17/11/2025
Nella seduta del 11 novembre 2025, si è svolta un'audizione del CNR alla Camera dei Deputati VIII Commissione "Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici" sui disegni di legge DDL 2332 “Delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia” e DDL 535 “Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni”.
Per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Massimo Clemente, Direttore dell’Istituto per le tecnologie della costruzione (Cnr-Itc), ha espresso apprezzamento per l’iniziativa legislativa tesa a rispondere all’incertezza sia dei cittadini che chiedono tempi ragionevoli per l'iter autorizzativo delle attività edilizie sia delle pubbliche amministrazioni, soprattutto a scala comunale, che chiedono riferimenti oggettivi e norme chiare in base alle quali autorizzare o negare le attività edificatorie.
I principi enunciati nelle proposte di legge delega 2332 e 535 sono corretti e condivisibili, in linea con obiettivi, contenuti e risultati delle ricerche svolte dal Cnr-Itc nelle sedi distribuite tra nord, centro e sud del Paese.
Peraltro, parte degli ostacoli per l’edilizia e le costruzioni che si cerca di rimuovere sono, direttamente o indirettamente, collegati alla mancata riorganizzazione dell’apparato normativo sul governo del territorio alla scala nazionale. Il dibattito politico sull’urbanistica ha portato le Regioni a legiferare per il governo dei territori locali anche in modo innovativo ma troppo disomogeneo, in assenza di una legge nazionale. La regolazione delle attività edilizie, invece, si è attuata localmente sulla base delle norme nazionali e, in particolare, delle previsioni del testo unico 380/2001.
Dopo la stagione del boom edilizio e delle grandi speculazioni che hanno deturpato le nostre città, la giusta ma tardiva reazione ha progressivamente imbrigliato e rallentato i processi di trasformazione del territorio. La polverizzazione e moltiplicazione dei pareri e delle autorizzazioni ha allontanato sempre di più la fase ideativa da quella attuativa, il progetto dall’esecuzione, la visione dalla trasformazione.
I successivi tentativi di semplificazione non hanno avuto gli effetti sperati probabilmente perché si sono concentrati sul processo edilizio e non sul quadro urbanistico nonostante l’evidenza che la costruzione sia lo strumento per realizzare le previsioni del piano. Inoltre, anche se le leggi regionali hanno introdotto molte innovazioni, permane la cultura della pianificazione top-down che addirittura si va rafforzando, per esempio, nel disegno di legge sulla rigenerazione urbana.
Per informazioni:
Massimo Clemente
CNR - Istituto per le tecnologie della costruzione
clemente@itc.cnr.it
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