22/05/2026
Cosa è cambiato nell’universo degli affitti brevi nella capitale e come sta evolvendo il mercato dopo l’ascesa di Airbnb? Lo rivela un rapporto a cui ha contribuito l’Istituto di ricerca sulla crescita economica e sostenibile del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ircres), che ha analizzato l'evoluzione del mercato degli affitti brevi a scopo turistico intermediati dalla piattaforma Airbnb nel comune di Roma e nella sua area metropolitana funzionale nel periodo 2017–2024. Il lavoro è stato realizzato da Antonia Astore (Gran Sasso Science Institute) e Luca Tricarico (Cnr-Ircres) nell'ambito del progetto AirMAP, un'iniziativa di ricerca comparativa su scala nazionale coordinata dal FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, con responsabilità scientifica di Marco Allegra (Università di Coimbra / Politecnico di Torino), Francesco Chiodelli (Università di Torino) e Loris Servillo (Politecnico di Torino), e coordinamento organizzativo di Matteo Beltramo (Politecnico di Torino) e Francesca Cassiani (Università di Torino). I dati AirDNA utilizzati nell'analisi sono di proprietà del FULL.
Con 47.090 annunci attivi e un giro d'affari stimato di circa 1,1 miliardi di euro nel 2024, Roma si conferma il primo mercato italiano di affitti brevi su piattaforma. L'analisi longitudinale documenta una crescita relativamente contenuta dell'offerta (+6,5% rispetto al 2017), a fronte di un'espansione molto più marcata della domanda turistica: le notti prenotate sono quasi raddoppiate (da 3,4 a 6,09 milioni, +79,2%), il tasso medio di occupazione è cresciuto da 0,31 a 0,56, e i ricavi medi per unità sono più che triplicati (da circa 7.900 a oltre 23.300 euro annui), risultando circa il doppio della media nazionale. Il mercato mostra una progressiva concentrazione nei segmenti a più alta redditività: i gestori professionali con dieci o più annunci attivi — pur rappresentando una quota minoritaria degli operatori — generano nel 2024 ricavi medi per unità pari a circa 33.600 euro annui, quasi il doppio rispetto ai piccoli host con uno o due alloggi.
Sul piano territoriale, la distribuzione degli annunci si conferma fortemente polarizzata: il solo I Municipio (Centro Storico) concentra il 48,3% dell'offerta complessiva del comune. Tuttavia, l'analisi estesa all'area metropolitana — condotta sull'insieme dei comuni che gravitano funzionalmente attorno alla capitale sulla base dei flussi di pendolarismo, un territorio di 89 comuni e circa 4,1 milioni di abitanti — rivela una dinamica di diffusione in atto che i soli dati comunali non permettono di cogliere. Nei comuni della cintura metropolitana esterna gli annunci sono cresciuti del +50,4% tra il 2017 e il 2024, contro il +6,5% del capoluogo, con tassi di crescita della domanda ancora più marcati: le notti prenotate nell'area esterna sono aumentate del +193,3% nello stesso periodo. Casi come Fiumicino (+78% negli annunci, +234% nelle notti prenotate), Tivoli (+76%, +171%) e Ciampino (+21% nell'offerta ma +248% nei ricavi medi per annuncio) illustrano le diverse traiettorie attraverso cui il turismo di piattaforma si sta ridefinendo oltre i confini amministrativi della capitale, coinvolgendo comuni con caratteristiche e funzioni territoriali assai diverse e contribuendo a ridisegnare le geografie del turismo urbano su scala metropolitana.
I risultati del rapporto che coinvolge altre numerose città italiane sono presentati venerdì 22 maggio nel corso del convegno Airbnb nelle città italiane: i dati, la regolazione, le sfide, organizzato nell’Aula magna del Politecnico di Torino.I dati completi del rapporto sono disponibili al link: https://full.polito.it/airmap/
Per informazioni:
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