Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (ITABC)

Attività di ricerca

Attualmente (gennaio 2008) le principali attività di ricerca vengono condotte nell'ambito di cinque commesse e di un modulo pertinente ad una commessa esterna, con la piena valorizzazione di tutte le componenti scientifiche dell'Istituto.

Commesse:
1) Integrazione di tecniche avanzate di rilevamento, metodologie geofisiche, GIS e modelli numerici per la conoscenza dei siti archeologici e la caratterizzazione dei manufatti storici (Resp. Dr. Salvatore Piro).
2) Sviluppo di metodologie multidisciplinari e strategie progettuali per l'analisi, la conservazione e il riuso del patrimonio costruito (Resp. Dr. Luciano Cessari).
3) Metodologie e tecniche integrate di catalogazione, analisi, datazione e studio di manufatti mobili archeologici, storici e artistici (Resp. Dr. Marco Ferretti)
4) Virtual Heritage: tecnologie digitali integrate per la conoscenza, la valorizzazione e la comunicazione dei beni culturali attraverso sistemi di realtà virtuale (Resp. Dr.ssa Sofia Pescarin).
5) Conoscenza, conservazione, valorizzazione del Patrimonio Culturale di un territorio: domanda-offerta di metodologie e tecnologie (Resp. Dr. Paolo Salonia)


Modulo:
Analisi e sintesi di dati eterogenei per un monitoraggio assistito del degrado di beni culturali (Resp. Dr. Paolo Salonia: Commessa IAC, resp. Dott. Domenico Vitulano)

Ciascuna delle commesse prevede moduli di attività svolti presso altri Istituti ove è stato possibile creare sinergie con gruppi di lavoro che lavorano su progettualità affini: tali collegamenti risultano particolarmente rilevanti con l'Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (Firenze) e l'Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali di Lecce.

Con la necessaria determinazione negli ultimi anni si è intensificato il collegamento dei gruppi di ricerca alle grandi reti nazionali ed internazionali anche per il tramite delle Convenzioni ed accordi di programma con Università, Enti, Organismi di Ricerca e di Tutela nazionali ed internazionali: tra i più prestigiosi in ambito internazionale segnaliamo quelli con la NASA, la California University, la Brown University, il Field Museum of Chicago, l'UCLA, Cultural Virtual Reality Lab, Los Angeles, il Virtual Heritage Network, l' International Society for Archaeological Prospecton.

La caratterizzazione dell'Istituto quale vera e propria interfaccia internazionale di dialogo e di comunicazione fra scienziati di diversi ambiti disciplinari in fondamentali settori ricerca applicata al Patrimonio Culturale è testimoniata dall'organizzazione e dal successo del 6°Congresso Internazionale su Archaeological Prospection (14-16 Settembre 2005, CNR Aula Convegni), dei due convegni su The Reconstruction of Archaeological Landscapes through Digital Technologies, svoltisi rispettivamente a Boston nel 2001, e a Roma nel 2003, nonché la più recente From Space to Place, 2nd International Conference on Remote Sensing in Archaeology, tenutasi a Roma nel dicembre del 2006: eventi che hanno rappresentato il forum internazionale nell'ambito del quale si sono confrontate e discusse le metodologie, le tecniche ed i risultati relativi agli avanzamenti nel campo delle Prospezioni Archeologiche, del telerilevamento, e più in generale, dell'Archeologia del Territorio.

Tutte le attività di innovazione metodologica e tecnologica portate avanti presso l'ITABC - così come nella Mission dell'Istituto - in pieno collegamento con la centralità della domanda storica e sostenute attraverso programmi di ricerca finanziati in gran parte dal MIUR e dal MBCA (Consorzio SIINDA nell'ambito del Programma Parnaso, Progetti FIRB), da altri Enti Italiani (Arcus, Regioni -in particolare la Regione Autonoma Val D'Aosta, la Regione Lazio- Province, Comuni etc.) e dalla UE, sono testate e validate attraverso concreti casi di studio in Italia e all'estero, in quest' ultimo caso di grande rilevanza internazionale. Da citare, in quest'ambito, la Missione archeologica per lo studio del tesoro monetale di Misurata (Libia), la Missione a Cipro per lo studio dell'insediamento preistorico di Pyrgos (sito campione per la ricostruzione delle attività produttive nel bacino del Mediterraneo Orientale nell'età del bronzo), le missioni in Giordania (Petra), a Chan Chan (Trujillo, Perù), per il restauro, la conservazione e la fruizione del noto complesso archeologico pre-inca, sostenute in gran parte da finanziamenti esterni, tra i quali, rilevanti, quelli del MAE. Di particolare rilevanza, ancora tra le attività condotte dall'ITABC all'estero, il progetto"Bedestan", concernente lo studio e il progetto di restauro, conservazione e la valorizzazione della ex Chiesa di S.Nicola (XII-XIII secolo) nella Old City di Nicosia (Cipro), zona di occupazione turca, frutto della vincita della selezione a seguito di un bando dell' ONU, che ha offerto grande visibilità internazionale per l'Istituto nel settore della conservazione e nel recupero di edifici storici.
Negli ultimi anni, e in particolare a partire del 2005, grande sviluppo hanno avuto le attività, finanziate con rilevanti fondi esterni, relative alla fruizione del patrimonio culturale attraverso tecnologie innovative, con la creazione di sistemi informativi di realtà virtuale desktop che possano integrare differenti ontologie di dati spaziali tridimensionali in scala intra-sito (manufatto architettonico, struttura, scavo) ed inter-sito, cioè territoriale (paesaggio archeologico e culturale). Il processo di acquisizione ed elaborazione dei dati ha permesso la creazione di sequenze di protocolli metodologici che hanno registrato l'interesse della comunità internazionale, Unesco in primis. Segno dell'apprezzamento per le ricerche condotte presso l'ITABC in questo campo è il primo premio dell' E-content award nella categoria e-learning per il progetto "Musealising the virtual: the Scrovegni Chapel project" (2005), dedicato alla creazione di un sistema di realtà virtuale per la Cappella degli Scrovegni ad opera del VHLab dell'ITABC; il premio ha costituito un importante riconoscimento internazionale dedicato ad opere di valore comunicativo, culturale e tecnologico. Un secondo evento internazionale molto importante è stato l'organizzazione della mostra di archeologia virtuale "Immaginare Roma antica", ancora con il gruppo di lavoro del Virtual Heritage Lab, che ha permesso di esporre presso il Museo dei Mercati di Traiano a Roma oltre 40 opere ed installazioni provenienti da 12 paesi diversi. Da citare infine il recente progetto, interamente finanziato da Arcus S.p.a. 'Il museo virtuale della Via Flaminia antica', inaugurato l'8 gennaio 2008, che ha sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano a Roma, messa a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma. Il risultato ha richiesto oltre due anni di lavoro, un'equipe di venti fra archeologi, architetti, informatici, storici dell'arte, esperti in paleoambienti, impegnati nella creazione di un mondo virtuale 'vivo', fatto di paesaggi, fauna, flora, comportamenti umani e territoriali popolati, in grado di integrare ed affiancare il tessuto odierno e il mondo antico.

Non meno importanti le attività di ricerca in Italia, soprattutto per quanto riguarda l'analisi multidisciplinare di contesti storici-topografici, p. e. volta a ricostruire il popolamento della Sabina Tiberina in epoca arcaica e romana, che ha fruttato una monografia pubblicata nella prestigiosa serie 'Forma Italiae'.

Significativa anche l'attività di sviluppo di prototipi, sia hardware che software. Tra quelli hardware, da citare in particolare la strumentazione analitica portatile, sviluppata in collegamento con l'Accademia Polacca delle Scienze, e i sistemi accessori per un più efficiente utilizzo sul campo di spettrometri XRF.

Da ricordare infine, più specificatamente a livello metodologico, l'attività su 'Analisi e sintesi di dati eterogenei per un monitoraggio assistito del degrado di Beni Culturali'. La ricerca si colloca all'interno di un approccio interdisciplinare al bene da salvaguardare e intende produrre un insieme di attività sostanzialmente afferenti ai temi della "conservazione programmata" ed inserite in un quadro complessivo di utilizzazione integrata di ambienti informatici, mediante i quali è possibile risolvere in forme assistite le problematiche proprie dell'approccio conoscitivo/diagnostico al manufatto da salvaguardare per la susseguente definizione di strategie di intervento e di monitoraggio.

Come necessario complemento della ricerca, notevole impulso è dato alla attività di formazione, sia con l'organizzazione in proprio di attività specifiche autofinanziate, che con la partecipazione dei ricercatori, in qualità di docenti, a corsi di dottorato di ricerca, corsi di Laurea e di diploma, e a master Universitari: attività che quasi sempre è nata nel quadro della collaborazione con le Università interessate ai numerosi progetti di ricerca.

Indicatore non trascurabile del livello delle attività è la ricca produzione scientifica a stampa, in riviste di grande prestigio e sotto forma di comunicazioni e relazioni a Congressi Nazionali ed Internazionali.