13/05/2026
A conclusione della Conferenza “Choosing Academic Freedom: Europe’s Path to Competitiveness and Democratic Resilience” svolta ieri 12 maggio a Bruxelles, la rete del G6 della ricerca - composta da Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Centre national de la recherche scientifique (CNRS), Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC), Helmholtz Association, Leibniz Association e Max Planck Society- ha rilasciato una dichiarazione congiunta sulla necessità di difendere la libertà accademica come passo essenziale per garantire la competitività e la resilienza democratica dell’Europa.
I rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel G6 - hanno fornito una serie di raccomandazioni per guidare l’azione sull’UE, che riguardano: 1) la necessità di elevare l’ambizione legislativa, riconoscendo la libertà accademica giuridicamente come un valore definito, vincolante ed effettivamente applicabile in tutta l’Unione; 2) la necessità di finanziare l’eccellenza nella ricerca europea e rendere la libertà accademica un criterio di eleggibilità istituzionale per accedere ai fondi del Programma Quadro; 3) rafforzare la resilienza rispetto a future minacce attraverso strumenti di monitoraggio e verifica della ‘solidità’ dell’infrastruttura scientifica anche in periodi di instabilità politica; 4) aumentare in modo significativo gli investimenti nella sovranità digitale per garantire indipendenza digitale e tecnologica; 5) promuovere la libertà accademica anche attraverso azioni di diplomazia scientifica.
Inoltre, al fine di rafforzare la libertà accademica, i membri del G6 intendono sviluppare forme di collaborazione istituzionale, ad esempio mediante la creazione di una “Safe-Haven Network” – una rete europea di “porti sicuri” capace di collegare e ampliare le iniziative già esistenti nei diversi Paesi dell’UE di protezione dei ricercatori minacciati-; la promozione di una comunità scientifica etica basata su responsabilità e integrità scientifica per resistere alle pressioni esterne; e potenziare le attività di comunicazione scientifica strategica, incluso il possibile sviluppo di piattaforme di comunicazione indipendenti e infrastrutture dati condivise per raccogliere e diffondere risultati di ricerca di alta qualità
Per il Cnr era presente il Presidente Andrea Lenzi, che ha dichiarato: "La crescente polarizzazione, la disinformazione e lo scetticismo nei confronti della scienza rappresentano ostacoli preoccupanti e non semplici da superare. La risposta del G6 è una dichiarazione condivisa che pone la libertà accademica al centro della resilienza democratica e della competitività dell’Europa stessa. Tutti i ricercatori dovrebbero poter contare sui valori della scienza europea e sulla protezione da pressioni indebite e attacchi mirati ai singoli ricercatori, in favore di un dibattito pubblico informato e di pensiero critico. È questo il modo in cui l’Europa potrà diventare, specialmente in questa fase storica, un punto di riferimento e di attrazione. Per un'Unione più forte – più innovativa, più competitiva e più credibile agli occhi dei suoi cittadini – abbiamo la responsabilità di proteggere le condizioni in cui la conoscenza indipendente possa essere prodotta, condivisa e considerata attendibile."
La Conferenza “Choosing Academic Freedom: Europe’s Path to Competitiveness and Democratic Resilience” è stata introdotta da Patrick Cramer, Presidente della Max Planck Society e coordinatore del G6 per quest’anno. Oltre alla presentazione della dichiarazione congiunta dei Presidenti delle istituzioni riunite nel G6 sulla tutela della libertà accademica in Europa, la serata è proseguita con una Panel discussion sul tema “Le priorità per l’azione dell’UE” con Christian Ehler (eurodeputato e presidente del panel STOA del Parlamento europeo), Kriszta Kovács, Maria Leptin e Scholars at Risk rappresentata da Denise Roche .
In allegato il testo della dichiarazione rilasciata.
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