23/09/2026
Il processo di riorganizzazione della rete scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, recentemente concluso, ha riguardato anche il settore delle scienze marine: le attività e le competenze dell’ex Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (CNR-IAS) sono, infatti, confluite nei due Istituti del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente (CNR-DSSTTA): l’Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR), con sede principale a Venezia, e l’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR-IRBIM), che avrà Sede principale ad Ancona.
“L’operazione rappresenta un’evoluzione organizzativa finalizzata a rafforzare la capacità del CNR di affrontare le grandi sfide legate alla conoscenza, alla tutela e alla gestione sostenibile degli ecosistemi marini, dalla fascia costiera sino agli ambienti profondi”, commenta il Direttore del Dipartimento di Scienze del sistema Terra e tecnologie per l'ambiente (CNR-DSSTTA) Francesco Petracchini. “La riorganizzazione consentirà di valorizzare il patrimonio di competenze scientifiche, tecnologiche e infrastrutturali sviluppato in questi anni dal CNR-IAS, favorendo una maggiore integrazione disciplinare nei due Istituti IRBIM e ISMAR, e un’efficace partecipazione ai programmi nazionali e internazionali di ricerca”.
Le attività di ricerca dell’ex IAS saranno distribuite in funzione delle rispettive missioni scientifiche dei due Istituti. CNR-ISMAR rafforzerà ulteriormente le proprie competenze nei processi fisici, chimici, geologici e ambientali degli ecosistemi marini, mentre CNR-IRBIM consoliderà le attività dedicate alle risorse biologiche marine, alla biodiversità, all’ecologia, alle biotecnologie e alla gestione sostenibile delle risorse viventi, diventando il principale Istituto del Paese, in termini di massa critica e di risorse umane ed infrastrutturali, dedicato alla biologia marina ed alla biodiversità.
La fusione garantirà la continuità di tutti i programmi di ricerca in corso, delle collaborazioni nazionali e internazionali e dei servizi offerti alla comunità, alle istituzioni del Paese ed a tutti i portatori di interesse. Il personale, le infrastrutture e le sedi del CNR-IAS, una volta confluite nei due Istituti, continueranno a rappresentare un elemento fondamentale della rete scientifica dell’Ente ed un presidio di ricerca marina, operando all’interno di un’organizzazione ancora più integrata e sinergica.
La riorganizzazione si inserisce nella strategia in atto volta a rafforzare l’efficienza organizzativa, promuovere l’interdisciplinarità ed incrementare l’impatto della ricerca scientifica del CNR a supporto delle politiche pubbliche e dell’innovazione. In linea con le direttive e le traiettorie internazionali, il sistema della ricerca marina del Cnr richiede oggi una maggiore integrazione scientifica e organizzativa per affrontare le sfide emergenti legate alla sostenibilità degli ecosistemi marini, alla gestione delle risorse biologiche e della biodiversità.
“Questa fusione rappresenta un’opportunità strategica per integrare competenze complementari, rafforzare le sinergie esistenti e costruire una rete scientifica ancora più coesa, solida e competitiva. In un contesto in cui l’osservazione degli oceani e la comprensione dei processi che ne regolano le dinamiche sono al centro delle più recenti strategie europee, questa riorganizzazione della rete scientifica marina italiana colloca il nostro Paese in una posizione di primo piano nello scenario internazionale. Al tempo stesso, crea le condizioni per affrontare con maggiore efficacia le sfide scientifiche più avanzate, contribuendo in modo significativo all’ampliamento delle conoscenze sugli oceani e sul loro ruolo nel sistema Terra”, dichiara il Direttore di CNR-ISMAR Mario Sprovieri.
Secondo il Direttore di CNR-IRBIM Gian Marco Luna: “La fusione tra IRBIM ed IAS crea oggi un polo di riferimento nazionale e internazionale sulla biologia marina, lo studio della biodiversità, il microbioma marino e la gestione delle risorse biologiche marine (pesca e acquacoltura). Questa riorganizzazione valorizza pienamente le competenze sviluppate in questi anni dalle due strutture, creando un unico Istituto fortemente vocato allo studio della vita e della biodiversità nei mari e negli oceani, rafforzando la massa critica sotto un unico coordinamento. Il nuovo Istituto ha ora in sè l’intera filiera scientifica della ricerca sulla vita e la biodiversità marina, oltre che le migliori competenze del Paese su importanti settori dell’economia blu come la pesca e l’acquacoltura. L’integrazione consente di sviluppare nuove sinergie, favorire l’innovazione ed offrire risposte sempre più efficaci alle sfide poste dal cambiamento climatico, dalla tutela della biodiversità e dalla gestione sostenibile delle risorse del mare, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del nostro Paese di studiare i nostri mari e preservarne la salute”.Con questa riorganizzazione il CNR conferma inoltre il proprio ruolo di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca marina, e rafforzando una comunità scientifica che conta diverse centinaia di ricercatori, tecnologi, tecnici ed amministrativi distribuiti lungo l’intero territorio nazionale e impegnati nella produzione di sapere e conoscenza, nello sviluppo tecnologico e nel trasferimento dell’innovazione.
Conclude il Direttore del CNR-DSSTTA Francesco Petracchini “A distanza di più di otto anni dall’ultima ristrutturazione degli Istituti marini del CNR, erano necessari un approfondimento ed una revisione strategica della precedente visione, che punta a rendere più efficace l’azione strategica scientifica dell’Ente sui temi della ricerca marina e ad una ricomposizione funzionale dell’architettura di ricerca degli Istituti marini. Nel quadro delle nuove azioni strategiche proposte dalla Commissione Europea appare quanto mai necessario che l’assetto della comunità marina italiana del CNR sia disegnato e pronto a rispondere in maniera efficace alle sfide scientifiche e di innovazione che verranno proposte”.
Ufficio stampa:
Francesca Gorini
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