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La pastorizia sul Monte Fallère 5600 anni fa

06/04/2017

Pascolo ad alta quota Monte Fallère
Pascolo ad alta quota Monte Fallère

L'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr di Milano (Idpa-Cnr), in collaborazione con l'Università di Ferrara e la Soprintendenza Archeologica della Valle d'Aosta, ha pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Ecology le ricerche riguardanti la scoperta di attività stabili di pastorizia sul Monte Fallère, risalenti a circa 5600 anni fa.
Il pascolo, il più antico dell'arco alpino finora documentato, è stato mantenuto attivo per millenni; le attività umane hanno favorito la diffusione di nuove specie vegetali. 
Dati archeologici indicano la presenza di gruppi umani sull'altopiano del Fallère dal Tardo Neolitico, in corrispondenza con la fase di maggiore trasformazione del paesaggio. Mentre le attività dei gruppi mesolitici avevano effetti limitati sugli ecosistemi naturali, a partire dal Neolitico sorgono sui fondovalle abitati stabili e si accresce l'interesse dell'uomo per lo sfruttamento delle alte quote e la creazione di paesaggi antropici. Polline, spore fossili, frammenti di carbone e nutrienti, estratti dai sedimenti delle Crotte Basse, una torbiera a 2350 m di quota, testimoniano la distruzione di foreste millenarie di pino cembro e abete bianco, e la presenza di insediamenti stagionali preistorici. Infatti, a poca distanza dalla torbiera, il sito di maggior interesse ha restituito le vestigia di una capanna dell'Età del Rame, con tracce di focolari, un accumulo di pietre interpretato come un muro a secco, un'ascia in pietra verde levigata e industrie in cristallo di rocca. 
I risultati delle indagini sono di grande interesse per la conoscenza della storia del paesaggio aostano, per la sua valorizzazione e fruizione didattica e turistica. 

Per informazioni: Roberta Pini, email: roberta.pini@idpa.cnr.it, telefono: 02.64482845

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