Nota stampa

Cnr: alcuni dati nell'ambito del confronto internazionale

22/11/2021

Con riferimento ai dati e alle informazioni circolate sulla stampa nelle ultime settimane, si precisa quanto segue.

Come è già stato comunicato nell’ambito di una lunga fase negoziale con le parti sindacali, il Consiglio nazionale delle ricerche utilizzerà tutte le risorse specificamente stanziate per la stabilizzazione del precariato, tenuto conto della sostenibilità finanziaria dell’Ente. Com’è noto, le somme oggi a disposizione ammontano a circa 3,3 milioni di euro oltre a quelle stanziate nella legge di bilancio, che ad oggi sono pari a 10 milioni di euro. 

Si ritiene utile ricordare che negli ultimi anni l’Ente ha già proceduto alla stabilizzazione di oltre 1.400 lavoratori (art. 20 commi 1 e 2 della Legge Madia), e che è in via di definizione un programma di reclutamento selettivo per uno stanziamento di ulteriori 13,3 milioni di euro, in aggiunta e a bilanciamento delle assunzioni comma 2 sopra richiamate, come richiesto dalle norme in vigore.

Tale stanziamento, subordinato all’approvazione della legge finanziaria 2022, equivale a 205 idonei nelle liste di stabilizzazione rispetto ai 335 aventi diritto secondo l’art 20, comma 2, del Dlgs 75/2017 (legge Madia).
Dall’ultimo bilancio approvato (2020), il budget complessivo è di 977 milioni di euro di cui oltre 282 milioni di ricavi propri, per la maggior parte provenienti da progetti di ricerca.

Da una recente indagine di confronto con alcuni importanti enti di ricerca a livello europeo (tra cui il Max Planck in Germania, il Cnrs in Francia) e in Nord America, è emerso come la capacità del Cnr di attrarre risorse da fondi di ricerca sia la più alta (circa 30%).

Allo stato attuale, invece, appare molto bassa la quota di finanziamento nazionale: il finanziamento dello Stato per ricercatore colloca il Cnr all’ultimo posto tra i grandi enti di ricerca internazionali oggetto di indagine.
Ciò determina un’incidenza molto alta delle spese di funzionamento correnti sui finanziamenti dello Stato, con effetti negativi sulla sostenibilità economica.