29/09/2026
Si sono concluse con successo, a bordo della nave da ricerca Gaia Blu, le operazioni della campagna “EMSO-SA 2026-09” (European Multidisciplinary Seafloor and Water Column Observatory – Southern Adriatic).
La missione annuale, che si svolge nelle acque del Mare Adriatico meridionale, è dedicata alla manutenzione degli ancoraggi profondi, piattaforme osservative sommerse della rete europea EMSO-ERIC (European Research Infrastructure Consortium), impegnata nel monitoraggio continuo degli oceani. La campagna è stata realizzata in collaborazione tra l’Istituto di Scienze Polari del Cnr e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – Ogs, coordinatore del sito regionale del Sud Adriatico.
Partita da Catania, la Gaia Blu ha operato nello Stretto di Otranto e nella Fossa Sud Adriatica, l’area più profonda dell’Adriatico, tra Bari e le coste montenegrine, dove il fondale raggiunge i 1.200 metri di profondità.
Il team scientifico Cnr-Ogs, con il supporto del personale tecnico di bordo, ha recuperato e sottoposto a manutenzione l’ancoraggio profondo EMSO-E2M3A. Sono stati controllati e riposizionati strumenti fondamentali per l’osservazione dell’ambiente marino: trappole di sedimento, correntometri, sensori per pH e gas disciolti, idrofoni e boe. L’ancoraggio è stato quindi rilasciato nuovamente nella stessa posizione, permettendo di proseguire una raccolta dati quasi ininterrotta dal 2006.
La missione ha incluso anche misurazioni dirette di temperatura, salinità e altri parametri chimico-fisici della colonna d’acqua, effettuate mediante rosetta-CTD (Conductivity, Temperature and Depth). I campioni prelevati a diverse profondità saranno analizzati in laboratorio per misurare, tra gli altri parametri, ossigeno, pH e inquinanti.
Una prima analisi dei dati conferma il trend di aumento della temperatura e della salinità nelle acque prossime al fondale. Un segnale importante in un ambiente profondo e fragile, dove i cambiamenti possono essere graduali ma avere effetti duraturi sull’ecosistema e riflettere trasformazioni più ampie a scala dell’intero Mediterraneo.
In un mare sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, mantenere attive serie storiche di dati è essenziale per comprendere l’evoluzione del sistema marino e le relazioni tra le sue diverse componenti. La rete EMSO mette a disposizione della comunità scientifica dati standardizzati e difficili da ottenere, contribuendo a migliorare la conoscenza dei mari e degli oceani e a orientarne la tutela.
Per informazioni:
Alessio Nogarotto
Cnr-Isp
alessio.nogarotto@cnr.it
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