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I 40 anni dal terremoto in Irpinia

25/11/2020

Un paese devastato dal terremoto
Un paese devastato dal terremoto

Il Cnr ricorda attraverso due testimonianze il tragico terremoto che il 23 novembre 1980, precisamente alle 19.34, devastò la Campania, la Basilicata e una parte della Puglia, provocando danni enormi e quasi 300.000 sfollati: fu il terremoto più violento registrato in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. 

Sabina Porfido (Cnr-Isa) è coautrice dell'articolo "Il terremoto del 23 novembre 1980: la resilienza di alcuni paesi 40 anni dopo", pubblicato nello Speciale curato dall'Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) per ricordare l'evento. In esso, si descive la “resilienza” delle comunità di tre paesi della provincia di Avellino colpiti dal terremoto - Calitri, San Mango sul Calore e Conza della Campania - nell’intento di verificare, a distanza di quarant'anni, lo stato della ricostruzione. Mentre i primi due hanno optato per una ricostruzione in situ (Calitri, in particolare, ha cercato di recuperare il più possibile l'antico assetti urbanistico), il paese di Conza della Campania è stato, invece, ricostruito lontano dalla sua posizione geografica originaria: qui ha prevalso una scelta politica di rilocalizzazione, rafforzata anche dai risultati delle indagini geologiche e della memoria storica delle distruzioni subite dalla comunità nei terremoti passati (1466, 1517,1694, 1732 e 1930). Il nuovo paese è stato ricostruito a 4 km dal nucleo originario, mentre nell'antico borgo di Conza è stato istituito un parco archeologico che conserva i resti dell’antica ‘Compsa’ romana.

Giuseppe Luongo, docente emerito di geofisica della terra solida presso l'Università Federico II di Napoli, ricorda invece in un'intervista video il contributo del Cnr attraverso il Progetto Finalizzato Geodinamica: avviato nel 1976, aveva aggregato i diversi soggetti accademici e di ricerca impegnati nel monitoraggio sismico - tra cui l'Osservatorio vesuviano, l'Ing -oggi Ingv-  l'Università della Calabria e molti altri- e fornito dati di microzonazione sisimica utili a individuare i siti più sicuri nei quali insediare la popolazione nell'immediato dopo sisma. Parte dell'intervista è stata inserita nel docufilm "Irpinia 80. Viaggio nella terra che resiste" curato dall'Ingv. Il Progetto Finalizzato Geodinamica portò, tra le altre cose, alla realizzazione del catalogo "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes” - un atlante grafico in cui sono riportate le mappe macrosismiche e le informazioni sugli effetti provocati dai forti terremoti, edito nel 1985 da D. Postpischl- e del volume "Elementi per una guida alle indagini di microzonazione sismica" edito in "Quaderni de la ricerca scientifica", a cura di Ezio Faccioli.

Per informazioni:
Sabina Porfido
Cnr - Isa
sabina.porfido@iamc.cnr.it

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