Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (ITABC)

Descrizione

L'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) è stato fondato nel 1981 ed ha sede presso l'Area di Ricerca CNR Roma1 di Montelibretti.

Nel 1967 il CNR, venendo incontro alla esigenza di incentivare, nel campo delle scienze matematiche, fisiche e naturali, le ricerche connesse con l'indagine archeologica, e di portare l'attività scientifica svolta in Italia in questo settore al più alto livello internazionale, varò un programma speciale per le scienze c.d. sussidiarie dell'Archeologia, costituendo una Commissione ad hoc. Della Commissione, presieduta da Paolo Graziosi, facevano parte studiosi di chiara fama, tra i quali Alberto Broglio, Michele Cagiano de Azevedo, Romano Cipollini, Nevio Degrassi, Mario Fornaseri, Carlo Maurilio Lerici, Sabatino Moscati, Massimo Pallottino. Segretario Scientifico della Commissione fu nominato Giuseppe Donato. La Commissione varò nel Settembre del 1970 il Servizio per le Scienze Sussidiarie dell'Archeologia che funzionò sino al 1974 come organo esecutivo del Programma Speciale. Giuseppe Donato, nominato direttore del Servizio, chiamò inizialmente a collaborare ricercatori provenienti da alcuni Istituti del CNR (soprattutto geologi e fisici). In progresso di tempo, il Servizio si arricchì di personale e di attrezzature, curando il settore di analisi di materiali archeologici, eseguendo il rilevamento di zone archeologiche e istituendo rapporti con istituti scientifici italiani e internazionali di grande prestigio, e in particolare con l'Accademia Polacca delle Scienze. A seguito di questa evoluzione, il Servizio si trasformò alla fine degli anni '70 in Laboratorio e, in ultimo, nel 1981, in Istituto con la denominazione attuale.

A seguito della ristrutturazione degli Organi di Ricerca del CNR avvenuta tra il 2001 e il 2002, con il provvedimento ordinamentale n. 16018 del 15/10/2001, l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali è stato provvisto di un nuovo statuto e di un più ampio piano di ricerca, tuttora vigenti, coerentemente con l'evolversi della domanda storica e dell'avanzamento delle metodologie e delle tecnologie scientifiche del settore.

L'ITABC svolge, ai sensi dell'attuale regolamento istituti, attività di ricerca, di valorizzazione e trasferimento tecnologico e di formazione nel campo della conoscenza, conservazione, fruizione del patrimonio archeologico e, più in generale, del costruito storico, relativamente alle seguenti tematiche:

- Sistemi informativi territoriali e metodi statistici applicati ai beni culturali; ricostruzione e contestualizzazione del paesaggio archeologico attraverso strumenti GIS, remote sensing, realtà virtuale e multimedia;
- Metodologie geologiche e geofisiche ad alta risoluzione per la caratterizzazione dei siti archeologici e dei manufatti storici;
- Ricerche per la catalogazione, l'analisi e lo studio di monete e tesori monetali antichi;
- Metodologie di studio e di analisi dei manufatti di interesse storico, con particolare riferimento a quelli metallici;
- Ricerche multidisciplinari per l'analisi, la documentazione, la valutazione, il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio costruito;
- Tecniche di datazione di reperti archeologici e geologici con i metodi del 14C e della racemizzazione degli aminoacidi.

Coerentemente con la necessità di un approccio multidisciplinare e interdisciplinare alla ricerca sui beni culturali, all'interno dell'ITABC, fin dalla sua costituzione come Istituto, operano archeologi, architetti, chimici, fisici, geologi, ingegneri ed informatici, competenze indispensabili per lo studio del Patrimonio.
L'elemento distintivo dell'ITABC risiede, in particolare, nell'aver stabilmente coniugato, intra moenia, attività e metodologie di ricerca proprie delle c.d. 'scienze dure' (hard sciences) con quelle proprie delle scienze umanistiche, con la costruzione e l'affinamento di un linguaggio comune nel campo della ricerca applicata ai Beni Culturali: le diverse competenze non convivono semplicemente nello stesso ambiente, ma concorrono virtuosamente alla definizione delle progettualità più appropriate che il settore richiede. Da qui la "cultura omogenea" dell'Istituto, consistente non solo nella coscienza ma anche nella reale capacità della integrazione da parte dei vari gruppi di ricerca, essenziale per la definizione, l'implementazione e l'ottimizzazione di nuove metodologie di indagine sia per lo studio dei manufatti che per quello del territorio. Tale cultura comune non solo ha consentito la progettazione e la realizzazione, o comunque l'ottimizzazione, di strumentazioni avanzate nel campo della geofisica applicata, delle datazioni e della analisi e monitoraggio dei beni archeologici e architettonici, ma anche la definizione di progetti complessi per la conoscenza e la fruizione di beni archeologici ed architettonici in Italia e all'estero: progetti nati con l'intento di concorrere a sviluppare quelle strategie di conservazione preventiva e di gestione delle risorse culturali che oggi rappresentano il vero approccio innovativo alla salvaguardia, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni storico-artistici.

L'ITABC ha costantemente sviluppato, con i suoi settori scientifici, progetti e linee di ricerca attraverso azioni di sinergia sia al suo interno che in collaborazione con organismi esterni.
In particolare negli ultimi anni, l'Istituto, a livello nazionale ed internazionale (come per altro confermano sia i progetti avviati soprattutto con forti finanziamenti esterni che le numerosissime e prestigiose convenzioni e collaborazioni scientifiche in atto, a livello internazionale e nazionale) si è caratterizzato come vera e propria interfaccia di dialogo, di consulenza e di comunicazione, fra scienziati, amministrazioni pubbliche, università, centri di ricerca e di formazione, nell'ambito delle scienze e tecnologie applicate ai beni culturali. Se consideriamo, inoltre, che numerosi programmi comunitari (VI e VII Programma quadro, Cultura 2000, Meda, INTAS etc), programmi nazionali (PON, FIRB, Parnaso) e regionali (POR, FSE) assegnano ai progetti integrati sui beni culturali un ruolo fondamentale, si comprende come una struttura come l'ITABC potrà svolgere in futuro un ruolo scientifico ancora più significativo.

La stessa posizione geografica dell'Istituto, situato nel cuore di una regione dall'immenso patrimonio artistico e di grande vivacità culturale, appare infine di notevole importanza. Si pensi, ad esempio, come questa struttura potrà ulteriormente interagire con le Università ed Istituzioni Culturali presenti nel territorio, e in massima parte nella città di Roma, con un interscambio fecondo fra tecnologia, ricerca ed insegnamento mirato alla formazione di nuove e specifiche figure professionali nel campo dei Beni Culturali, in sinergia con altri poli di eccellenza già costituiti in ambito CNR.