Press release

TERZA ETA' QUANDO LA COPPIA NON SCOPPIA

15/03/2001

COMUNICATO N. 19/2001

 

TERZA ETA': QUANDO LA COPPIA NON SCOPPIA

Tra gli anziani è record di matrimoni indissolubili

Ma dai figli vorrebbero più attenzioni

Sono come i fidanzatini di Peynet: teneri, innamorati e fedeli. E soprattutto determinati a trascorrere assieme tutta la loro vita matrimoniale, come vuole la tradizione di un legame pensato come indissolubile. L'unica cosa che li differenzia dai personaggi del famoso disegnatore francese è l'età: a giurarsi amore eterno in questo caso sono infatti gli anziani intervistati dall'Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche nell'ambito di una inchiesta che apparirà come supplemento del prossimo numero della rivista Demotrends.

Quasi il 70% degli intervistati - un campione di 4300 anziani di età compresa tra 60 e 74 anni - vive ancora con il coniuge e continua a considerare il matrimonio come il centro della propria vita di relazione. Ciò che colpisce nello studio del CNR, coordinato da Rossella Palomba, Responsabile indagini IRP-CNR, è la ridottissima percentuale di persone che non hanno mai contratto un matrimonio (solo il 5%) o che hanno affrontato una separazione o un divorzio (appena il 2%). Si tratta infatti delle generazioni che hanno vissuto il dopoguerra e il boom economico, cresciute in un paese dai valori tradizionali, messi poi in discussione dalle generazioni successive dei figli.

Dalle risposte emerge una sostanziale soddisfazione per il rapporto di coppia, tanto che il 21% - una volta liberato dal lavoro - si dichiara felice di poter dedicare più tempo al partner, il 40% va sempre in vacanza con il coniuge e trascorre regolarmente in famiglia le feste tradizionali. Quanto agli uomini, l'inchiesta porta alla luce un dato molto interessante: oltre il 33% confessa infatti di essere diventato più attivo rispetto ai lavori domestici dopo la pensione e addirittura l'82% condivide il concetto di parità tra marito e moglie, anche perché dopo la pensione è la donna a rappresentare il "polo forte" della coppia, mentre gli uomini faticano a ricostruire una vita di relazione senza il lavoro.

Circa il 90% di queste coppie hanno poi almeno un figlio, mentre il 41% ne ha due. Ragazzi che continuano a dedicare ai genitori molte attenzioni, almeno sotto il profilo quantitativo, e che vivono vicino per garantire loro un eventuale aiuto: il 17% nello stesso palazzo, il 21% nello stesso quartiere e il 41 % nella stessa città. Più di un terzo del campione pranza o cena abitualmente con i figli, il 53% lo fa solo a volte mentre il 19% si limita al sabato o la domenica. Ma non sempre questa presenza corrisponde ad una pienezza affettiva: gli anziani si sentono spesso trascurati e cercano di recuperare un ruolo attivo riproponendosi come baby-sitter dei nipoti, divenendo in questo modo elementi strategici di appoggio per le famiglie dei figli.

Per quanto riguarda invece la sessualità, si tratta di un argomento appena sfiorato e comunque sempre con estrema delicatezza e pudore. Decisamente più interessati a conservare l'agilità e l'energia mentale tipica dell'età giovanile, e a rimpiangere piuttosto la salute e il benessere, gli anziani parlano poco di sesso facendo comunque ricorso ad alcune immagini classiche: l'uomo si rivela più attento alla performance sessuale e rimpiange la virilità della gioventù mentre la donna sembra più sensibile alla perdita della capacità seduttiva.

La versione integrale della ricerca è disponibile in PDF sul sito: www.irp.rm.cnr.it

Roma, 15 marzo 2001


News a cura dell'Ufficio Stampa

Capo ufficio stampa:
Marco Ferrazzoli
marco.ferrazzoli@cnr.it
ufficiostampa@cnr.it
06 4993 3383