24/06/2026
Ha preso il via martedì 23 giugno da Trapani la campagna oceanografica TUNSIC 2026, a bordo della nave da ricerca Gaia Blu del Consiglio nazionale delle ricerche. La campagna, che proseguirà fino al 3 luglio, è promossa nell’ambito delle attività del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale dell’Ente (Cnr-Dsu), coordinata scientificamente dall’Istituto di Studi sul Mediterraneo (Cnr-Ismed), e svolta in collaborazione con l’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Cnr (Cnr-Ias) e la Stazione Zoologica Anton Dohrn come componenti del core team scientifico.
TUNSIC 2026 è focalizzata nelle zone del Canale di Sicilia e del settore occidentale del Mar Ionio, un’area chiave per lo studio della riproduzione del tonno rosso atlantico (Thunnus thynnus) e per la comprensione dei processi ecologici che regolano il funzionamento degli ecosistemi pelagici del Mediterraneo centrale. Il cuore scientifico della campagna è lo studio dell’ittioplancton, cioè delle uova e larve dei pesci, con particolare attenzione alle prime fasi di vita del tonno rosso. Questi stadi rappresentano uno dei momenti più delicati del ciclo vitale delle specie ittiche: la sopravvivenza delle larve può essere influenzata da temperatura, circolazione marina, disponibilità di prede, condizioni trofiche e variabilità ambientale.
“Studiare uova e larve significa osservare il momento più fragile e determinante del ciclo vitale dei pesci”, spiega Marco Torri, Capo Missione e primo ricercatore del Cnr-Ismed. “Con TUNSIC 2026 vogliamo raccogliere dati indipendenti dalla pesca, utili a comprendere dove e in quali condizioni il tonno rosso si riproduce nel Mediterraneo centrale. L’obiettivo è contribuire a una gestione sempre più solida e sostenibile di una risorsa marina di grande valore ecologico ed economico”.
La campagna si inserisce nel quadro delle attività scientifiche legate all’ICCAT – International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas e contribuisce al Mediterranean Tuna Habitat Observatory, iniziativa internazionale dedicata al monitoraggio dei processi ambientali che influenzano l’ecologia dei grandi pelagici nel Mediterraneo, con particolare attenzione ai tonni e agli effetti del cambiamento climatico. In questo contesto, TUNSIC 2026 fornirà osservazioni raccolte direttamente in mare per descrivere gli habitat riproduttivi del tonno rosso e le condizioni ambientali associate alla presenza di uova e larve.
La dimensione internazionale della campagna è rafforzata dalla collaborazione con gruppi di ricerca attivi in altre aree riproduttive del Mediterraneo, in particolare in Spagna, con CSIC-IEO, e in Turchia, con Çukurova University e MEDFRI. Questo coordinamento consente di confrontare dati, metodologie e risultati tra diverse aree del Mediterraneo, contribuendo alla costruzione di una visione più ampia e integrata dell’ecologia del tonno rosso.
Il disegno di campionamento prevede attività sistematiche con reti da plancton, misure oceanografiche lungo la colonna d’acqua e raccolta di campioni biologici e ambientali. Accanto allo studio delle uova e larve di pesce, TUNSIC 2026 integra analisi sul plancton, sulle reti trofiche, sugli isotopi stabili, sul DNA ambientale, sulla bioenergetica larvale, sui parametri fisico-chimici della colonna d’acqua e su componenti geologiche e sedimentologiche. L’obiettivo è collegare la distribuzione del tonno rosso e delle altre specie ittiche alle caratteristiche dell’ambiente e alla struttura complessiva dell’ecosistema.
Partecipano alla campagna anche altri Istituti del Cnr: Cnr-Irbim, Cnr-Isp e Cnr-Igag, con competenze che spaziano dalla biologia delle risorse marine all’acustica, dalla componente microbica dell’ecosistema alle analisi geologiche e paleoambientali.
TUNSIC 2026 prosegue e rafforza una serie storica di osservazioni oceanografiche e ittioplanctoniche avviata nell’area alla fine degli anni Novanta. In un Mediterraneo sempre più esposto agli effetti del riscaldamento climatico e alla crescente pressione sulle risorse marine, queste osservazioni rappresentano uno strumento fondamentale per riconoscere le trasformazioni in corso, comprendere la risposta degli ecosistemi e fornire basi scientifiche a supporto della conservazione e della gestione sostenibile del mare.
Per informazioni:
Marco Torri
CNR - Istituto di studi sul Mediterraneo
marco.torri@cnr.it
Ufficio stampa:
Francesca Gorini
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