22/10/2026
Il 22 ottobre 2026 l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) ha presentato Europe’s technology transfer landscape – The current state, challenges and avenues for development of technology transfer offices, uno studio dedicato al trasferimento tecnologico in Europa, con l’obiettivo di individuare le principali criticità e le opportunità per valorizzare i risultati della ricerca scientifica.
Realizzato in collaborazione con ASTP, l’associazione europea dei professionisti del trasferimento tecnologico, e Fraunhofer ISI, l’istituto tedesco per la ricerca sui sistemi e sull’innovazione, il rapporto combina dati brevettuali, un’indagine condotta su oltre 800 uffici europei di trasferimento tecnologico (Technology Transfer Offices, TTO) e interviste a professionisti del settore. L’analisi offre un quadro delle capacità del sistema europeo di accompagnare le invenzioni dalla ricerca alla loro applicazione industriale e commerciale e individua sei priorità per rafforzare il trasferimento tecnologico.
Gli uffici di trasferimento tecnologico svolgono un ruolo fondamentale nel collegare università ed enti di ricerca con imprese, investitori e imprenditori, favorendo la protezione della proprietà intellettuale e lo sviluppo di opportunità di valorizzazione economica delle conoscenze. Lo studio evidenzia, in particolare, l’importanza di rafforzare le competenze specialistiche, le risorse disponibili e le reti di collaborazione, affinché l’eccellenza scientifica europea possa tradursi più efficacemente in tecnologie, prodotti e nuove imprese.
Il CNR in prima posizione tra gli enti pubblici di ricerca italiani
In occasione della presentazione dello studio, l’EPO ha lanciato un nuovo Data Desk, una piattaforma che permette di esplorare l’attività brevettuale delle istituzioni pubbliche di ricerca europee per Paese, organizzazione e settore tecnologico.
Secondo i dati della piattaforma, il Consiglio nazionale delle ricerche è al primo posto tra le istituzioni pubbliche di ricerca italiane per numero di domande di brevetto presentate all’EPO, con 34 domande. Seguono il Politecnico di Milano, con 29, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), con 21, il Politecnico di Torino, con 20, e l’Università degli Studi di Milano, con 17.
I dati evidenziano anche la diversificazione delle competenze tecnologiche degli enti italiani. Per il CNR, il settore con la maggiore attività brevettuale è quello dei semiconduttori, seguito dalle tecnologie ambientali e dall’ottica.
Ricerca pubblica e innovazione, una sfida strategica per l’Europa
Il rapporto sottolinea la crescente rilevanza della ricerca pubblica nello sviluppo di tecnologie strategiche. Le domande di brevetto europee che coinvolgono università, organizzazioni pubbliche di ricerca e ospedali di ricerca sono passate da circa 3.200 nel 2006 a quasi 8.000 nel 2025, più che raddoppiando in vent’anni.
Accanto alla crescita dell’attività brevettuale, rimangono tuttavia alcune criticità. Lo studio rileva differenze significative nelle dimensioni e nelle capacità operative degli uffici di trasferimento tecnologico.
I risultati confermano il ruolo della ricerca pubblica nello sviluppo dell’ecosistema europeo dell’innovazione e richiamano l’esigenza di rafforzare gli strumenti che consentono di trasformare le conoscenze scientifiche in applicazioni concrete. In questo quadro, il trasferimento tecnologico rappresenta una leva strategica per accrescere l’impatto della ricerca, sostenere la competitività e favorire la diffusione dell’innovazione nel sistema produttivo.
Vedi anche: