29/01/2026
Mercoledì 28 gennaio, a Roma presso Palazzo Wedekind (INPS), il Presidente del Cnr Andrea Lenzi ha partecipato al convegno “Invecchiare bene in una società che cambia – Il Programma Age-It e le politiche per il futuro”, organizzato nell'ambito del progetto PNRR Age-It – “Ageing Well in an Ageing Society” del quale il Cnr è partner.
L’iniziativa era orientata ad avviare un confronto tra istituzioni, ricerca e attori pubblici sulle politiche per affrontare la transizione demografica e sulle evidenze utili a orientare scelte e priorità in una società che invecchia: l’Europa è, infatti, di fronte a una trasformazione demografica senza precedenti, profonda e strutturale, che sta già ridefinendo il suo futuro economico, sociale e politico. L’invecchiamento della popolazione non è una tendenza astratta, ma una realtà concreta che avanza rapidamente e richiede scelte coraggiose e lungimiranti. I dati Eurostat evidenziano che nel 2024 gli ultraottantenni rappresentano il 6,1% della popolazione dell’Unione europea, contro il 3,8% del 2004. In parallelo, la quota di giovani sotto i 15 anni si è ridotta in modo significativo, passando dal 16,2% al 14,6% nello stesso arco temporale. È un cambiamento di equilibrio che incide direttamente sulla sostenibilità dei nostri sistemi sociali e produttivi e indirettamente sui divari sociali intergenerazionali.
Secondo l’OCSE, inoltre, la percentuale di cittadini europei con più di 65 anni salirà dal 21% del 2023 al 29% entro il 2050 (“Health at a Glance: Europe”, 2024). A fronte di un’aspettativa di vita a 65 anni che supera i vent’anni, oltre la metà di questo periodo è spesso segnato da condizioni di fragilità: più del 40% degli anziani europei convive con almeno due patologie croniche. Si vive, quindi, di più, ma per un periodo più lungo si convive con la cronicità. A ciò si aggiungono limitazioni della mobilità e il decadimento cognitivo, con l’Alzheimer e le altre forme di demenza destinate a diventare una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo rispetto alle quali la prossimità e la costruzione di reti di servizi, riforme previste dal PNRR, rappresenteranno risposte concrete in grado di valorizzare gli esiti della ricerca.
A rendere ancora più critico questo scenario contribuisce il crollo della natalità. In questo quadro, l’Italia detiene un primato allarmante: nel 2023 ha registrato il più basso tasso di natalità in Europa, con 6,4 nati vivi ogni mille abitanti, in calo rispetto ai 7,3 del 2018 (dati Eurostat). Le stime per il 2024 indicano un’ulteriore flessione, attorno a 6,3 nati ogni mille. Il 2025 segna un nuovo minimo storico: secondo l’ISTAT, nei primi sette mesi dell’anno il numero medio di figli per donna si è fermato a 1,13, in costante discesa rispetto a 1,18 nel 2024 e 1,2 nel 2023. Un “inverno demografico” che si manifesta con particolare urgenza nei territori più fragili del Paese: le aree interne italiane, ovvero i comuni più distanti dai principali centri urbani e privi di adeguati servizi, sono al centro di un processo di spopolamento intenso.
"Si tratta di sfide che richiederanno interventi organici e coordinati, senza i quali è a rischio non solo la competitività del nostro Paese, ma anche la capacità dell’Europa di sostenere le transizioni verde e digitale in modo equo e inclusivo", ha affermato il Presidente Lenzi. "In questo quadro, la ricerca scientifica e l’innovazione rappresentano uno strumento prezioso per analizzare il fenomeno e offrire soluzioni nuove, volte a promuovere l’invecchiamento attivo e a rendere la vita degli anziani più inclusiva e di qualità. Il partenariato Age-It - al quale il Cnr ha aderito con convinzione assieme a numerosi altri partner - è andato proprio in questa direzione, dando al nostro Paese l'opportunità di diventare un polo scientifico internazionale di riferimento nella ricerca sull’invecchiamento, attraverso tutti gli ambiti coinvolti. Il tema è stato, cioè indagato con un approccio olistico che guarda all’invecchiamento come ad un fenomeno complesso, il cui studio spazia dalla cellula fino alla società, alimentandosi della collaborazione di ricercatori delle scienze sociali, biomediche e tecnologiche".
Nell'ambito di Age-It, il CNR è in particolare Leader dello Spoke 2 di carattere biomedico, ed è Affiliato negli Spoke 6 per gli studi sociodemografici, e Affiliato agli Spoke 8 e 9 per gli sviluppi tecnologici.
"Le attività CNR all’interno del partenariato, coordinate dall'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, coinvolgono 26 Principal Investigator appartenenti a 21 Istituti di 5 Dipartimenti (Cnr-Dsb, Cnr-Dsftm, Cnr-Diitet, Cnr-Dsu e Cnr-Disba)", spiega il responsabile scientifico di Age-It per il CNR Fabrizio d'Adda di Fagagna (Cnr-Igm e IFOM). "Gli obiettivi scientifici programmati sono stati raggiunti con successo, incontrando la soddisfazione e approvazione dei revisori scientifici internazionali: si contano 148 articoli pubblicati su riviste internazionali peer reviewed con il CNR in posizione rilevante (primo/corresponding author); più di 100 partecipazioni a conferenze scientifiche e di divulgazione. Anche dal punto di vista mediatico il riscontro è stato elevato, con un'attenzione costante ai risultati più significativi. Infine, grazie alle risorse stanziate, il Cnr ha potuto reclutare e formare 60 unità di personale tra ricercatori e ricercatrici, tecnologi, assegnisti di ricerca e studenti di dottorato".
Una sfida integrata e interdisciplinare a livello nazionale che il CNR ha deciso di cogliere con convinzione insieme ad altri 26 partner tra Università, centri di ricerca, industrie, organizzazioni, gestendo complessivamente 12,9 milioni di euro (su 114,7 ML€ totali).
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