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Il "climate change" come problema scientifico

Dal 28/10/2020 ore 14.00 al 28/10/2021 ore 17.00

Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica (Aula Amaldi)
e on line

Quando il "climate change" è diventato un problema scientifico? Se ne discute giovedì 28 ottobre in un incontro ospitato dal Dipartimento di fisica della Sapienza Università di Roma. 

L’iniziativa prende le mosse dai passi avanti compiuti dalle scienze del clima a partire dalla fine del secolo scorso, che hanno costituito uno sviluppo di prima grandezza nell’evoluzione dell’intero panorama scientifico contemporaneo. Con riferimento al "climate change", in particolare, il patrimonio di conoscenze accumulato è tutt’altro che esente da motivi di incertezza: da un lato, infatti, può essere inteso come un patrimonio ‘concludente’, che consente di formulare giudizi tanto impegnativi e severi quanto quelli che si leggono nell’ultimo Assessment Report dell’IPCC - International Panel on Climate Change; da un altro, si può sostenere che proprio lo sviluppo di una peculiare ‘confidenza’ con il tema dell’incertezza (e dell’errore) ha costituito uno dei più importanti punti di forza della Climate Science – uno dei suoi maggiori motivi di interesse epistemologico e, nondimeno, uno dei suoi motivi di fecondità reale.

Il tema, nella sua complessità, verrà quindi affrontato: 

  • in termini sostantivi, inteso come l’identificazione degli ambiti che hanno fatto registrare le acquisizioni di maggior rilievo e, per contro, di quelli che allo stato degli atti presentano le criticità più gravi (unite però a ragionevoli probabilità di risultati importanti in tempi relativamente brevi, nella logica delle World Climate Research Program Grand Challenges e dei contributi forniti dall’IPCC);

  • sul piano degli ‘assetti conoscitivi’, gli orientamenti metodologici e i fattori organizzativi che hanno consentito l’evoluzione degli ultimi due o tre decenni, ragionevolmente meritevoli di rafforzamento e valorizzazione;

  • la questione, epistemologicamente cruciale, dei limiti di predicibilità dei cambiamenti climatici, intimamente connessa alla natura nonlineare e caotica dei fenomeni, ovvero il tipo (oltre che il grado) di incertezza che avvolge le nostre conoscenze in materia di clima: quanto contingente, legata allo ‘stato dell’arte’, quanto in re ipsa, non eliminabile; 

  • le implicazioni dell’incertezza sul piano dell’agire, particolarmente con riguardo alla possibilità di ricondurle senza residui alle nozioni di risk assessment e di risk management;

  • complessivamente, il tipo di ‘autocomprensione’ che la Climate Sience ha sviluppato nei tempi più recenti – anche in relazione all’aumento del suo grado di rilevanza sociale e di esposizione politica.

 

Programma
 

  1. Paolo Mataloni– Dipartimento di Fisica, Sapienza
    Saluti

  2. Alessandro Montebugnoli– Centro per la Riforma dello Stato
    Introduzione

  3. Annalisa Cherchi– Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac)
    Cosa dice la scienza sui cambiamenti climatici (un'esperienza diretta nella stesura dell'ultimo rapporto IPCC)

  4. Rosalia Santoleri–  Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar)
    Oceano e clima: come quantificare i cambiamenti in corso ?

  5. Antonello Provenzale–  Istituto di Geoscienze e Georisorse (Cnr-Igg)
    Ritmi e parossismi del clima

  6. Vincenzo Artale– Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar)
    Meccanismi e soglie critiche del sistema climatico

  7. Angelo Vulpiani- Dipartimento di Fisica, Sapienza
    Il clima come problema di fisica teorica

  8. Elena Gagliasso– Dipartimento di Filosofia, Sapienza

Organizzato da:
Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica

Referente organizzativo:
Per informazioni sulla partecipazione Cnr: Antonello Provenzale
Cnr - Igg
antonello.provenzale@cnr.it

Modalità di accesso: ingresso libero

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