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L'Accademia Nazionale dei Lincei presenta i risultati del CELRIC e le nuove prospettive di collaborazione con la Cina

23/03/2026

L'intervento del Presidente del Cnr Andrea Lenzi al convegno
L'intervento del Presidente del Cnr Andrea Lenzi al convegno "Cina: Cultura e Scienza - Prospettive di collaborazione", organizzato il 19 e 20 marzo presso l'Accademia Nazionale dei Lincei (Roma) / 1

Lo scorso 20 marzo si è concluso a Roma, a Palazzo Corsini il convegno internazionale "Cina: Cultura e Scienza – Prospettive di collaborazione", organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. La due giorni di lavori ha rappresentato un momento cruciale per consolidare le reti di cooperazione scientifica e i progetti di ricerca tra le istituzioni italiane, europee e della Repubblica Popolare Cinese (RPC).

Al centro delle sessioni è stata posta l'attività del CELRIC (Centro Linceo di Ricerca e Cooperazione Scientifica con la Cina), organo dell'Accademia istituito per operare come capofila di enti scientifici e culturali nel dialogo con la RPC. Come sottolineato dal Direttivo del Centro - che vede tra i suoi membri Patrizio Bianchi (Direttore), Alberto Quadrio Curzio e Luciano Maiani - l'obiettivo è approfondire tematiche trasversali attraverso sessioni accademiche, workshop e seminari.

Prima Giornata (19 marzo): Istituzioni e Scienze Sociali. La giornata inaugurale si è aperta con i saluti istituzionali di Roberto Antonelli (Presidente dei Lincei), Xiaoyong Li (Incaricato d'Affari della RPC) e Massimo Ambrosetti (Ambasciatore Italiano in Cina), seguiti da un confronto tra i vertici di CRUI, CNR, INFN, ISS e l’Istituto Treccani.

Il dibattito pomeridiano ha esplorato il ruolo delle scienze sociali nella programmazione strategica cinese. Tra i temi principali:

  • La necessità di una comprensione reciproca per una cooperazione efficace.
  • Il contributo del dialogo giuridico e della codificazione del diritto.
  • Il nesso tra sviluppo economico, leadership tecnologica e sicurezza della ricerca, analizzando la trasformazione della Cina in un ecosistema della conoscenza competitivo a livello internazionale.
  • L’evoluzione del pensiero economico cinese e l’impatto della pandemia sul settore del turismo.

La seconda giornata dei lavori (20 marzo) ha posto un accento particolare sul contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel consolidare i rapporti bilaterali attraverso lo strumento della diplomazia scientifica. In questo contesto, Virginia Coda Nunziante (Responsabile dell'Unità Relazioni Internazionali del CNR) ha analizzato come la cooperazione tra Italia e Cina funga da facilitatore di partnership internazionali e da piattaforma di dialogo tra il mondo della scienza e quello della diplomazia. Il suo intervento ha evidenziato l'importanza di iniziative come l'Arctic Circle Forum e la Scuola di Erice sulla diplomazia scientifica, sottolineando come la ricerca comune sia essenziale per affrontare sfide globali, prime tra tutte le trasformazioni ambientali. Il focus sulle eccellenze tecnologiche è proseguito con l'intervento di Stefano Fabris, Direttore del Dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia del CNR, che ha approfondito le prospettive di collaborazione scientifica sino-italiana nel campo delle scienze fisiche.

Eccellenza nelle Scienze Fisiche e Chimiche, casi di successo nella cooperazione scientifica "dura":

  • Settore Spaziale: È stata evidenziata la collaborazione nel programma CSES-LIMADOU.
  • Energia e Clima: È stata ripercorsa la storia ventennale di cooperazione tra ENEA e Chinese Academy of Sciences (specialmente nel campo della fusione termonucleare e dei reattori a fissione avanzati) e le iniziative legate all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
  • Ricerca e Formazione: Sono stati presentati i risultati del Laboratorio Congiunto IHEP-INFN, attivo dal 2012 nella fisica delle alte energie, e i progetti del CNR su processi sostenibili e materiali avanzati.

Dalle conclusioni del convegno è emersa la proposta di un nuovo modello di cooperazione che superi le logiche di decoupling e de-risking. In un contesto geopolitico complesso, la diplomazia scientifica lincea punta a un "realismo basato sui valori". L'Europa è chiamata a valorizzare le proprie competenze nella ricerca di base per sostenere la decarbonizzazione e lo sviluppo tecnologico, costruendo modelli innovativi di collaborazione con la Cina che possano convergere verso gli obiettivi globali dell’Agenda 2030.

Per informazioni:
Giorgia Di Lorenzo
CNR - Unita' Relazioni Internazionali
giorgia.dilorenzo@cnr.it

Ufficio stampa:
Alessandro Frandi
Unità Ufficio Stampa
alessandro.frandi@cnr.it
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