05/06/2026
Si è concluso oggi a Roma, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, il Congresso annuale del Dipartimento di Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia (Cnr-Dsftm), dal titolo “Dal PNRR all’impatto: infrastrutture, competenze e visione – Trasformare investimenti straordinari in capacità durature”.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, delle università, delle infrastrutture scientifiche nazionali ed europee e dei principali programmi PNRR dedicati a ricerca e innovazione.
“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato non soltanto un programma di finanziamento, ma un investimento strategico sulla capacità del Paese di affrontare le grandi sfide scientifiche, tecnologiche e sociali del nostro tempo: energia, materiali avanzati, quantum technologies, intelligenza artificiale, high performance computing, salute, sostenibilità, fotonica e microelettronica”, osserva Jacopo Greco, Direttore Generale CNR. “L’obiettivo di questo confronto è trasformare i grandi progetti finanziati in capacità scientifiche e tecnologiche durature, consolidare quanto costruito attraverso nuove forme di coordinamento tra ministeri, enti pubblici di ricerca, università, imprese e comunità scientifiche”.
Alla tavola rotonda conclusiva “Oltre il PNRR: strategie nazionali per consolidare gli investimenti in ricerca” sono intervenuti di anche Francesco Ubertini (Presidente CINECA), Francesca Galli del MUR, Fabio Beltram (Direttore scientifico NQSTI, Scuola Normale Superiore), Antonio La Gatta della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Moderatore il giornalista Alessio Jacona.
“In questi anni abbiamo vissuto uno sforzo straordinario per investimenti, intensità progettuale e capacità organizzativa”, sottolinea Stefano Fabris, Direttore del Cnr-Dsftm. “Un'intera comunità scientifica si è mobilitata per costruire laboratori, attivare infrastrutture, assumere giovani ricercatori, rispettare milestone e garantire la rendicontazione”.
Solo i progetti a partecipazione Cnr-Dsftm hanno mobilitato oltre 2,8 miliardi di euro di finanziamenti, con una partecipazione Cnr superiore ai 400 milioni di euro e circa 200 milioni direttamente gestiti dagli Istituti del Dipartimento. “Abbiamo contribuito al reclutamento di oltre 1.000 unità di personale, tra cui circa 300 ricercatori a tempo determinato, oltre 50 PhD e più di 400 unità di personale di genere femminile. Sono stati gestiti 66 bandi a cascata e, a vario titolo, i progetti hanno coinvolto più di 1.000 imprese. Le attività hanno già prodotto oltre 2.000 pubblicazioni scientifiche, 18 brevetti e la nascita di 5 startup.
“Un tema centrale del congresso ha riguardato la necessità di consolidare quanto costruito attraverso nuove forme di coordinamento tra ministeri, enti pubblici di ricerca, università, imprese e comunità scientifiche, nella consapevolezza di non voler disperdere competenze e infrastrutture costruite. Ciò che è stato realizzato appartiene al futuro del Paese e rappresenta una responsabilità collettiva”, conclude Fabris.
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Francesca Gorini
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