Comunicato stampa

INQUINAMENTO: PER CONTROLLARLO IN CITTA' CI VUOLE UN'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

09/04/2003

All'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma

è stato sviluppato un metodo, presentato sull'ultimo numero di Geophysical Research Letters, per ottenere previsioni semplici e affidabili sullo stato fisico dei bassi strati della atmosfera nelle città, basato sulla simulazione delle funzionalità del cervello umano

 

Per controllare l'inquinamento atmosferico delle grandi città ci vuole grande intelligenza; e quella artificiale sviluppata dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche sembrerebbe la più adatta. All'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR (IIA-CNR) di Roma hanno infatti sviluppato e applicato in maniera innovativa una metodologia che apre la strada ad una previsione dettagliata di alcune grandezze fisiche che caratterizzano gli strati bassi dell'atmosfera, con immediate ricadute sulla stima della qualità dell'aria in ambiente urbano.

Lo studio, di cui sono autori Antonello Pasini dell'IIA-CNR e Fabrizio Ameli del Dipartimento di Fisica dell'Università La Sapienza, è apparso sull'ultimo numero della rivista Geophysical Research Letters (vol. 30, n. 7): "Lo spunto - spiega Antonello Pasini - lo hanno fornito alcune ricerche condotte proprio dal nostro Istituto, che dimostravano come la concentrazione di radon, un gas nobile emesso in modo regolare dal suolo terrestre, sia un ottimo indicatore dello stato fisico della bassa atmosfera. Riuscendo quindi a prevedere il ciclo del radon in atmosfera anche nel futuro, si ha la possibilità di verificare l'andamento dell'inquinamento metropolitano."

Per ottenere questa stima, Pasini ed Ameli hanno sviluppato e applicato un innovativo software che simula semplici funzionalità del cervello umano: "Si tratta di un tipo di intelligenza artificiale, i modelli a rete neurale, - sottolinea Pasini - che trova oggi applicazione in molti settori, come ad esempio quello tristemente attuale degli armamenti; a quanto si sa, è il caso del puntamento e riconoscimento del bersaglio in sofisticate apparecchiature usate anche nella guerra dell'Iraq."

Una volta perfezionato, il sistema consentirà di fare previsioni anche a 24 ore, permettendo così alle autorità locali di adottare rapidamente i provvedimenti necessari, senza bisogno di svolgere costose e intense campagne di raccolta dati.

Roma, 9 aprile 2003

 

Per ulteriori informazioni: Antonello Pasini 06-90672274



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