Progetto di ricerca

INDAGINI NON INVASIVE DA EFFETTUARSI SUL GLOBO TERRESTRE DI EGNAZIO DANTI (XVI sec.), SITUATO NELLA SALA DELLE CARTE GEOGRAFICHE IN PALAZZO VECCHIO A FIRENZE (DUS.AD015.315)

Area tematica

Scienze umane e sociali, patrimonio culturale

Area progettuale

Diagnosi, intervento e conservazione del patrimonio culturale (DUS.AD015)

Struttura responsabile del progetto di ricerca

Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC)

Responsabile di progetto

BARBARA SALVADORI
Telefono: 0555225418
E-mail: barbara.salvadori@cnr.it

Abstract

Il globo terrestre, costruito nel 1567 dal monaco domenicano E. Danti per Cosimo I de' Medici e conservato nella Sala delle Carte Geografiche di Palazzo Vecchio a Firenze, è un'opera unica per dimensioni (oltre due metri di diametro). L'opera è stata più volte restaurata in passato e si presenta attualmente con una superficie in gran parte rimaneggiata, essendo visibili numerosi ritocchi pittorici e crettature. A integrazione delle indagini chimiche (XRF, FTIR) e morfologiche (CT) eseguite durante l'ultimo restauro (2004), sono in corso degli approfondimenti diagnostici mirati ad ampliare la conoscenza materica dell'opera in funzione dell'intervento (FORS, FTIR e XRF) e a fornire adeguata documentazione delle superfici e delle parti interne (modello 3D per la valutazione delle deformazioni della superficie, rilievo fotogrammetrico, studio della struttura interna con videoendoscopio).

Obiettivi

La campagna diagnostica, svolta in stretta sinergia con i restauratori e con i funzionari del Comune di Firenze, ha l'obiettivo di approfondire la caratterizzazione dei materiali costitutivi e delle tecniche esecutive alla luce delle nuove tecnologie diagnostiche e conoscenze nel settore, in funzione del restauro in corso e della conservazione preventiva. A tal scopo si prevede di documentare la superficie del globo attraverso la realizzazione di un modello 3D e di indagare la struttura interna mediante l'uso di un videoendoscopio, sfruttando alcune fratture già presenti come punti di accesso. La mappatura dei ritocchi pittorici e lo studio materico (di particolare interesse ai fini del restauro è l'individuazione di campiture a base di blu oltremare) attraverso l'applicazione di tecniche non invasive (XRF, FORS, FTIR in riflessione) consentirà, d'altro canto, di ottimizzare in modo consapevole le fasi di pulitura e di integrazione pittorica fornendo altresì informazioni preziose per la ricostruzione della storia dell'opera.

Data inizio attività

05/10/2021

Parole chiave

Non invasive, rilievo fotogrammetrico, videoendoscopio

Ultimo aggiornamento: 29/02/2024