Press release

ARCHEOLOGIA: IL DIZIONARIO E' NATO IN MESOPOTAMIA

07/06/2001

COMUNICATO N. 63/2001

 

 

ARCHEOLOGIA: IL DIZIONARIO E' NATO IN MESOPOTAMIA

Hans Nissen dell'Università di Berlino ha ricostruito in una

conferenza al Cnr l'origine della lingua scritta.

Non fu la religione a determinare la nascita della scrittura bensì le necessità economiche poste dalla società del IV millennio a.C. A far luce sulle origini della lingua scritta è Hans Nissen, della Freie Universitat di Berlino, uno dei massimi esperti della civiltà babilonese che oggi 7 giugno 2001, ha illustrato i risultati dei suoi studi in una conferenza intitolata "The invention of writing within the context of early babylonian civilization", presso l'Aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (P.le Aldo Moro, 7).

Nissen riferisce che il sistema di scrittura più antico a nostra conoscenza (precedente ai geroglifici dell'Egitto) apparve nella Mesopotamia meridionale intorno al 3200 a. C., dove a partire dalla fine degli anni '20 del '900 sono state scoperte nell'antica città di Uruk, nel sud della Mesopotamia (l'odierno Iraq) circa 5000 tavolette di argilla con questo tipo di scrittura. Quasi l'80% di esse contengono dati di un'amministrazione economica centralizzata mentre le altre consistono di liste lessicali di parole: in pratica i più antichi predecessori dei dizionari dell'epoca moderna.

Fra questi antichissimi documenti non figurano invece testi religiosi o storici, che compariranno alcuni secoli più tardi, nel corso del III millennio, ad opera dei Sumeri e degli Accadi, e che permettono oggi di ricostruire la storia del Vicino Oriente delle epoche antecedenti la conquista di Alessandro Magno: un'importante conferma della tesi che la scrittura fu inventata per le necessità dell'economia.

L'aspetto esterno della scrittura arcaica di Uruk è di tipo lineare e pittografico. I singoli segni permettono infatti di riconoscere l'oggetto che rappresentano (una testa umana, una testa di animale, una spiga di grano, una stella, etc.). Questa caratteristica è del resto comune a molte scritture delle origini, inventate in seguito e indipendentemente in varie parti del mondo. Dalla scrittura arcaica detta di Uruk - che è il principale ma non l'unico sito archeologico di riferimento - si sviluppò nella prima metà del III millennio a.C, la scrittura cuneiforme. Questa venne usata dapprima in Mesopotamia dai Sumeri e dai semiti Accadi, e in seguito si diffuse in tutte le regioni confinanti, sicché essa venne infine utilizzata da tutte le civiltà del Vicino Oriente, e servì a registrare documenti in tante lingue diverse fra loro (come avviene ad esempio oggi per la scrittura latina).

Hans Nissen ha al suo attivo numerose campagne di scavo in Iraq, Iran, Pakistan e Giordania. Egli iniziò infatti nel lontano 1964 lo studio dei testi arcaici di Uruk, in vista della loro pubblicazione e decifrazione, ed ha pubblicato numerose opere, fra cui nel 1988 una "Protostoria del Vicino Oriente" in edizione italiana. Sui testi arcaici di Uruk sono già comparsi 5 volumi.

 

Roma, 7 giugno 2001



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