ricercatori, del quale fa parte la dr.ssa Maria Cristina Facchini dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e dell'Oceano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna.

Le nubi, come si sa, costituiscono uno dei fattori più importanti del sistema climatico terrestre, come evidenziato anche dall'ultimo Rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), pubblicato proprio in questi giorni. Le modificazioni indotte dalle attività dell'uomo sulle proprietà delle nubi possono causare un raffreddamento del clima terrestre che, in alcune regioni, può in parte compensare l'effetto di riscaldamento dovuto ai "gas serra".

Le proprietà radiative delle nubi sono infatti influenzate dalle particelle atmosferiche prodotte dalle attività umane. L'effetto delle emissioni inquinanti di particolato è quello di dare luogo alla formazione di nubi contenenti un numero maggiore di goccioline di dimensioni più piccole rispetto al caso di nubi non contaminate, e questo rende le nubi stesse più riflettenti, causando un minore flusso di radiazione solare verso la superficie terrestre e quindi un conseguente raffreddamento.

La valutazione quantitativa di questo effetto delle nubi nel sistema climatico terrestre è però nell'ultimo Rapporto IPCC ancora molto incerta, stante l'attuale scarso livello delle conoscenze sul fenomeno. Gli autori dello studio evidenziano come le attuali valutazioni dell'IPCC sulla modifica delle proprietà delle nubi causate dal particolato emesso dalle attività umane non tengano conto di alcuni importanti fattori legati alla composizione chimica delle particelle inquinanti di origine antropica. Alcune preliminari simulazioni numeriche inducono a pensare che l'effetto di raffreddamento del clima dovuto ai cambiamenti delle proprietà delle nubi indotti dalle attività umane sia ancora maggiore di quanto stimato nel Rapporto IPCC.

 

Roma, 14 giugno 2001

 

Per informazioni:

Dr.ssa Maria Cristina Facchini

Istituto ISAO - C.N.R.

Via Gobetti 101

40129 Bologna (Italy)

tel. +39 051 639 9563

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e-mail: mc.facchini@isao.bo.cnr.it

web : http://www.isao.bo.cnr.it/~chimatmo/atm_chem/



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