Evento

Convegno 'Morfologie del rapporto parti-tutto'

Dal 23/03/2017 ore 15.00 al 25/03/2017 ore 13.00

23 Marzo, Napoli, Biblioteca dell'ISPF (CNR), Via Porta di Massa 1, scala A III piano
24 Marzo, Fisciano (SA), DISUFF, Aula Aniello Montano, Via Giovanni Paolo II, n. 132
25 Marzo, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Via Monte di Dio, n. 14

La relativa rarità dei luoghi in cui viene direttamente problematizzato non ha impedito al problema del rapporto tra le parti e il tutto di costituire uno dei leitmotiv della filosofia europea, da Platone alla filosofia analitica contemporanea. Lo specifico rilievo che questo tema assume nella filosofia moderna va compreso sullo sfondo di una molteplicità di fattori. Sul piano scientifico, ad esempio, la riscoperta dell’atomismo antico costringe a interrogarsi sugli elementi ultimi della realtà; l’affermazione del paradigma meccanicistico porta a una reinterpretazione dell’intero mondo naturale in termini di composizione di corpi complessi a partire dai soli rapporti di moto e di quiete tra i corpi più semplici; la fisica newtoniana e la costituzione di nuove scienze come la chimica e la biologia lasciano emergere nuovi modelli di interazione e di legame tra le componenti di un sistema complesso.

A un altro livello la crisi del sistema feudale e la nascita del grande artificio degli Stati-nazione, l’estensione delle attività commerciali e dei fenomeni migratori, l’affacciarsi alla storia di nuove classi sociali, concorrono a rimettere in discussione l’idea di un ordine sociale naturale favorendo la nascita di strategie inedite di spiegazione, legittimazione e limitazione del potere politico a partire dal primato degli individui e dei loro diritti rispetto alla comunità in cui sono chiamati a integrarsi. La filosofia moderna non resta indifferente a questo complesso intreccio di stravolgimenti culturali, sociali e istituzionali, che recepisce e rielabora nei propri termini secondo modalità differenziate e in una vasta varietà di ambiti e di tradizioni.

Nonostante l’importanza che la questione del nesso parti/tutto riveste nei diversi autori e nei diversi settori della filosofia moderna, gli studi dedicati a questo problema si sono finora concentrati sui singoli autori o sulle singole aree tematiche. Manca, invece, un lavoro di ampio respiro che tenti di tracciare una storia del concetto, sia pure nelle sue grandi linee e attraverso casi esemplare. Il convegno 'Morfologie del rapporto parti-tutto' si propone di colmare questo vuoto storiografico mettendo in dialogo competenze molteplici e disegnando attraverso questo dialogo una mappa degli usi del nesso parti/tutto e delle loro trasformazioni.

Un primo obiettivo può essere individuato in tal senso dal chiarimento dei principali modelli concorrenti al di là della facile alternativa tra meccanicismo e organicismo, priorità delle parti o del tutto. La totalità, ad esempio, è possibile solo nella forma della reductio ad unum, di una omogeneizzazione delle parti che in linea di principio esclude da sé ogni conflitto, come sembrano presupporre tanto la concezione cartesiana della coesione interna dei corpi composti quanto gli opposti meccanismi attraverso i quali sia Hobbes che Rousseau fondano l’unità del corpo politico sulla sussunzione delle volontà individuali a una sola volontà collettiva? Oppure è qualcosa in grado di farsi valere nella propria unità anche attraverso le differenze, i conflitti, le lacerazioni tra le parti? Il rapporto tra le parti è necessariamente quello di una reciproca esteriorità oppure è pensabile una compenetrazione che impedisce loro di costituirsi al di fuori del reciproco rapporto?
Un secondo obiettivo del convegno è quello di precisare non solo i diversi ambiti di elaborazione del nesso parti/tutto, ma anche i rapporti (di coordinazione o di subordinazione) tra questi diversi ambiti. Sappiamo che la filosofia moderna mobilita questo nesso nella trattazione dei rapporti fisici tra i corpi, di quelli morali tra le persone, di quelli giuridici tra i cittadini o le istituzioni. Sappiamo anche, però, che questo stesso nesso è chiamato in causa nella riformulazione dell’idea di vita o di integrità psicofisica al di fuori dello schema aristotelico dell’unità tra forma e materia; nella spiegazione della natura semplice o composta delle menti o delle idee; nell’autointerpretazione della filosofia stessa come sistema. Esiste o non esiste una comunicazione, su questo punto, tra i diversi territori della riflessione filosofica? Esiste o non esiste un ambito di elaborazione egemone e capace di imporre agli altri i propri risultati?

Organizzato da:
Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno
Università degli studi di Napoli "Federico II"
Università degli studi di Salerno
Università degli studi di Foggia
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Referente organizzativo:
Anna Rinaldi
rinaldi@ispf.cnr.it

Modalità di accesso: ingresso libero

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