"R3 Materials -> Next Materials". Istituzioni, Ricerca e Imprese a confronto sulle materie prime critiche
Il 28/01/2026 ore 09.30 - 13.00
Bicocca Pavilion - BIM
Viale Piero e Alberto Pirelli, 10
Le materie prime critiche sono indispensabili per la crescita di diversi settori economici e l’instabilità delle catene di approvvigionamento sui mercati internazionali - acuite dalla pandemia da Covid 19, dal conflitto russo-ucraino e dalle tensioni geopolitiche che investono Groenlandia, Iran e Venezuela - hanno evidenziato come la dipendenza da altri Paesi per le forniture costituisca una grave vulnerabilità.
Si tratta infatti di materie caratterizzate dalla loro scarsa disponibilità, dall’elevato grado di concentrazione della produzione in determinate regioni geografiche e dalla crescente domanda in cinque settori strategici: energie rinnovabili, mobilità elettrica, industria ad alta intensità energetica, digitale, difesa e aerospaziale.
La rapida crescita della domanda - le ultime stime dell’International Energy Agency prevedono un aumento della domanda di “materiali per l’energia” dal 2020 al 2040 pari a: 42 volte per il litio, 25 volte per la grafite, 21 volte per il cobalto, 19 per il nichel, 7 per le terre rare - sta offrendo nuove opportunità di produzione industriale, ma la combinazione di prezzi volatili, strozzature della catena di approvvigionamento e instabilità geopolitica hanno creato un potente mix di rischi.
Come ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA, “assicurare forniture sicure e sostenibili di minerali essenziali per la transizione energetica pulita è diventata rapidamente una priorità assoluta per i governi, le aziende e gli investitori di tutto il mondo”.
Interessanti, al riguardo, gli orientamenti della cooperazione internazionale. Durante la Presidenza italiana del G7, la Ministeriale su: Clima, Energia e Ambiente (Torino, 28 - 30 aprile 2024) ha anzitutto adottato una “Dichiarazione congiunta” che riconosce l’importanza dei minerali e delle materie prime critiche per lo sviluppo di tecnologie energetiche a zero emissioni nette e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti a livello globale.
Una governance appropriata è fondamentale per mitigare gli impatti negativi dell'estrazione delle risorse e per migliorarne i risultati economici, sociali e ambientali. E' stato quindi apprezzato l'impegno della Sustainable Critical Mineral Alliance a promuovere un approccio “nature-forward” all'estrazione e alla lavorazione di minerali critici che minimizzi e attenui l'impatto ambientale e incorpori pratiche di lavoro responsabili, e sono stati richiamati i principi della Minerals Security Partnership (MSP) per catene di fornitura di minerali critici responsabili e l'innalzamento degli standard ambientali, sociali e di governance (ESG) nel settore.
La Dichiarazione finale (Apulia G7 Leaders’ Communiqué) ha poi riaffermato l’impegno ad affrontare in modo olistico la sicurezza energetica, la crisi climatica e il rischio geopolitico e l’importanza del promuovere partnership internazionali per rendere le catene di approvvigionamento di minerali e materie prime critiche più diversificate, trasparenti, resilienti, responsabili, circolari, efficienti e sostenibili. La Dichiarazione ribadisce anche l’impegno a promuovere rigorosi standard ambientali, sociali e di governance per l'estrazione, la lavorazione e il riciclaggio di minerali critici, sfruttando al contempo le loro opportunità economiche e di sviluppo.
In Europa, il Regolamento UE n. 1252 dell’11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche, ha aggiornato la lista delle materie prime critiche riconosciute come tali dai Paesi membri.
In Italia, è stato adottato un importante e innovativo Decreto-legge 20 giugno 2024, n. 84, convertito con la Legge 8 agosto 2024, n. 115, recante: Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico.
Il tema è così nell'agenda di diversi organi della cooperazione internazionale intergovernativa, mentre l’UE e i suoi Paesi membri hanno definito una nuova politica e creato un nuovo sistema normativo ad hoc. Tale sistema presenta aspetti di grande interesse, sia per il modo in cui vengono ripartite le funzioni tra organi comunitari e organi nazionali, sia per le modalità in cui vengono contemperate esigenze di sicurezza dell’approvvigionamento, da un lato, ed esigenze di tutela dell’ambiente e dei diritti delle popolazioni interessate (implicazioni su salute, lavoro, etc.).
Numerose quindi, e a vario livello, le iniziative. Da ultimo, dal 13 al 15 gennaio 2026, presso il Centro conferenze internazionale King Abdulaziz di Riyadh, si è da tenuto, il Future Minerals Forum.
Il Convegno “R3 Materials → Next Materials” intende proporsi come momento di dialogo aperto e costruttivo in cui istituzioni, mondo della ricerca e imprese si confrontano sull’impiego attuale e futuro delle materie prime critiche e strategiche nel sistema industriale nazionale, tra visioni, sfide, fragilità e aspirazioni.
Key words: Rilevanza (Relevance), Rigenerazione (Regeneration), Riciclo (Recycling).
Saranno queste nuove parole d’ordine a ispirare la governance delle materie prime critiche e strategiche, in filiere globali fortemente segnate da trasformazioni tecnologiche, energetiche e industriali?
L’aspetto determinante per perimetrare effettivamente la questione, è l’analisi della domanda espressa dal sistema produttivo italiano. L'obiettivo è quello di non alimentare ulteriormente il gap con le altre Nazioni e fornire una chance concreta di competitività alle imprese nazionali, dirigendo gli sforzi in modo consapevole e pragmatico, ma non privo di ambizione.
Organizzato da:
CRIET - Centro di Ricerca interuniversitario in Economia del Territorio
Istituto di Geoscienze e Georisorse (Cnr-Igg)
Istituto di studi giuridici internazionali (Cnr-Isgi)
Referente organizzativo:
Gianfranco Tamburelli
CNR - Istituto di studi giuridici internazionali
Via della Mercede, 9 - Roma
g.tamburelli@governo.it
Modalità di accesso: registrazione / accredito
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