Press release

ESQUIMESE ADDIO, LA PAROLA DIVENTA INSULTO

27/03/2001

COMUNICATO N. 30/2001

ESQUIMESE ADDIO, LA PAROLA DIVENTA INSULTO

La famosa popolazione artica cambia nome:

mai più esquimesi ma solo inuit

Per anni il termine esquimese - usato per indicare la popolazione artica che abita in alcune zone della Groenlandia, dell'Alaska, del Canada e della Siberia - ha avuto una valenza positiva: con i loro iglu, le slitte trainate da cani e le caratteristiche canoe kayak utilizzate per la caccia, gli esquimesi hanno ispirato la fantasia di migliaia di bambini e attirato su di sé la simpatia di tutti.

Ma guai, d'ora in avanti, a chiamarli così, perché si rischia di fare una brutta figura: la parola è stata infatti definitivamente bandita dal loro vocabolario per finire nel libro nero degli insulti. A confermare il tramonto definitivo di questa espressione che faceva parte del lessico tradizionale degli europei è il prof. Cesare Pitto, antropologo culturale dell'Università della Calabria e relatore al Convegno del Consiglio Nazionale delle Ricerche "Le scienze umane nella tradizione degli studi artici", organizzato a Roma (V.le K. Marx, 15) il 28 marzo 2001 ore 10,00 anche per illustrare gli ultimi risultati raggiunti dalla Base del CNR alle Isole Svalbard (Artide).

"E' dal 1970 - spiega il prof. Pitto - che questa popolazione pretende di essere chiamata inuit (o yuit in siberiano), vale a dire gente, al posto di esquimese, che vuole dire letteralmente "mangiatore di carne cruda". Un grave insulto, che loro attribuiscono ai colonizzatori inglesi e francesi, che l'avevano ripreso a loro volta dagli indiani algonchini, e che per questa ragione rifiutano decisamente".

Eppure questa battaglia, che li vede impegnati sin dagli anni '70 a livello internazionale con appelli e sollecitazioni, e che la costituzione canadese ormai ha recepito esaltando il multiculturalismo, non sembra ancora coronata da successo nel resto del mondo. "In effetti - precisa il Professor Pitto - l'Europa fatica a riconoscere definitivamente questa variazione, che forse ci sembra di poco conto ma che invece è molto significativa, perché consente loro di cancellare un passato coloniale caratterizzato da evidenti soprusi". Attenti allora a quello che dite, perché potreste sentirvi rispondere "esquimese sarà Lei!".

 

Roma, 27 marzo 2001


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