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ESPLORAZIONI: UN TOPO SVELA IL SEGRETO DI VESPUCCI. FU LUI A SCOPRIRE L'ISOLA BRASILIANA FERNANDO DE NORONHA

20/03/2001

COMUNICATO N. 23/2001

ESPLORAZIONI: UN TOPO SVELA IL SEGRETO DI VESPUCCI

FU LUI A SCOPRIRE L'ISOLA BRASILIANA FERNANDO DE NORONHA

Dei grandi meriti del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci sono oggi davvero in pochi a dubitare, smentendo così l'immagine a lungo alimentata di un navigatore eccessivamente ambizioso e vanitoso. Alla lunga lista delle sue scoperte ne mancava però ancora una sulla quale gli esperti hanno continuato a discutere a lungo: a metterli finalmente d'accordo c'è riuscito oggi un topo.

E' proprio un roditore, infatti, a chiarire una volta per tutte il mistero dell'Isola atlantica di Fernando de Noronha, situata a 345 chilometri a est della costa brasiliana, e finora di incerta attribuzione. Il navigatore fiorentino, infatti, nella sua Lettera di Amerigo Vespucci delle Isole nuovamente in Quattro suoi viaggi, parla espressamente, descrivendoli con estrema precisione, di "topi molto grandi": proprio quelli che uno studio sui roditori in via di estinzione ha individuato come appartenenti alla specie Noronhomys vespuccii, che risulta l'ultima scomparsa documentata di roditori.

"Effettivamente - spiega Giovanni Amori del Centro di Genetica Evoluzionistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, autore con lo zoologo Spartaco Gippoliti di un lavoro sulle specie di roditori in via di estinzione apparso sulla rivista britannica Oryx - questo episodio conferma il racconto del quarto viaggio di Vespucci nelle Americhe e in particolare il suo approdo all'Isola De Noronha, considerato a lungo soltanto frutto della sua immaginazione. E sicuramente rappresenta un'interessante ricerca al confine tra biologia e storia, che conferma ulteriormente, dopo il caso Galapagos, la fragilità degli ecosistemi insulari del pianeta".

Amori, che è anche responsabile del gruppo di specialisti sui roditori dell'Unione Mondiale per la Conservazione (IUCN), prende spunto da questo episodio per rivalutare topi e ratti, coccolati dai cartoon e dal cinema ma disprezzati spesso ingiustamente nella vita quotidiana: "Anche se generalmente si pensa ai roditori come animali infestanti e dannosi - conclude il ricercatore del CNR - solo poche specie pongono in realtà problemi sanitari ed economici all'uomo, mentre tutte svolgono un ruolo decisivo all'interno degli ecosistemi formando per esempio la base alimentare per specie ben più attraenti per l'opinione pubblica."

Roma, 20 marzo 2001


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