17/09/2026
Sono stati inaugurati oggi, presso il Fano Marine Center, il Biodiversity Gateway, progetto coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito delle attività del National Biodiversity Future Center (NBFC): uno spazio fisico che sarà aperto al pubblico in forma permanente, dedicato in particolare al tema delle specie aliene marine e gli spazi che daranno vita a nuovi laboratori, resi possibili dai lavori edilizi dell’Università di Bologna.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza delle principali autorità locali e dei rappresentanti delle istituzioni scientifiche che hanno dato vita al progetto: presenti il Sindaco di Fano Luca Serfilippi, il Vicepresidente della Regione Marche Enrico Rossi, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Andrea Lenzi, il Rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, il Presidente del National Biodiversity Future Center (NBFC) Luigi Fiorentino, il Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn Roberto Bassi, il Delegato alla Ricerca dell’Università Politecnica delle Marche Francesco Regoli, il Prorettore vicario dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Vieri Fusi, e il Direttore GALPA Marche Uriano Meconi.
Il Nodo Territoriale di Fano del “Biodiversity Gateway”
Coordinato dal Cnr attraverso l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Cnr-Irbim) e l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), il Biodiversity Gateway di Fano rappresenta uno dei “nodi” dell’infrastruttura nazionale del National Biodiversity Future Center (NBFC) pensata per avvicinare la ricerca sulla biodiversità ai territori e alla società attraverso spazi fisici e strumenti innovativi. I diversi nodi già istituiti nelle città di Venezia, Palermo, Roma, Napoli e Lecce portano al pubblico temi, risultati e strumenti della ricerca scientifica, favorendo una maggiore conoscenza della biodiversità e delle sfide legate alla sua conservazione.
Il Nodo Territoriale di Fano, in particolare, è dedicato alle specie aliene marine, e trova nell’AlienLab il suo cuore espositivo e divulgativo: uno spazio progettato per raccontare, attraverso la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, uno dei fenomeni che più stanno modificando gli ecosistemi del Mar Mediterraneo.
AlienLab andrà a integrare l’offerta al pubblico di DIDAMAR – l’acquario del Fano Marine Center – e costituisce la prima sala interattiva e immersiva interamente dedicata alle specie aliene del Mediterraneo. In essa, i visitatori potranno conoscere alcune delle specie che hanno avuto maggiore successo nell’insediarsi nel Mediterraneo, come il pesce scorpione e i pesci coniglio, e approfondire le dinamiche della loro diffusione attraverso simulazioni interattive: un ambiente pensato per avvicinare il pubblico a un fenomeno complesso e in continua evoluzione attraverso strumenti immersivi e tecnologie interattive, trasformando i risultati della ricerca scientifica in un’esperienza accessibile e coinvolgente.
Con oltre mille specie aliene conosciute, il Mediterraneo è infatti oggi uno dei mari maggiormente interessati dal fenomeno delle invasioni biologiche. Pesci, invertebrati e altri organismi provenienti da aree geografiche lontane hanno raggiunto le sue acque superando barriere naturali che per millenni ne avevano limitato la distribuzione. Un processo favorito dall’intensificazione degli scambi e dei trasporti marittimi, dall’apertura di nuovi collegamenti tra aree marine e dai cambiamenti ambientali, che rende il Mediterraneo un osservatorio privilegiato per studiare le trasformazioni della biodiversità marina.
L’AlienLab nasce per rendere questo fenomeno comprensibile e accessibile attraverso un percorso che combina contenuti scientifici, interazione e tecnologie immersive. Al centro dell’esperienza si trova anche ORMEF, il grande archivio mediterraneo dei pesci alieni, che raccoglie informazioni sulla storia di oltre duecento specie e migliaia di osservazioni scientifiche, restituendo attraverso i dati l’evoluzione di un fenomeno studiato da più di un secolo e mezzo. La visita prosegue con un’esperienza di realtà virtuale grazie a dei visori VR che permettono di immergersi nelle acque del Mediterraneo e di osservare da vicino uno degli ambienti maggiormente interessati dalla presenza di specie aliene, trasformando così la conoscenza scientifica in un’esperienza immersiva ed offrendo al pubblico un nuovo modo di esplorare la biodiversità marina e le sue trasformazioni.
I nuovi spazi per i laboratori di ricerca
L’Università di Bologna ha realizzato un intervento di potenziamento del Fano Marine Center attraverso la creazione di nuovi spazi per laboratori, l’adeguamento degli spazi di ricerca esistenti e l’implementazione delle relative infrastrutture tecnologiche.
L’intervento ha riguardato la riorganizzazione funzionale degli spazi interni su tre piani: primo, ammezzato e secondo, la posa delle nuove apparecchiature impiantistiche in copertura e nell’area esterna, per supportare le aumentate esigenze di potenza.
Al piano primo, nella porzione nord e nord-ovest dell’edificio, sono stati realizzati otto nuovi laboratori di ricerca destinati alle attività di biologia marina, chimica, oceanografia e microscopia. La nuova dotazione comprende nel dettaglio: tre laboratori di biologia, due laboratori di chimica, due laboratori di microscopia — di cui uno predisposto per microscopia in ambiente oscurato — e un laboratorio di oceanografia. Tutti i laboratori sono stati poi attrezzati con nuovi arredi tecnici. Gli ambienti sono stati riconfigurati mediante demolizioni selettive, nuove partizioni interne a secco, nuovi collegamenti e disimpegni, compartimentazioni antincendio e porte tagliafuoco EI 60. Le superfici dei laboratori sono state progettate con finiture idonee all’uso scientifico e alla pulizia.
Al piano ammezzato sono stati convertiti spazi precedentemente destinati a magazzino per ospitare camere fredde, frigoriferi, ultracongelatori e incubatori. Al piano secondo sono stati riorganizzati gli ambienti per realizzare nuovi uffici e studi per ricercatrici, ricercatori e gruppi di lavoro, nonché spazi temporanei di confronto e collaborazione denominati Research Board, finalizzati a favorire il dialogo scientifico e lo scambio di conoscenze tra le diverse unità di ricerca.
L’intero intervento ha comportato un rilevante aggiornamento impiantistico, necessario per assicurare condizioni di sicurezza, continuità operativa e qualità ambientale appropriate per laboratori specialistici. I lavori hanno potenziato la rete elettrica con una nuova cabina esterna, un gruppo elettrogeno aggiornato, gruppi di continuità (UPS) e sistemi di monitoraggio e allarme in tempo reale. Per la gestione dell'aria e del clima, sono stati introdotti un impianto di ventilazione meccanica, una nuova unità di trattamento aria per i laboratori gestita da due pompe di calore e un sistema a espansione diretta dedicato alle sale con ultracongelatori e incubatori, oltre all'adeguamento della climatizzazione nei nuovi ambienti. Il progetto ha incluso infine l'ammodernamento della rete dei gas tecnici inerti e il potenziamento generale degli impianti elettrici e speciali.
L’intervento è stato finanziato dall’Unione europea nell’ambito di NextGenerationEU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e rientra nel Bando “National Biodiversity Future Center”. L’importo complessivo finanziato con fondi PNRR è stato di € 1.480.000. I lavori sono stati completati nei termini previsti dal contratto e sono stati eseguiti rispettivamente dalle imprese Lacky Impianti Elettrici S.r.l. di Imola e T.C.S. S.r.l. di Fano.
Il progetto è stato coordinato dall’arch. Federico Foschi, Responsabile unico del progetto, (Università di Bologna). La progettazione è stata curata dal geom. Alessandro Carapia (Università di Bologna), con il contributo specialistico degli ingegneri Luca Melucci, Lorenzo Genestreti, Enrico Ricci e Andrea Paganelli, nonché del perito industriale Mirco Magnani e dell’arch. Massimo Chiarabini di Studio TI di Rimini. La direzione dei lavori è stata condotta dal geom. Alessandro Carapia.
Dichiarazioni
Andrea Lenzi, Presidente CNR: "Il nodo territoriale di Fano si configura come un polo di riferimento per la valorizzazione e la tutela della biodiversità marina. Le sue iniziative, focalizzate principalmente sul fenomeno dell'invasione delle specie ittiche aliene nel Mediterraneo, mirano a intercettare un pubblico ampio e diversificato, dal mondo della ricerca e dell'impresa alla cittadinanza grazie all'alta interattività dell'area esperienziale. Il contributo strategico dell'acquario didattico e dell'intera rete tra Enti di ricerca, Istituzioni e Atenei farà da volano per catalizzare nuove attività di rilievo quali la biologia della pesca, la chimica ambientale e l'oceanografia".
Luigi Fiorentino, Presidente del National Biodiversity Future Center (NBFC): “L’apertura al pubblico della sede di Fano segna un ulteriore passo nella costruzione della rete del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center, che oggi comprende Palermo, Venezia, Roma, Napoli e Lecce. Sono luoghi pensati per avvicinare la ricerca e le conoscenze sulla biodiversità ai territori, favorendo il dialogo tra la comunità scientifica, le istituzioni e la cittadinanza. Con Fano, il Gateway si arricchisce di una nuova e importante prospettiva dedicata alla biodiversità marina, grazie anche ai nuovi laboratori del Fano Marine Center e alle attività dell’AlienLab. È inoltre un esempio concreto di come gli investimenti realizzati nell’ambito del PNRR possano tradursi in infrastrutture, attività e opportunità destinate a proseguire nel tempo, rafforzando la capacità di produrre e condividere conoscenza sulla biodiversità. Un percorso che nasce dalla collaborazione tra atenei e centri di ricerca, e che trova nei Gateway luoghi dove il lavoro della comunità scientifica del National Biodiversity Future Center può continuare a generare valore per i territori e per la società, rendendo la tutela della biodiversità e dell’ambiente una sfida collettiva e condivisa”.
Gianmarco Luna, Direttore dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Cnr di Ancona (Cnr-Irbim): “L’inaugurazione dei nuovi laboratori e del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center presso il Fano Marine Center rappresenta un importante passo avanti nel percorso di valorizzazione della ricerca sulla biodiversità marina, e nel rafforzamento del polo fanese come luogo di incontro tra ricerca, formazione, innovazione e società. Per il CNR-IRBIM questa infrastruttura costituisce un’opportunità per mettere a sistema competenze, tecnologie e conoscenze su un tema di grande attualità come quello delle invasioni biologiche, trasformando i risultati della ricerca in strumenti utili alla comprensione e alla tutela dei nostri mari. Il Biodiversity Gateway e il DiDAMAR rappresentano da oggi due dimensioni complementari di un’unica visione: fare del Fano Marine Center un luogo in cui ricerca, alta formazione, divulgazione e dialogo con la società possano crescere insieme, attraverso una collaborazione stabile tra enti di ricerca, università e territorio, destinata a produrre valore nel tempo, ben oltre la conclusione dei progetti che le hanno rese possibili. In un momento in cui il mare e la biodiversità sono sottoposti a pressioni sempre maggiori, investire nella conoscenza e nella capacità di condividerla con cittadini, istituzioni e imprese significa investire concretamente nel futuro dei nostri ecosistemi, delle loro risorse e delle comunità che da essi dipendono”.
Luca Serfilippi, Sindaco di Fano: “La giornata di oggi rappresenta un ulteriore sigillo a riprova di come il rapporto di collaborazione interistituzionale che da diversi anni lega Università, CNR, Stazione Zoologica Anton Dohrn e Comune di Fano stia funzionando. L'FMC e il nuovo Didamar rappresentano per la città un motivo d'orgoglio, sia sotto il profilo dell'istruzione e della ricerca scientifica, sia - con il Didamar - sotto quello della divulgazione scientifica rivolta a cittadini e turisti, e non solo ai più piccoli. Merita infatti di essere sottolineato lo stretto legame tra la dimensione didattico-divulgativa e quella scientifica, con tutte le attività economiche e culturali che gravitano sul nostro territorio, il settore ittico in particolare. Non posso quindi che rinnovare l'impegno della nostra Amministrazione e ringraziare la Regione Marche e il GALPA per l'attenzione che anch'essi stanno riponendo su questa realtà, importante anche per la nostra Regione”.
Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna: “L’inaugurazione dei nuovi laboratori e della sala immersiva del Biodiversity Gateway rappresenta un esempio concreto e virtuoso dell’eredità che il PNRR e le risorse europee di NextGenerationEU possono lasciare sui territori. Grazie agli investimenti del National Biodiversity Future Center, per un valore complessivo di quasi due milioni di euro, a Fano sono state realizzate infrastrutture destinate a produrre ricerca, conoscenza, formazione e impatto ben oltre la durata del progetto che le ha finanziate. Inserite nel Fano Marine Center, queste nuove strutture assumono un valore ancora maggiore, perché rafforzano una collaborazione consolidata tra l’Università di Bologna, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Urbino, il CNR e la Stazione Zoologica Anton Dohrn. È un modello di cooperazione tra università, enti di ricerca e istituzioni territoriali sul quale vale la pena continuare a investire, anche attraverso nuove competenze e nuovo personale, per consolidare il Fano Marine Center come hub di riferimento per le scienze del mare nel Mediterraneo e come luogo in cui ricerca, alta formazione e terza missione possano svilupparsi insieme”.
Roberto Bassi, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. “La stazione Dohrn è stata fondata nel 1872 per provare la teoria di Charles Darwin che l’evoluzione biologica avesse dato origine alla grande biodiversità degli esseri viventi. Il primo nucleo della stazione fu l’acquario, tutt’ora attivo nella villa comunale di Napoli. La Stazione, contribuisce all’iniziativa DIDAMAR di Fano la sua lunga tradizione di ricerca in Biologia ed Ecologia Marina, con l’esperienza di 150 anni nella gestione dell’acquario e con il condividere contenuti del nodo di Napoli del National Biodiversity Future Centre alla sala multimediale immersiva, con spirito di collaborazione e servizio. l’Adriatico non è certo un ambiente meno interessante di altri mari italiani, come provato dalla consonanza di sforzi con CNR, Università di Bologna, Ancona e Urbino a rilanciare la lunga tradizione della ricerca Adriatica. Non solo ricerca: la scienza può fare grandi e utilissime scoperte ma la capacità di influire sullo sviluppo sociale e la qualità della vita passa per la consapevolezza di cittadini, studenti e amministratori. In questa prospettiva, la collaborazione con il comune di Fano è particolarmente importante perché, insieme, si coinvolga la cittadinanza ad una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza cruciale dell’ambiente biologico nella salute, benessere e sostenibilità della nostra società. Dal Fano Marine Centre ci aspettiamo molto e ci impegneremo per realizzarlo insieme”.
Francesco Regoli, Delegato alla ricerca Università Politecnica delle Marche: “Con questa inaugurazione si rafforza la capacità del nostro territorio di fare scienza a favore della società. Il Gateway vuole essere un punto d’incontro tra la ricerca del National Biodiversity Future Center e cittadini, istituzioni e imprese rendendo accessibili dati, conoscenze e soluzioni per la tutela dell’ambiente marino. Come Università Politecnica delle Marche crediamo fortemente in questo modello di collaborazione e scienza aperta, indispensabile per affrontare sfide complesse come i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la perdita di biodiversità”.
Vieri Fusi, Prorettore Vicario Università degli studi di Urbino Carlo Bo: “L’Università di Urbino continua a consolidare la propria presenza sul territorio costiero, puntando su ricerca scientifica, alta formazione e trasferimento tecnologico. Un nuovo passo in questa direzione è l’inaugurazione, presso la sede di Fano, del Biodiversity Gateway e dei nuovi laboratori del Fano Marine Center (FMC). L’iniziativa dà ulteriore impulso a una partnership scientifica avviata da tempo: l’Ateneo urbinate lavora già con le istituzioni del Fano Marine Center – Università di Bologna, Università Politecnica delle Marche, Stazione Zoologica Anton Dohrn e CNR IRBIM – in particolare alla realizzazione di progetti comuni legati alla biologia e all’ecologia marina. Il nuovo assetto dell’infrastruttura FMC, reso possibile anche dai finanziamenti del PNRR e promosso dal CNR IRBIM, crea nuove opportunità per questa rete di collaborazioni e ne accresce la visibilità a livello nazionale e internazionale. A nostro avviso, una presenza più strutturata dell’Ateneo sul territorio offre un triplice valore aggiunto: consente di ampliare e diversificare l’offerta didattica, raggiungendo anche un bacino più ampio e specializzato di studenti; sostiene la ricerca avanzata attraverso il potenziamento delle attività di laboratorio e lo studio e la tutela dell’ecosistema marino; amplia le possibilità della terza missione, dando impulso alla divulgazione scientifica e al coinvolgimento della cittadinanza e delle scuole sui temi della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente marino”.
Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche e assessore con delega alla Pesca Marittima e Università: “La Regione Marche nell’ambito della strategia di promozione e sostegno della pesca e dell'acquacoltura, ha una visione chiara. Prima di ogni singola specificità, vogliamo valorizzare il sistema Marche in modo integrato: la qualità del pescato, la tutela e conservazione degli ecosistemi, il forte legame del territorio alla tradizione e ambiente marinaro, le potenzialità economiche del settore. Ed è proprio in quest'ottica che guardiamo con interesse a realtà come il Fano Marine Center in cui oggi apriamo ulteriori spazi di ricerca e divulgazione scientifica. Un centro che da un lato deve essere un importante luogo di conoscenza della biodiversità e del mare, dall’altro deve rappresentare un hub per tutti i potenziali stakeholders così da diventare strumento di sviluppo economico. Un valore aggiunto per una città come Fano, un centro di ricerca che convive con un mercato ittico, una lunga tradizione marinara, un comparto che guarda alle nuove sfide della pesca, comprese le opportunità legate all’ittiturismo. Dobbiamo raccontare bene questo
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