Consiglio Nazionale delle Ricerche

Tipo di prodottoArticolo in rivista
TitoloThe influence of climate variability and land use variations on the occurrence of landslide events (Subappennino Dauno, Southern Italy)
Anno di pubblicazione2017
FormatoElettronico
Autore/iTeresa Lonigro Francesco Gentile Maurizio Polemio
Affiliazioni autoriCNR IRPI - Via G. Amendola 122/I - 70126 Bari, Italy University of Bari "A. Moro" - Bari, Italy
Autori CNR e affiliazioni
  • TERESA LONIGRO
  • MAURIZIO POLEMIO
Lingua/e
  • inglese
AbstractThe aim of the paper is to describe the results of the application of a methodology based both on the use of time series analyses and of geospatial analyses of monthly climatic data (rainfall, wet days, rainfall intensity, and temperature), annual maximum of short-duration rainfall (from 1 hour to 5 days), and historical modification of land use in order to characterise the effects of these variables on the occurrence of landslide events. The methodology was applied in the Subappennino Dauno area, located on the eastern margin of the Southern Apennines thrust belt (Southern Italy). Despite the decreasing trend of rainfall and rainfall intensity and the increasing trend of temperatures and wet days, there is an increasing trend of landslide occurrence, highlighting the negative effect of anthropogenic modifications and the mismanagement of landslide-prone areas. This hypothesis was confirmed by comparing the distribution of landslides with the land use variations data (especially urban areas and wooded areas) collected from 1930 to 2006.
Lingua abstractinglese
Altro abstractEXTENDED ABSTRACT L'obiettivo del seguente lavoro è quello di descrivere l'applicazione di una metodologia di studio che utilizzi diversi tipi di dati: climatici, di occorrenza degli eventi di dissesto idrogeologico e di uso del suolo, col fine ultimo di mettere in evidenza e descrivere le relazioni esistenti tra variabilità climatica e variazioni di uso del suolo sull'occorrenza di eventi di dissesto idrogeologico, nel caso specifico di frane che abbiano causato danni alle persone o alle cose. La metodologia presentata è basata sull'analisi di serie storiche temporali e sull'analisi geospaziale di dati climatici a registrazione mensile (pioggia, numero di giorni piovosi, intensità di pioggia e temperatura) e dati inerenti i massimi annui delle piogge di breve durata (da 1 ora a 5 giorni). Unitamente ai dati di tipo climatico sono stati analizzati anche dati storici relativi alle modificazioni dell'uso del suolo. Per quanto riguarda lo studio delle relazioni tra le variazioni climatiche e gli eventi di frana, la metodologia prevede l'uso delle seguenti analisi comparate tra le serie dei dati storici relativi alle frane e le serie di dati climatici: correlazione, correlazione incrociata e individuazione dei trend. Il problema dell'elaborazione di un gran numero di dati di diversa natura, sia temporale che spaziale, è stato semplificato attraverso l'introduzione e l'utilizzo di alcuni indici, che hanno permesso di ridurre notevolmente le elaborazioni da effettuare. La metodologia descritta nel seguente lavoro è stata applicata all'unica area del territorio pugliese a franosità diffusa: il Subappennino Dauno. L'analisi climatica è stata effettuata utilizzando dati climatici mensili (pioggia, numero di giorni piovosi, intensità di pioggia e temperatura atmosferica) a partire dal 1877 e relativi a 16 stazioni pluviometriche, di cui 10 anche termometriche. I dati relativi ai massimi annui delle piogge di breve durata (da 1 ora a 5 giorni, per 10 durate diverse), disponibili a partire dal 1921, sono relativi, invece, a 37 stazioni. I dati degli eventi franosi occorsi nell'area di studio coprono un intervallo temporale compreso tra il 1928 e il 2007, durante il quale sono state individuate ben 176 frane. L'analisi delle serie mensili dei dati climatici ha evidenziato il ruolo prevalente delle precipitazioni nel giustificare la variabilità dell'occorrenza delle frane. Tuttavia i risultati derivanti dall'analisi dei trend evidenziano che le variazioni climatiche tendenziali non giustificano il trend crescente dell'occorrenza dei fenomeni franosi registrati nell'area di studio. L'analisi dei trend ha messo in evidenza una tendenza alla diminuzione per quanto riguarda le precipitazioni e l'intensità di pioggia, mentre una tendenza all'aumento è stata registrata per i giorni di pioggia, per la temperatura e per le frane. L'analisi effettuata sui dati relativi ai massimi annui delle piogge di breve durata (da 1 ora a 5 giorni) ha messo in evidenza una prevalente tendenza alla diminuzione anche per questo tipo di aspetto idrologico, spesso determinante nell'innesco delle frane. I risultati quindi inducono ad escludere la locale modificazione del clima quale fattore chiave per giustificare la tendenza crescente dell'occorrenza delle frane. L'analisi relativa alle variazioni di uso del suolo è stata effettuata utilizzando e confrontando diversi dati di uso del suolo: o carta forestale del Regno d'Italia del 1936; o carta dell'utilizzazione del suolo d'Italia del CNR-TCI relativa al 1959; o i tre livelli temporali del Corine Land Cover (1990, 1999, 2006). Per effettuare le elaborazioni è stato necessario rendere confrontabili in qualche modo i dati a disposizione, dal momento che, mentre i primi due livelli informativi (Carta forestale del Regno d'Italia del 1936 e Carta dell'utilizzazione del suolo d'Italia del CNR-TCI relativa al 1959) sono stati recuperati su base cartacea, i livelli informativi del Progetto Corine sono rappresentati da shapefile. Solo dopo una conversione del formato cartaceo in formato digitale e successiva digitalizzazione si è potuto procedere con il confronto e con le analisi relative alle variazioni di uso del suolo. Nell'area del Subappennino Dauno l'analisi è stata condotta basandosi sul confronto tra la serie storica delle frane e l'evoluzione temporale dell'uso del suolo. L'intero periodo investigato (1928-2008) è stato suddiviso in decadi e l'analisi ha evidenziato, in corrispondenza della decade caratterizzata dal maggior numero di eventi, la contemporanea diminuzione dei boschi e il netto incremento delle aree urbanizzate, mettendo in evidenza quanto la componente antropica incida sull'occorrenza di frane.
Lingua altro abstractitaliano
Pagine da85
Pagine a92
Pagine totali8
RivistaItalian journal of engineering geology and environment (Online)
Attiva dal 2005
Editore: Casa editrice La Sapienza, - Roma
Paese di pubblicazione: Italia
Lingua: multilingue
ISSN: 2035-5688
Titolo chiave: Italian journal of engineering geology and environment (Online)
Titolo proprio: Italian journal of engineering geology and environment. (Online)
Titolo abbreviato: Ital. j. eng. geol. environ. (Online)
Numero volume della rivista-
Fascicolo della rivista-
DOI10.4408/IJEGE.2017-01.S-08
Verificato da refereeSì: Internazionale
Stato della pubblicazionePublished version
Indicizzazione (in banche dati controllate)-
Parole chiaveApulia, climate change, landslides, land use, Subappennino Dauno
Link (URL, URI)http://www.ijege.uniroma1.it/rivista/special-issue-2017/special-issue-2017/the-influence-of-climate-variability-and-land-use-variations-on-the-occurrence-of-landslide-events-subappennino-dauno-southern-italy/
Titolo parallelo-
Licenza-
Scadenza embargo-
Data di accettazione-
Note/Altre informazioni-
Strutture CNR
  • IRPI — Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica
Moduli/Attività/Sottoprogetti CNR
  • TA.P05.006.015 : Rischi di degradazione qualitativa e quantitativa del patrimonio idrico
Progetti Europei-
Allegati