18/08/2026
Lunedì 17 agosto 2026 ci ha lasciati Paola Reichenbach, Dirigente di ricerca dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr (ora Istituto di Geoscienze). Paola Reichenbach è stata per oltre trent'anni una delle figure di riferimento a livello nazionale e internazionale nell’ambito della ricerca sulle frane. Paola, oltre al raggiungimento di obiettivi scientifici rilevanti, ha saputo costruire e mantenere viva una rete di rapporti di collaborazione con istituzioni ed enti di ricerca italiani, europei e internazionali.
Paola Reichenbach, laureata in geologia presso l'Università degli Studi di Perugia nel 1986 con una tesi sulla geologia strutturale dell’Appennino umbro-marchigiano, nel 1989 aveva iniziato a collaborare con il gruppo di geomorfologia dell'IRPI di Perugia, nel quale ha poi svolto la sua intera carriera scientifica. Nel 1991 il suo percorso di ricerca l’aveva portata negli Stati Uniti come visiting scientist presso l’USGS – US Geological Survey, dove aveva acquisito tecniche, allora pionieristiche, per la modellazione digitale del terreno attraverso sistemi informativi territoriali.
La sua ricerca ha approfondito i molteplici aspetti della pericolosità da frana: dalla cartografia dei dissesti, alla modellazione dei crolli fino all’uso dei metodi statistici per la valutazione della suscettibilità da frana. La rassegna critica sui modelli statistici di suscettibilità pubblicata nel 2018 è oggi uno dei lavori più citati del settore e un riferimento metodologico internazionale. A quei modelli attribuiva un valore che andava oltre il metodo, perché li considerava strumenti fondamentali per la pianificazione territoriale.
Il suo lavoro ha superato i confini italiani. Oltre alla collaborazione con l’USGS, durata oltre vent'anni, ha lavorato con ricercatori di Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito, Israele e Austria. Nell’ambito dei programmi quadro europei ha contribuito alla prima carta armonizzata di suscettibilità da frana del continente. Fondamentale il suo contributo in Italia nelle Convenzioni sottoscritte con amministrazioni regionali e con il Dipartimento della Protezione Civile. Collaborare, per lei, era il modo naturale di far crescere una conoscenza comune.
Nel novembre 2021, durante il quinto Forum mondiale sulle frane a Kyoto, le era stata conferita la Varnes Medal dell'International Consortium on Landslides per il contributo scientifico e l'impegno internazionale nella modellazione della suscettibilità e della pericolosità da frana, e per il costante ruolo di mentore di ricercatori e studenti. È stata la prima donna a riceverla e lei aveva dedicato il premio a tutte le donne impegnate nella ricerca scientifica. Nello stesso anno era già stata nominata dal Ministro dell'Università e della Ricerca tra i quindici componenti del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca.
Chi ha lavorato con lei ne ricorda l’entusiasmo, la disponibilità, il rigore scientifico e la particolare attenzione ai più giovani. La sua scomparsa addolora e lascia un vuoto profondo nella sede di Perugia e nell'intera comunità scientifica che si occupa di rischi geo-idrologici. Il personale dell'Istituto si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore.