24/09/2026
Robotica subacquea, rilievi 3D, sensoristica avanzata e controllo remoto per monitorare e proteggere il patrimonio culturale sommerso. A Baia, nel Parco Archeologico Sommerso, il sistema europeo NERITES è stato sperimentato per la prima volta in condizioni operative reali, con il contributo del CNR-ISMAR di Napoli.
Come monitorare nel tempo un sito archeologico sommerso, documentarne il degrado e individuare i possibili fattori di rischio riducendo al minimo la necessità di interventi diretti dell’uomo sott’acqua? È una delle sfide affrontate da NERITES (Systematic autonomous remote surveying of underwater cultural heritage monuments and artefacts using non-destructive, cost-effective and transportable digital solutions), progetto di ricerca e innovazione finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon Europe (Grant Agreement No. 101132575).
Attivo dal gennaio 2024 al dicembre 2026, con un budget complessivo di circa 4 milioni di euro, NERITES ha sviluppato un sistema integrato per il monitoraggio sistematico, remoto e non distruttivo del patrimonio culturale subacqueo. Il progetto riunisce in un’unica piattaforma tecnologie di robotica, imaging e fotogrammetria, sensoristica avanzata, navigazione autonoma e comunicazione remota, con l’obiettivo di rendere il monitoraggio dei siti sommersi più accurato, ripetibile e sostenibile.
Dal 31 agosto al 5 settembre 2026, il sistema NERITES è stato sperimentato presso la Villa dei Pisoni, nel Parco Archeologico Sommerso di Baia, nell’ambito del primo pilot operativo del progetto. Il sito di Baia rappresenta un laboratorio naturale di particolare interesse per la sperimentazione: mosaici, strutture murarie, aree colonnate e differenti materiali costruttivi sono infatti esposti a condizioni ambientali variabili, a processi naturali e alle pressioni legate alla frequentazione antropica. Un contesto complesso, nel quale la possibilità di acquisire nel tempo dati quantitativi e confrontabili può offrire un importante supporto alle strategie di conservazione.
Presso il porto di Baia, è stato assemblato e verificato il sistema tecnologico NERITES, comprendente AUV, docking station, boa di superficie e Remote Monitoring and Command Centre (RMCC). Una volta in acqua, sono state progressivamente testate le capacità di navigazione autonoma, pianificazione delle missioni, path tracking, posizionamento di precisione e acquisizione di dati tridimensionali e di imaging. Sono stati inoltre verificati sul campo i sensori LIBS (Laser-Induced Breakdown Spectroscopy) e QCL (Quantum Cascade Laser), insieme alle procedure per la gestione e la preparazione dei dati destinati alla successiva valutazione del degrado. Le operazioni hanno combinato acquisizioni AUV, documentazione 3D, misure LIBS e QCL, dati CTD, campionamenti autorizzati e altre misure di riferimento. Dal Remote Monitoring and Command Centre è stato inoltre possibile seguire le operazioni attraverso una visualizzazione sincronizzata delle immagini, della mappa della missione, della telemetria, dello stato del sistema e dei dati preliminari.
L’obiettivo di lungo periodo è trasformare il monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo da un’attività prevalentemente periodica e manuale in un processo più sistematico, quantitativo, non invasivo e potenzialmente predittivo. Al pilot di Baia ha partecipato il Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR), sede di Napoli, con la responsabilità scientifica di Salvatore Passaro. Il contributo dell’Istituto riguarda in particolare le competenze nel campo della geologia e geofisica marina, del rilievo ad alta risoluzione, della caratterizzazione ambientale e dell’applicazione delle tecniche geofisiche allo studio e alla tutela del patrimonio culturale subacqueo. I dati raccolti durante la campagna sono attualmente sottoposti a post-processing e saranno confrontati con le baseline archeologiche e ambientali e con gli indicatori di prestazione definiti dal progetto. I risultati del pilot contribuiranno inoltre al perfezionamento del sistema in vista della seconda sperimentazione NERITES, prevista a Fournoi, in Grecia, nell’ottobre 2026.
Per informazioni:
Savatore Passaro
Cnr-Ismar
salvatore.passaro@cnr.it
081/5423831