Procedure di valorizzazione IPR

Attribuire “valore” ai risultati della ricerca, oltre al loro intrinseco merito scientifico e sociale quale contributo all’avanzamento delle frontiere della conoscenza, rappresenta a tutt’oggi un terreno non completamente esplorato dai ricercatori. La protezione dei risultati della ricerca è il primo passo per gestire una “catena del valore” e costituisce uno dei punti cardine dei processi di trasferimento tecnologico; tali processi sono, infatti, sempre più rilevanti nella collaborazione ricerca pubblica-impresa nonché determinanti nella trasposizione delle nuove conoscenze in innovazione fruibile dalla collettività.

L'Unità Valorizzazione della Ricerca (UVR) è responsabile della gestione del portafoglio IPR del Cnr e fornisce la consulenza necessaria alle attività di ricerca, quando queste vedano coinvolti aspetti relativi alla titolarità, alla gestione e allo sfruttamento dei risultati della ricerca.

Specialisti in tutela IPR svolgono le valutazioni propedeutiche alla tutela dei trovati e tutte le successive attività, dal deposito della domanda di tutela fino alla concessione del titolo, dall’eventuale protezione internazionale, al mantenimento, all’abbandono e alla sua commercializzazione (Procedure di Tutela IPR).
Specialisti in contrattualistica IPR offrono supporto e consulenza tecnico-specialistica per la stesura e la negoziazione di accordi con soggetti terzi, pubblici e privati, nell’ambito delle azioni di tutela e valorizzazione IPR, quali accordi di confidenzialità (NDA e MDTA), accordi di gestione congiunta di brevetto, contratti di licenza (esclusiva e non-esclusiva) di IPR e know-how, contratti di cessione di IPR.

A dicembre 2015 il portafoglio di Diritti di Proprietà Intellettuale dell’Ente conta n. 461 trovati così suddivisi:

nonché know-how e informazioni segrete.

 


Brevetti per invenzioni industriali

Il brevetto per invenzione è l'istituto giuridico attraverso il quale l'ordinamento assicura al titolare il diritto di utilizzazione esclusiva dell'invenzione (nella giurisdizione concedente) per un periodo di tempo limitato (20 anni dalla data di deposito).

  • La normativa italiana di riferimento è il D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della Proprietà Industriale) che norma, oltre al brevetto per invenzione industriale, anche gli altri Diritti Proprietà Industriale (IPR) quali: modelli di utilità, nuove varietà vegetali, design industriale e i marchi.
  • Il Codice stabilisce cosa non si può brevettare (le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici; i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e i programmi di elaboratori; le presentazioni di informazioni) e i requisiti essenziali per la brevettabilità:

a) novità;

b) attività inventiva;

c) applicazione industriale.

Inoltre, il trovato non deve essere contrario all'ordine pubblico e al buon costume.
Il sistema brevettuale italiano è gestito dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), situato presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

L'Italia partecipa alle due principali convenzioni internazionali:

  1. il Patent Cooperation Treaty (PCT);
  2. l’European Patent Convention (EPC).

Con la costituzione di un Brevetto Comunitario che vuole consentire l’ottenimento di un brevetto unico giuridicamente valido su tutto il territorio dell'Unione Europea, e con la recente adesione italiana, si stanno creando le condizioni per una semplificazione ed armonizzazione dello scenario europeo.

 


Modelli di utilità

Il modello di utilità è un trovato che fornisce a macchine o parti di esse, a strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, particolare efficacia o comodità di applicazione o d'impiego.

  • Si distingue dall'invenzione per il fatto che è mancante di una vera e propria nuova soluzione ad un determinato problema tecnico.
  • Inoltre si differenza dai modelli industriali, definiti nel nostro ordinamento come modelli e disegni, che rappresentano trovati meramente estetici e non funzionale.
  • Il monopolio decorre dalla data di presentazione della domanda e dura 10 anni.

Il sistema di modelli di utilità in Italia è gestito dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), situato presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

 


Nuove varietà vegetali

Una nuova varietà vegetale è una varietà nuova, omogenea, stabile e diversa da altre già esistenti.

  • Una varietà è considerata nuova se il suo materiale di propagazione o i prodotti di raccolta (ad esempio frutti e/o fiori) non sono stati venduti per:
    •  più di 1 anno prima della data di deposito nel territorio dell'Unione Europea (nel caso della privativa italiana in Italia)
    •  più di 4 anni, sempre con riferimento alla data di deposito, all'estero.
  • La durata del riconoscimento è di 20 anni a decorrere dalla data della sua concessione e dura 25 anni, estesi a 30 anni per gli alberi e le viti.

Il sistema delle nuove varietà vegetali in Italia è gestito dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), situato presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

L'Italia aderisce al sistema comunitario di privative per ritrovati vegetali, che consente con un'unica azione di ottenere protezione legale nei 28 Paesi dell'Unione Europea. Tale sistema è gestito dall'Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali (CPVO) con sede ad Angiers (Francia).

 


Marchi

Il marchio d'impresa è un segno distintivo che serve a contraddistinguere i prodotti o servizi che un'impresa produce o mette in commercio.

  • Possono costituire marchi i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente;  in particolare le parole (compresi i nomi di persona) i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, o le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di una impresa da quelli di altre imprese.
  • La durata del marchio è di 10 anni a decorrere dalla data di deposito della domanda e, salvo il caso di rinuncia del titolare, alla scadenza può essere rinnovata ogni volta per ulteriori 10 anni.

Il deposito dei marchi in Italia è gestito dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), situato presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

L'Italia aderisce al sistema del marchio comunitario, che consente con un'unica azione di ottenere protezione legale in tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea. Tale sistema è gestito dall'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) con sede ad Alicante in Spagna.

 


Software

I software sono tutelabili attraverso:

  • Brevetti, purchè realizzino un “effetto tecnico” e abbiano i requisiti di novità e di inventività. Se non tutelabili come brevetto d’invenzione, sono protetti dal Diritto d’Autore, purche abbiano carattere creativo, inteso come carattere di originalità rispetto ai software preesistenti.
  • Nell'ordinamento giuridico italiano sono state introdotte una serie di norme relative alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore, che sono comparati alle opere letterarie.
  • Autore del software è la persona fisica che lo ha creato: se gli autori sono più di uno essi sono considerati coautori dell'opera.
  • Per il software esiste una norma specifica (art. 12-bis della Legge 633/41) in base alla quale, salvo patto contrario, per i programmi creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni i diritti di utilizzazione economica spettano al datore di lavoro.

La tutela del software in Italia avviene tramite il Registro pubblico per il software istituito e gestito presso la Sezione OLAF (Opere letterarie ed Arti Figurative) della Direzione Generale della SIAE.
 




Diritto d’Autore

Il diritto d'autore è definito come "diritto naturale" che nasce in capo alla persona fisica autore dell'opera nel momento stesso del compimento dell'opera medesima.

  • Per il riconoscimento di tale diritto non è pertanto richiesta alcuna formalità costitutiva (deposito o registrazione).
  • Concretamente è però fondamentale essere in condizione di poter provare, in sede di eventuale contenzioso, la proprietà, la paternità e la data di creazione o di pubblicazione dell'opera per facilitare la tutela del proprio diritto d'autore.
  • La legge tutela i diritti dell'autore fino a 70 anni dalla sua morte (periodo di tutela), dopo di che le sue opere divengono di pubblico dominio.

La tutela del diritto d’autore prevede il deposito di un esemplare dell'opera e della dichiarazione di proprietà/paternità presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo- Servizio per il Diritto d'Autore, per le opere già presentate e diffuse al pubblico, o presso la S.I.A.E. - sez. OLAF per le opere inedite.
 


Know-how e informazioni segrete

Per know-how ed informazioni segrete si intende quel complesso di informazioni e conoscenze tecniche, organizzative e procedurali non protette da brevetto (in quanto non brevettabili oppure perché si è scelto di non brevettarle) che abbiano un proprio valore economico.

Il know-how e le informazioni segrete possono essere trasmesse per iscritto o in altra forma tramite accordi di segretezza e accordi di licenza previa adeguata remunerazione, ai fini dell'utilizzazione produttiva da parte del settore industriale.Possono essere suddivise in:

  • Technical Documentation (trasmessa per mezzo di un supporto materiale, elettronico o magnetico (avendo per oggetto la descrizione dei prodotti e dei procedimenti, formule, disegni e progetti) ovvero del campione di un componente o anche di un prototipo.
  • Technical Assistance (trasmessa tramite la collaborazione del personale CNR).

Il D.lgs. 10 febbraio 2005 n. 30 all'art. 65 (Codice della Proprietà Industriale) sancisce la tutela per le informazioni segrete in accordo alle previsioni degli articoli 98 e 99.

 

Informazioni a cura di: Unità Valorizzazione della Ricerca

 

Documenti

Ultimo aggiornamento: 07/02/2020