16/10/2025
Si è concluso lo scorso settembre il progetto ReSChape (www.reschape.eu), finanziato dal programma Horizon Europe, che ha coinvolto il Cnr-Ieiit e il Cnr-Stiima assieme ad altre organizzazioni di ricerca europee quali Fraunhofer-IML, INESC TEC, Zaragoza Logistics Center, Università di Deusto, IRIS, Aston University, Cranfield University, Università di Leibniz, Università di Padova e TU/e. Il progetto, di durata triennale, aveva lo scopo di studiare nuovi modelli di gestione delle filiere produttive in ottica di resilienza e sostenibilità e di proporre azioni di policy per i prossimi anni.
L’evento finale si è tenuto il 18 settembre 2025 a Bruxelles e ha visto la partecipazione di organismi di ricerca, rappresentanti industriali e policy makers per discutere e condividere i risultati del progetto. Le sessioni si sono articolate in tavole rotonde, presentazioni di casi studio e riflessioni politiche, con un focus su strategie e azioni per rafforzare le catene di fornitura contro i rischi globali, promuovendo al contempo un impatto positivo sulla sostenibilità della produzione.
La prima sessione è stata l’occasione per discutere una parte dei risultati del progetto, relativa all’analisi della complessa relazione tra resilienza e sostenibilità nelle catene di fornitura. Il progetto ha mappato una serie di azioni, evidenziando come strategie mirate e approcci trasformativi possano aiutare le imprese a superare le sfide globali e a stabilire una nuova normalità post-crisi. Dai casi studio industriali raccolti, è emersa la necessità di usare leve come la collaborazione, l’integrazione digitale e l’apprendimento organizzativo per garantire una maggiore sostenibilità sociale dei modelli attuali di produzione. Attraverso una survey con aziende europee, sono state analizzate le strategie da attuare lungo le filiere estese, dalle quali è emerso come sia possibile limitare lo scollamento tra gli obiettivi aziendali dichiarati e le performance raggiunte, combinando incentivi, formazione, condivisione dei rischi e monitoraggio dei processi, anche con fornitori in Paesi terzi.
Una demo ha illustrato gli strumenti web sviluppati nell’ambito del progetto per supportare il monitoraggio della sostenibilità e della resilienza di alcuni settori industriali. La piattaforma Reshape integra moduli per la visualizzazione di indicatori di sostenibilità sociale, economica e ambientale relativi ai paesi dell’UE analizzati e supporta la clusterizzazione delle performance, facilitando le decisioni di politica industriale. Il Radar, invece, consente la mappatura strategica delle azioni che le filiere possono adottare per migliorare il proprio livello di sostenibilità e resilienza.
La seconda tavola rotonda ha affrontato il tema della certificazione della sostenibilità sociale lungo le catene di fornitura. Nel corso del progetto è stato sviluppato un sistema per includere nel bilancio la dimensione di sostenibilità sociale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), che spesso non adottano ancora standard internazionali già consolidati nelle multinazionali. Nel corso del panel si è discusso anche del ruolo degli operatori della logistica, ed è stata presentata una guida per certificare il livello di sostenibilità sociale degli operatori del settore, con riferimento alle condizioni dei lavoratori.
Nel progetto sono stati sviluppati anche modelli multi-Paese che hanno analizzato l’impatto delle variazioni macroeconomiche sulla produttività e sull’occupazione. Sulla base di 6 scenari, è stato possibile quantificare l’impatto di fattori quali le variazioni degli scambi commerciali, i cambiamenti demografici e le nuove regolamentazioni, e come questi fattori influenzino in modo differenziato i vari paesi europei, anche tenendo conto dei settori industriali più forti in ciascun paese.
L’ultima tavola rotonda, dedicata alle raccomandazioni di policy industriale, ha focalizzato l’attenzione sulle normative UE in materia di sostenibilità nelle catene di fornitura, evidenziando la complessità derivante dall’attuale gestione di molteplici regolamentazioni ambientali già parzialmente risolta con il pacchetto di semplificazione “Omnibus”. Il confronto ha evidenziato le differenze di impatto regolatorio tra grandi imprese e PMI, con queste ultime spesso maggiormente esposte a difficoltà di implementazione di azioni per la conformità ad esse. L’analisi del progetto si è focalizzata in particolare sull’impatto di tre regolamentazioni: CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e il CRM Act (Critical Raw Materials Act). Sono state discusse proposte di policy e priorità di ricerca e di innovazione per il prossimo programma quadro.
L’evento finale del progetto ReSChape ha evidenziato come la resilienza e la sostenibilità nelle catene di fornitura siano interconnesse, ma spesso in tensione, e che le aziende devono prepararsi ad affrontare sfide normative, tecnologiche e sociali sempre più complesse, non solo con investimenti interni, ma anche con azioni di ricerca e innovazione collaborativa che vadano oltre la filiera stessa.
Per informazioni:
Rosanna Fornasiero
CNR - Istituto di elettronica e di ingegneria dell'informazione e delle telecomunicazioni
rosanna.fornasiero@cnr.it
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