Nel quadro delle tradizionali ricerche condotte dall'ICEVO sulle
civiltà preclassiche dell'area vicino-orientale, il "Progetto Urartu" è
quello che meglio si caratterizza per la sua natura multidisciplinare e
per le numerose collaborazioni internazionali. I siti archeologici
dell'antico regno di Urartu, che 2700 anni fa era un potente stato rivale
dell'Impero Assiro, sono oggi divisi tra quattro stati: Turchia, Armenia,
Iran e Iraq. Nonostante le difficoltà che la situazione politica attuale
frappone alla ricerca sul terreno in questi paesi, l'ICEVO organizza, col
parziale supporto del Ministero degli Esteri, spedizioni archeologiche nei
primi tre paesi citati, grazie ad accordi ufficiali con le autorità
locali, dove di volta in volta i ricercatori lavorano in collaborazione
con studiosi di quelle nazioni.
L'ICEVO fornisce un contributo notevole allo studio di questa
civiltà finora poco nota, dal punto di vista sia archeologico che
filologico e storico. Da 13 anni è in corso una collaborazione con
l'Università di Smirne per un'impresa archeologica sulla costa orientale
del lago di Van (Turchia orientale). Lo scavo dell'antica fortezza di
Ayanis ha restituito esempi straordinari di architettura, scultura,
epigrafia e bronzistica, pubblicati nel 2001 nel volume VI della
collana "Documenta Asiana" dell'Istituto. Di lunga data è la
collaborazione con l'Accademia delle Scienze di Armenia per lo studio
relativo al territorio della frontiera nord-orientale del regno di Urartu.
Le ricerche stanno rivelando che i peculiari modelli di insediamento e di
organizzazione urartei, basati non su città, ma su grandi fortezze con
funzioni militari ed amministrative, derivano direttamente dalla
tradizione caucasica. Il risultato di queste ricerche è stato ora
pubblicato nel volume VII della stessa serie "Documenta Asiana".
La raccolta e l'interpretazione delle iscrizioni cuneiformi del
regno di Urartu è il punto saliente del progetto. Il corpus comprende
testi relativi a spedizioni militari, affidati a iscrizioni rupestri e a
stele; iscrizioni commemorative sulla costruzione di fortezze, templi,
canali, granai, etc.; dediche a divinità; rituali religiosi; brevi
iscrizioni su oggetti di bronzo; tavolette e bulle di argilla a carattere
amministrativo. Vi sono inoltre documenti in una scrittura lineare
impropriamente definita "geroglifica". Recenti studi hanno gettato luce
sull'uso contemporaneo di due tipi di scrittura: l'una dotta e di
antichissima tradizione (il cuneiforme), l'altra popolare
(c.d. "geroglifico"), di struttura assai semplice e di invenzione locale.
Va segnalata inoltre la ricerca sul sito della capitale urartea
Tu?pa, l'odierna Rupe di Van, in collaborazione con l'Istituto
Archeologico Germanico e l'Accademia delle Scienze di Heidelberg.
Obiettivo della ricerca è la realizzazione della pianta topografica di
quel complesso monumentale e la pubblicazione di una monografia sulla
capitale urartea Tu?pa.
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