Istituto per l'ambiente marino costiero (IAMC)

Focus

Rischi naturali in aree costiere

2009
Nell'ambito delle attività di ricerca del dell'IAMC è stato pubblicato il volume:"Geohazard in rocky coastal areas" a cura di Crescenzo Violante incentrato su tematiche riguardanti i rischi naturali in aree costiere. Il volume è una Pubblicazione Speciale della Geological Society of London (SP 322). Il volume raccoglie nove contributi scientifici che illustrano diversi aspetti della pericolosità e del rischio naturale derivanti da eventi geologici in aree di costa rocciosa. I casi studio si ...

ESI 2007: A NEW MACROSEISMIC SCALE BASED ON THE ENVIRONMENTAL EFFECTS.

2007
La scala macrosismica ESI 2007, costituita da 12 gradi di intensità, analoghi a quelli delle scale tradizionali, si basa esclusivamente sugli effetti indotti sull'ambiente fisico, quali le fagliazioni superficiali, fenomeni di subsidenza e uplift di natura tettonica, liquefazioni, fratturazione del suolo, fenomeni franosi, variazioni idrologiche e tsunami (Fig.1. table of intensity degreeS). La scala elaborata grazie alla revisione critica dei dati di un elevato numero di terremoti ...

Network per lo studio e la gestione delle fioriture di Ostreopsis spp. e di altre microalghe bentoniche potenzialmente tossiche lungo le coste italiane

2006
La network o rete BENTOX-NET, a cui afferiscono ricercatori con consolidata esperienza nell'affrontare le tematiche dei bloom microalgali, comprende le expertise richieste per affrontare le ricerche sugli HAB (Harmful Algal Blooms). La rete (network), che si considera attiva dal momento della formazione sulla base delle risorse disponibili, si propone di: - stabilire una comunicazione ottimale fra gruppi di ricerca già impegnati sul territorio italiano in studi sul problema delle fioriture ...

Biotecnologie applicate al risanamento di aree marine contaminate da petrolio e implementazione di tecnologie innovative

2005
I disastri dovuti ad episodi di oil spill in mare sono eventi accidentali che hanno un enorme impatto sugli ecosistemi marini. Tale scenario richiede interventi mirati da un lato al monitoraggio delle aree marine a rischio, che consenta la predizione di disastri ambientali, dall'altro alla implementazione di nuove tecnologie innovative finalizzate recupero delle aree contaminate. Presso la sezione di Messina , è stata incrementata l'attività di ricerca sui BIC (batteri idrocarburoclastici) ...

Individuazione e Monitoraggio di Specie Alloctone nei Mari di Taranto

2005
A conclusione del Progetto "Introduzione e Monitoraggio di Specie Alloctone nei mari di Taranto" (IMSAT), MIUR, D.M. 1015 4/10/2001, è stato preparato un'opuscolo, a carattere divulgativo, avente lo scopo di sensibilizzare tutti coloro che operano in contatto col mare, le autorità preposte alla tutela dell'ambiente e della salute umana e l'opinione pubblica, in generale. L'opuscolo si prefiggeva anche di individuare delle linee guida da suggerire per evitare l'introduzione di specie ...

Cinquantenario dell'alluvione del 1954 nel Salernitano

2004
A cinquant'anni dall'alluvione del 25-26 ottobre 1954 nel Salernitano. Nell'ambito delle attività di ricerca dell'IAMC è stato pubblicato un volume dal titolo "Il nubifragio dell'ottobre 1954 a Vietri sul Mare-Costa di Amalfi, Salerno. Scenario ed effetti di una piena fluviale catastrofica in un'area di costa rocciosa" a cura di E. Esposito S. Porfido C. Violante (Pubbl GNDCI n. 2870). Ricade in questi giorni, infatti, il cinquantenario della catastrofica alluvione che colpì il ...

Problematiche HAB ed impatto ecologico, igienico-sanitario e socio-economico

2003
Con il termine HAB (Harmful Algal Blooms) la comunità scientifica si riferisce a fioriture di microalghe unicellulari tossiche per l'uomo, ma anche a quelle che hanno in generale un impatto negativo sull'ecosistema attraverso produzione di ittiotossine o condizioni nocive all'habitat che conducono all'ipossia o all'anossia. Tra le specie HAB possiamo distinguere due gruppi di organismi: 1) quelli in grado di produrre tossine che possono contaminare i prodotti alimentari arrecando danni alla ...

Fissazione di CO2 in biomassa marina per la produzione di biofuels

2003
Il controllo dell'accumulo del diossido di carbonio in atmosfera è un obiettivo del Protocollo di Kyoto, non facile da raggiungere se deve essere basato solo sulla riduzione delle emissioni e del consumo di fossili a base di carbonio. Il recupero di CO2 con conseguente confinamento in siti naturali specifici (spent oil wells) o, alternativamente, con riutilizzo del carbonio può rappresentare un compromesso che consente di aumentare l'uso di energia fossile senza aumentare l'accumulo del ...

Il clima del passato e le variazioni globali del livello marino

2002
Riconoscere nel record geologico oscillazioni ambientali controllate dalla variazione dei parametri dell'orbita terrestre (precessione, obliquità, eccentricità) è basilare per studiare, a varie scale temporali, l'evoluzione del clima nel passato geologico. Il Cretacico è un periodo della storia della Terra (da circa 135 a circa 65,5 milioni di anni fa) caratterizzato da fasi climatiche calde che potrebbero fornire elementi di previsione per un futuro geologico anche non lontano. ...