Intervento del Presidente

Napoli e il Mediterraneo con Inguscio e Costa

26/02/2019

Inguscio - Costa
Inguscio - Costa

Il presidente del Cnr Massimo Inguscio ha partecipato, il 25 febbraio a Napoli, alla presentazione del Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2018. All’evento erano presenti anche il ministro dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare Sergio Costa e il direttore generale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Riccardo Rigillo.

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal presidente Inguscio.

"Che cosa è il Mediterraneo? Mille cose assieme, così scrive lo storico francese Fernand Braudel in un suo saggio famoso. Certamente il Mediterraneo continua ad essere uno snodo nevralgico per il futuro del mondo e delle persone. Le cause del deterioramento delle condizioni climatiche e ambientali in molte aree della terra sono prevalentemente riconducibili alle attività umane.

La pressione demografica, una produzione eccessiva e inefficiente, l’uso di fonti energetiche particolarmente inquinanti, lo sfruttamento sbilanciato ed intensivo del territorio, la frammentazione dell'habitat con la conseguente perdita di biodiversità sono fattori che hanno accelerato negli ultimi decenni il decadimento ambientale, le crisi climatiche, l’aumento delle temperature.

Il Cnr con la sua ricchezza scientifica e culturale multidisciplinare - grazie a migliaia di ricercatori e ricercatrici - opera nell’area Mediterranea e indaga e interpreta la complessità dei fenomeni e trasformazioni in atto con diversi istituti e una poderosa produzione scientifica. In sinergia con le università ed altri enti di ricerca, il Cnr è un riferimento scientifico per diversi ministeri, tra cui quello dell’Istruzione, Università e Ricerca, a quello dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare, al Ministero delle politiche dell’agricoltura, alimentari, forestali e turismo, al Ministero degli Esteri e della Cooperazione scientifica, al Ministero dello Sviluppo economico.

Il supporto del Cnr a queste istituzioni arriva attraverso i numerosi progetti della rete scientifica e di science diplomacy su temi strategici collegati alla tutela dell’ambiente, del territorio e al corretto sfruttamento delle risorse. Il convegno organizzato a Napoli il 25 febbraio dall'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo, diretto da Salvatore Capasso, ha l’obiettivo di discutere – assieme ai rappresentanti dei vari ministeri presenti - l’interrelazione tra squilibri demografici ed economici, da un lato, e ambiente dall’altro. La crisi idrica, la scarsità di risorse, la bassa scolarità, l’insicurezza alimentare influenzano i flussi migratori e l’instabilità politica dell’area.

Uno sviluppo economico squilibrato e insufficiente aumenta la pressione sull’ambiente, sui territori, sulle persone. In particolare, partendo dalle analisi del Rapporto annuale del Cnr sulle Economie del Mediterraneo, il dibattito si concentrerà sulle criticità di quest’area geografica che è attraversata dal 20% dei traffici globali. Squilibri e divergenze all’interno del Mediterraneo – la cui analisi all’interno del Rapporto tocca aspetti diversi che vanno dalla governance istituzionale, allo sviluppo economico fino agli effetti in termini di migrazioni e gestione del fenomeno migratorio – alimentano fondate ipotesi di complementarietà e prospettive di integrazione tra le nazioni delle due sponde del Bacino. Nei paesi del Nord Africa il 90% degli abitanti vive in meno del 10% della superficie disponibile e quasi il 40% della popolazione (oltre 110 milioni di individui) vive entro 50km dalla costa, con enormi implicazioni in termini di urbanizzazione e vulnerabilità ai possibili impatti del cambiamento climatico. Il dato si riflette indirettamente nelle notevoli disparità di mortalità neonatale fra province dei vari paesi: l’Egitto evidenzia le maggiori, dal 21 al 64 per mille, seguito dal Marocco (dal 28 al 65 per mille).

Esistono inoltre profonde disuguaglianze nell’accesso all’istruzione legate ai divari di reddito: la differenza percentuale di giovani che abbandona la scuola, tra il quinto della popolazione con massimo e minimo reddito, è di 28 punti in Egitto, 25 in Giordania, 35 in Siria, 51 in Turchia, 59 in Marocco. Eppure, la pressione demografica spiega solo in parte le ragioni delle migrazioni all’interno del bacino che, come emerge da diversi capitoli del Rapporto, sono dovute a una serie composita di elementi: struttura dell’economia, distribuzione della ricchezza, sviluppo delle tipologie professionali. Un tema centrale per il futuro delle società del Mediterraneo riguarda l’ambiente e gli effetti di medio-lungo periodo del cambiamento climatico.

Affrontare i problemi ambientali, quindi, richiede integrare e sovrapporre metodologie collegate alle scienze naturali con quelle collegate alle scienze socio-economiche, e necessita del coinvolgimento e coordinamento di molteplici attori politico-istituzionali. Lo sviluppo di efficaci politiche sulla pesca sostenibile nel Mediterraneo, ad esempio, richiedono non solo il coinvolgimento sia del Ministero dell’ambiente che quello delle Politiche Agricole e forestali, ma anche il supporto del Ministero degli Esteri per il raggiungimento di accordi che siano condivisi sul piano internazionale. Lo stesso dicasi per le politiche energetiche. La ricerca è un fattore chiave per informare le persone e i decisori politici sulle strategie ambientali ed economiche per uno sviluppo socio-economico sostenibile ed equo” - afferma Massimo Inguscio presidente del Cnr.

Per informazioni:
Presidenza Cnr
presidenza@cnr.it

Vedi anche:

Immagini: