Comunicato stampa

RICERCA: ANCHE LO SPOIL SYSTEM E' MASCHILISTA

20/11/2002

Dal Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca a quello dei Beni Culturali; dal Consiglio Nazionale delle Ricerche all'Istituto Superiore di Sanità e all'Istituto Nazionale di Fisica della Materia la situazione è sempre la stessa: scienza e cultura non amano le donne e le penalizzano nella carriera

Sono più della metà della popolazione mondiale, anche se a guardare il numero delle donne che contano nel settore della ricerca scientifica non si direbbe proprio. E anche lo Spoil System sembra nascere sotto il segno del più becero maschilismo.

A denunciare l'ennesima discriminazione a danno delle donne scienziate è una ricerca condotta dalla Commissione per la valorizzazione della componente femminile nella ricerca scientifica, presentata oggi a Roma alla Casa Internazionale delle Donne, dalla quale emerge che la presenza femminile tra le alte dirigenze non supera il 17,5%: in particolare dopo l'approvazione dello Spoil System al Ministero dei Beni Culturali le donne che prima erano 3 su 5 dirigenti ora non ci sono più, mentre in quello per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca (MIUR) solo 2 donne su 14 dirigenti sono state confermate e 5 sono state spostate o messe in aspettativa.

"L'Italia - denuncia la Presidente della Commissione Rossella Palomba - sembra ignorare completamente le avvertenze della Commissione Europea, che ha ripetutamente invitato i Paesi membri a valorizzare il potenziale di conoscenza e di saperi femminili per lo sviluppo della ricerca scientifica. Un appello caduto nel vuoto, come dimostra anche la vicenda del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'ente per cui lavoro".

In effetti dopo la riforma del CNR avviata nel 1999 la percentuale di donne che dirigono un Istituto di questo ente è passata dal 5% al 2%. Anche altri due organismi presi in esame dalla Commissione presentano una situazione deprimente per le donne: il Comitato di consulenza scientifica dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) vedeva nel 1999 la presenza di quasi il 30% di donne, oggi drasticamente ridotta: stesso discorso per i membri del Consiglio Direttivo dell'INFM; il MIUR dal canto suo ha recentemente creato un gruppo di supporto all'attività dell'UE senza chiamare neanche una donna, mentre nell'albo di esperti dello stesso Ministero si può contare una percentuale femminile appena del 9,4%.

"Ciò che manca nel nostro Paese - conclude la Palomba - è una chiara individuazione dei criteri di competenza e professionalità necessari per fare carriera. Un'ambiguità che finisce per favorire inesorabilmente gli uomini".


Roma, 20 novembre 2002


Per ulteriori informazioni: Rossella Palomba 339-1245041 06-49932844


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