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Vulcani sommersi e coralli profondi: la nave Gaia Blu del Cnr esplora i fondali di Linosa

30/09/2026

È partita ieri, 29 settembre, dal porto di Catania la nave da ricerca Gaia Blu del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) per la campagna oceanografica BioGeoLin, dedicata allo studio della biodiversità e della geodiversità dei fondali dell’isola di Linosa. Per dieci giorni, fino al 9 ottobre, un team di ricercatrici e ricercatori esplorerà coni vulcanici sommersi, canyon sottomarini ancora poco conosciuti e comunità di coralli profondi, con l’obiettivo di costruire una mappa completa degli habitat marini che circondano l’isola.

Linosa, isola vulcanica nel cuore del Canale di Sicilia, fa parte insieme a Lampedusa e Lampione dell’arcipelago delle Isole Pelagie e dell’omonima Area Marina Protetta. Pur trovandosi in un’area del Mediterraneo fortemente interessata dalle attività umane, l’isola risente di una pressione antropica molto contenuta – pochi abitanti, traffico marittimo limitato, pesca e turismo ridotti – che la rende un sito ancora relativamente incontaminato, ideale per lo studio e la tutela di habitat marini di grande valore.

Le ricerche si concentreranno in particolare su due settori: quello nord-occidentale, dove si trovano oltre venti coni vulcanici sommersi, e quello orientale e nord-orientale, solcato da canyon sottomarini ancora poco esplorati. I dati raccolti permetteranno di realizzare mappe degli habitat estese a tutto il fondale, dalle acque più superficiali, raggiunte dalla luce del sole, fino alle profondità maggiori, mettendo insieme le caratteristiche geologiche (sedimenti, vulcani sommersi, canyon) e quelle biologiche (habitat esclusivi, coralligeno e comunità di corallo profondo).

A bordo, ecoscandagli multifascio di ultima generazione ricostruiranno in dettaglio la forma dei fondali, mentre profili sismici ad alta risoluzione permetteranno di “guardare” negli strati di sedimento sotto il fondo marino. Il ROV Vector, un robot sottomarino filoguidato gestito dalla società SubseaLED, effettuerà riprese video lungo percorsi pianificati, in particolare sui banchi di coralligeno individuati di recente a sud di Linosa. Infine, campioni di fondale prelevati con un box corer consentiranno di studiare le caratteristiche dei sedimenti e la fauna che li popola, comprese specie di interesse per la conservazione.

BioGeoLin prosegue le ricerche condotte negli ultimi anni dal Cnr-Ismar nelle acque di Linosa, in collaborazione con l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e con il Comune di Lampedusa e Linosa. Questi studi, pubblicati su diverse riviste scientifiche internazionali, hanno permesso di ricostruire per la prima volta la complessità morfologica e la ricchezza biologica dei fondali dell’isola.

Il team, coordinato da Sara Innangi (Cnr-Ismar), riunisce ricercatrici e ricercatori del Cnr-Ismar e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli; le operazioni del ROV sono affidate al personale tecnico di SubseaLED. A bordo c’è anche una studentessa dell’Università di Milano-Bicocca, che potrà seguire da vicino le attività scientifiche.

I risultati della campagna forniranno una valutazione complessiva dell’unicità ambientale di Linosa: mappe quantitative degli habitat che saranno un supporto prezioso per la gestione sostenibile dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e per la conservazione della biodiversità in un Mediterraneo in rapido cambiamento.

 

Per informazioni:
Sara Iannangi
Cnr-Ismar
sara.innangi@cnr.it