13/03/2026
Nel contesto del progetto “Apennine Gravitational Processes”, coordinato dal Cnr, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Geomorphology (Elsevier) il paper “Large rock slope deformations: Evidence of orogen-scale distribution from an original inventory in central Apennines (Italy)”, frutto di un lungo lavoro di ricerca, della durata di sei anni, che ha visto la collaborazione di ricercatori del Cnr-Igag, INGV, Sapienza DST ed Università di Cassino e del Lazio meridionale, oltreché di imprese private che operano nel settore della geotecnica.
La ricerca ha permesso di indentificare, nel territorio della regione Abruzzo, più di trecento casi di DSGSDs (Deep-Seated Gravitational Slope Deformations), ovvero deformazioni del terreno di origine gravitativa di dimensioni considerevoli, paragonabili ai casi più noti della regione alpina come il Vajont o la Val Pola. Tramite un approccio multidisciplinare, che ha integrato osservazioni di immagini aeree e satellitari a controlli di terreno dei versanti montuosi, ogni singolo sito è stato perimetrato e distinto dalle aree più stabili in base alla presenza di elementi distintivi quali scarpate, trincee, graben, controscarpate, fenomeni di bulging, etc..
Analisi statistiche hanno permesso di definire le variazioni dei parametri dimensionali e di individuare un comportamento di tipo power-law per l’estensione areale dei siti perimetrati al di sopra della soglia di 1km2. L’assetto geologico e topografico della regione ha influito sulla distribuzione regionale delle DSGSDs, caratterizzata da chiare evidenze di clustering lineare lungo le tracce dei sovrascorrimenti mio-pliocenici e delle faglie distensive plio-quaternarie che caratterizzano l’Appennino centrale. Inoltre, la ricerca ha evidenziato un rapporto diretto tra l’assetto tettonico profondo dell’orogene e la distribuzione delle DSGSDs nella parte centrale della catena, tra la Piana del Fucino e quella di Sulmona.
I risultati di questa ricerca dimostrano, per la prima volta nella regione in studio, che i grandi fenomeni gravitativi di versante, finora considerati fenomeni rari e poco significativi, sono presenti alla scala orogenica e possono caratterizzarsi come un fattore morfogenetico di primo ordine, al pari del carsismo, dell’erosione fluviale e del glacialismo.
Per informazioni:
Emiliano Di Luzio
Cnr-Igag
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