07/01/2026
Il cortometraggio 'La comunità dell'acqua' dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr è arrivato tra i quattro finalisti, su oltre quattrocento filmati, al Faro Film Festival Internazionale che si è svolto a Venezia lo scorso novembre. Il prodotto cinematografico, che ha come sottotitolo 'Memoria, identità e cultura materiale e immateriale delle comunità appenniniche nella regione della Basilicata alla luce della Convenzione di Faro' è stato realizzato da Maurizio Lazzari e Maria Carmela Grano (soggetto), Danilo P. Pavone (regia e concept, sviluppo narrativo e riprese), Francesco Giuri (riprese drone).
Il documentario intreccia storie e testimonianze nella regione Basilicata dei paesi di San Martino d’Agri, Tito, Picerno e Terranova di Pollino ricostruendo il profondo legame tra gli abitanti e
l’acqua — fonte di vita, lavoro e identità, ma anche memoria dei luoghi incontaminati dell’infanzia. Dal mulino e dalla gualchiera, un tempo motori di un’economia fondata sulla forza dell’acqua, fino
agli orti ancora irrigati dai canali del fiume, il racconto si sviluppa come una narrazione corale in cui passato e presente dialogano.
Al centro, le azioni condivise e partecipate degli abitanti che vivono e si prendono cura del territorio — inteso non solo come terra, ma come il proprio luogo di saperi, memorie e tradizioni — con l’intento di custodirlo e tramandarlo alle generazioni future. Così la memoria si fa azione e il patrimonio si trasforma in una risorsa identitaria, incarnando lo spirito della Convenzione di Faro.
Il documentario nasce nell'ambito delle azioni del Gruppo di lavoro di Terza Missione del Cnr-Ispc (27 unità di personale strutturato, resp. Maurizio Lazzari) che, costituitosi nel 2022, è impegnato nell'attuazione della Council of Europe Framework Convention on the Value of Cultural Heritage for Society” (Faro Convention), firmata a Faro (Portogallo) nel 2005.
La Convenzione integra e consolida i precedenti strumenti del Consiglio d’Europa, sottolineando gli aspetti importanti del patrimonio in relazione ai diritti umani e alla democrazia e promuove una più ampia comprensione del patrimonio e delle sue relazioni con le comunità e la società.
Nel testo della Convenzione si esprime il diritto a godere del patrimonio culturale (art.4) quale espressione del diritto alla partecipazione alla vita culturale della comunità (art.1) e della educazione (preambolo, par. 4).
La convenzione si concentra sul concetto di partecipazione da parte della cittadinanza e dei valori attribuiti dai cittadini alle forme del patrimonio culturale (es. oggetti, tradizioni, luoghi, pratiche, ecc.). In particolare, l’art. 2 definisce: una Comunità Patrimoniale costituita da persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici del patrimonio culturale, che essi desiderano sostenere e trasmettere alle generazioni future, nel quadro di un’azione pubblica.
Per valorizzare la complessità dell’offerta culturale italiana, il Consiglio di Europa ha avviato la Rete Faro Italia, di cui il Cnr-Ispc è membro istituzionale dal 2022, cioè una piattaforma composta da comunità patrimoniali, istituzioni e associazioni italiane che collaborano insieme in linea con i principi e i criteri della Convenzione.
I ricercatori Ispc operano in sinergia con amministrazioni locali, enti di ricerca, associazioni e fondazioni culturali, istituzioni scolastiche e universitarie, con l’obiettivo di comunicare i risultati delle ricerche scientifiche svolte e di coinvolgere pubblici diversi nei processi di acquisizione di una piena consapevolezza del valore del Patrimonio culturale materiale e immateriale in piena adesione ai principi della Convenzione di Faro, divenendo così facilitatori di azioni nella Rete delle Comunità patrimoniali.
In questo senso il gruppo di lavoro, coordinato da Francesca Colosi, Carla Sfameni, Laura Genovese e Maurizio Lazzari, propone e incentiva iniziative su tutto il territorio nazionale in collegamento con la Rete Faro Italia e in occasione delle Giornate europee del Patrimonio e delle Passeggiate Patrimoniali promosse dal Consiglio d’Europa.
Per informazioni:
Maurizio Lazzari, Danilo Paolo Pavone
CNR - Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale
maurizio.lazzari@cnr.it
danilopaolo.pavone@cnr.it
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