28/11/2025
Il Cnr partecipa da trent’anni al Processo di Barcellona per la cooperazione Euro-Mediterranea in Ricerca e Innovazione, prendendo parte al Forum costituito all’indomani della Dichiarazione di Barcellona, sottoscritta dai governi degli Stati membri dell’UE e dei Paesi non UE del Mediterraneo il 28 novembre 1995.
Lo scopo del partenariato lanciato a Barcellona nel 1995 era quello di rendere il Mediterraneo uno spazio comune di pace, stabilità e prosperità, attraverso il rafforzamento del dialogo politico, la cooperazione economica e finanziaria e la collaborazione scientifica, sociale e culturale, ed ha gettato le fondamenta per il multilateralismo nella regione nonostante i divari, le crisi politiche, i conflitti trascorsi e quelli in atto.
La Union for the Mediterranean (UfM) ha organizzato, per l’occasione del trentesimo anniversario, una serie di incontri tra policy makers, istituzioni degli Stati Membri e del Mediterraneo, della Commissione Europea (CE), ministri della politica estera, rappresentanti delle autorità cittadine e stakeholders per riflettere sul rilancio del Partenariato e apportare il proprio contributo al Patto per il Mediterraneo, lanciato dalla CE il 16 ottobre 2025, con un’apertura all'interazione con altri partner oltre il Mediterraneo meridionale, fra cui il Golfo, l'Africa subsahariana, i Balcani occidentali.
Non poteva pertanto mancare una discussione sulla cooperazione culturale e scientifica nella giornata del 27 novembre su “Regional Resilience and Recovering – Building a resilient Mediterranean through Strategic Partnerships”. I lavori sono stati introdotti da Jasem Muhammad Al-Budaiwi, Secretary General Gulf Cooperation Council, Nasser Kamel, Secretary General, Union for the Mediterranean (UfM), Ahmed Ekzayez, Deputy Minister of Emergency and Disaster Management of Syria, Stefano Sannino, Director General EC-DG Middle East, North Africa and the Gulf.
Hanno partecipato al dibattito, tra gli altri, il Presidente dell’Università di Damasco, il Direttore di Erasmus+ per la Palestina, il Presidente di EMUNI e di UNIMED, delegati ed esperti di cooperazione multilaterale e del Processo di Barcellona da Portogallo, Italia, Spagna, Germania.
E’ stato ribadito in quella sede la necessità di costruire una resilienza della regione che possa affrontare sfide che vanno dal cambiamento climatico all’insicurezza energetica, dal brain drain alla necessità di potenziare e interconnettere le infrastrutture di ricerca, dalla creazione di posti di lavoro ad un maggiore dialogo con la società civile.
La resilienza è anticipare le sfide, prevenire ove possibile, coordinare gli sforzi e agire insieme. Pertanto il ruolo della ricerca è fondamentale per l’implementazione del Patto per il Mediterraneo, presentato ufficialmente e simbolicamente il 28 novembre 2025, per riaffermare l’impegno dei Paesi della regione a fare del Mediterraneo una zona di pace, prosperità e dialogo, dove il multilateralismo non può essere più un’opzione.
E’ stato inoltre confermato il ruolo dell’UfM come attore principale per connettere i diversi attori della cooperazione, lavorando orizzontalmente per un maggiore impatto sul processo di crescita e stabilità della regione.
Per informazioni:
Marilena Rossano
CNR - Unità Relazioni Internazionali (URI) - Responsabile della sede di Napoli e della cooperazione multilaterale con i Paesi non UE
marilena.rossano@cnr.it
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